HIV: CONOSCERE I CD4

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E' più importante il loro numero assoluto o la percentuale rispetto si CD8? I risultati di uno studio recente illustrano come tenere sotto controllo il sistema immunitario.

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Uno studio ha rivelato che il numero assoluto di cellule CD4 è un indicatore migliore della possibilità che una persona con l’Hiv si stia ammalando rispetto alla percentuale di cellule CD4.
Se sei sieropositivo e tieni il tuo stato immunitario sotto controllo con il tuo medico, dovresti avere questi due tipi di dati. Quello con cui tutti sono familiari è la conta dei CD4, che dà il numero assoluto di cellule CD4 o T-helper nel sistema immunitario. Queste cellule sono i regolatori dell’intero sistema immunitario e sono quelle più attaccate dall’Hiv.
Un conteggio dei CD4 ‘normale’ è compreso tra i 700 e i 1200; è possibile stare bene anche con 350, ma sotto i 200 si dovrebbe essere in trattamento contro l’Hiv.
Tuttavia alcuni medici possono anche fornire la percentuale di CD4. Questa è la proporzione di cellule CD4 in rapporto ai CD8 o cellule T-soppressori.
Le cellule CD8 distruggono le cellule infettate dai virus e anche di queste se ne ha bisogno in gran numero, ma se sono di gran lunga predominanti rispetto ai CD4 significa che il sistema immunitario è sbilanciato.
Sin da quando l’Aids è apparso inizialmente, alcuni medici hanno pensato che la percentuale di CD4 fosse più affidabile del conteggio dei CD4 per comprendere lo stato di salute del paziente.
Normalmente le cellule CD4 costituiscono circa il 25 percento delle cellule T; e si pensa che una percentuale inferiore al 15% indichi una progressione verso l’Aids. Ora uno studio ha finalmente scoperto quale delle due misure è più importante e la risposta è che il conteggio assoluto dei CD4 è una indicazione migliore della percentuale di CD4 per capire se si è o si sarà presto ammalati.
Alcuni ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora hanno osservato i conteggi e le percentuali di CD4 ricavate da oltre 15.000 test su più di 2000 pazienti. Hanno così scoperto che il rischio di sviluppare malattie correlate all’Aids nel giro di un anno era del 17.9% per conteggi di CD4 inferiori a 50, del 6.2% per CD4 da 50 a 100, e 2.7% per conteggi di 100-200.
Allo stesso modo, una percentuale di CD4 inferiore a sette predice un 14% di possibilità di sviluppare l’Aids in un anno; dal 7 al 15, un 4% di possibilità, e oltre il 15% indica un 2%.
Comunque, quando i dati sono stati aggiustati per renderli indipendenti da eventuali differenze dovute a etnia, età e sesso dei pazienti, il conteggio dei CD4 si è rivelato molto più significativo nel predire lo sviluppo di malattie connesse all’Aids rispetto alla percentuale dei CD4.
«I risultati suggeriscono che la percentuale di CD4 aggiunge una informazione supplementare sulle previsioni possibili – scrivono gli autori – Il conteggio assoluto dei CD4 è la misura più importante dello stato immunitario».

di Gus Cairns – Positive Nation

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