HIV, riconoscersi da uno sguardo…

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Un lettore ci racconta di uno strano incontro in chat e la convinzione di poter dedurre dall'aspetto fisico se una persona se è sieropositiva. Ma è davvero possibile?...

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Carissima redazione di Gay.it, questa mattina ho aperto il mio pc per controllare se qualche maschietto mi avesse scritto nei vari siti di incontro a cui sono iscritto. Un orsetto mi manda un messaggio chiedendomi come mai alla mia età io stia gia prendendo antivirali.

Li per lì non capivo cosa intendesse e chiedo ulteriori spiegazioni, risposta lapidaria, l’ orsetto mi scrive che si vede che sono hiv+ e che sto prendendo antivirali, premetto che non sono hiv+ ma che ho tanti amici hiv+, chiedo a questo "simpatico" orsetto da cosa lui possa dedurre che io sono malato.

Mi risponde dicendomi che si vede lo svuotamento dei miei zigomi e che sia scandaloso di come solamente in Italia la gente vada in giro a infettare altra gente, rispondo gentilmente a questo orso di tornare a studiare e di essere solidale con le persone malate di hiv+ ma dopo questa mia risposta sono partite una serie di insulti… direi che tutto sommato siamo messi bene a livello solidarietà… 

Premetto che sono dimagrito 30 chili e quindi le mie guance sono svuotate ma non sono "ammalate" comunque l’orso mi ha scritto che farà beneficenza per me.. morale della favola, l’apparenza inganna? Sì sempre e mai come questa mattina ho capito che davvero tutto inganna ma non mi spaventa, ma questo orso ignorante mi ha davvero spaventato!

La risposta del dott. Francesco Allegrini

Certamente l’orsetto che ti ha scritto ignora il fatto che lo svuotamento del grasso intorno agli zigomi (cioè la lipoatrofia) non è una esclusiva di alcuni (non certo tutti) HIV+ in terapia antiretrovirale da anni ma può esserci per tanti motivi (il dimagrimento come nel tuo caso ma anche, banalmente, l’età o altre malattie).

Quella che è sbagliata è la convinzione di poter dedurre dall’aspetto fisico di una persona se uno è sieropositivo e addirittura se prende farmaci ed ancora più sbagliato è chiedersi "chi è" la persona con cui sto per avere un incontro sessuale invece di concentrarsi sull’unica cosa davvero importante e cioè che cosa faccio IO: uso o non uso le regole del "sesso più sicuro" ?

Questo atteggiamento è molto pericoloso perchè fa pensare che ci si comporti in modo diverso a seconda di chi ho davanti invece di applicare SEMPRE E CON TUTTI le dovute precauzioni. Se ci pensi questo atteggiamento è figlio del vecchio concetto di "categoria a rischio": all’inizio della storia dell’AIDS sembrava che la faccenda riguardasse solo gay e tossicodipendenti e allora basta evitarli ("se lo conosci lo eviti" no?) e siamo tranquilli (con i risultati che vediamo ora: la stragrande maggioranza di chi ha adesso l’AIDS sono eterosessuali di mezza età…).

Adesso l’orsetto ha coniato una nuova categoria a rischio (che esclude lui ovviamente…): "non tutti i gay ma solo quelli con le guance svuotate". Io non so se l’apparenza inganni ma certamente le illusioni fanno male. L’orsetto si illude di stare al sicuro adottando questi metodi di selezione invece di ragionare sulle proprie pratiche sessuali, tu ti illudi di trovare solidarietà in una "comunità" gay italiana (in un sito di battuage poi…) caratterizzata da una spaventosa regressione culturale non solo rispetto all’Europa ma anche rispetto alla nostra stessa storia di 20 anni fa.

Insomma anche se le pratiche sessuali sono le stesse c’è una bella differenza tra essere gay ed essere froci non credi?

Dott. Francesco Allegrini

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