I COMPAGNI OMOFOBI

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La lettera di un ragazzo in una classe di fascisti

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Ciao Leo,

sono un omossessuale di Brescia di 18 anni. Lo sono ormai da quando avevo 13 anni e ho imparato a conviverci ed ora sono quasi del tutto felice. Io frequento ancora le superiori e ho in classe dei compagni un po’ strani: infatti sul diario o sui loro banchi portano le scritte "viva Hitler", "abbasso i froci", "viva la razza pura".

Ogni volta che leggo queste frasi mi viene il voltastomaco e molta paura e se un giorno dovessero scoprire la mia omosessualità. Cosa vorrebbero? Mi pesterebbero a sangue? O mi ucciderebbero? Io non so cosa fare e come ripeto ho molta paura ti prego dammi un consiglio. Doppio bs

Ciao

sapere che sei giovane e che dall’età di 13 anni ti sei accettato mi fa immaginare che nella vita, molte cose ti saranno facili, mentre altre, come quella che descrivi, un po’ meno.

Trovarsi faccia a faccia con i pregiudizi e gli stereotipi più beceri a volte è dura, ma credo che oggi, come ieri, sia ancora la lotta al pregiudizio quella che dobbiamo portare avanti, non raramente partendo dalle situazioni contingenti al nostro habitat quotidiano. Sto partendo da un piano più politico, di "movimento", piuttosto che da quello psicologico, poiché credo che il secondo, quello che riguarda i problemi dell’accettazione e del proprio coming out personale, non possano essere dissociati da quelli che riguardano invece l’affermazione dei diritti sociali e delle rivendicazioni politiche di tutti.

Ma il piano psicologico è quello che più mi compete e, allora, sulle paure e il disgusto che provi in certe situazioni, dove coetanei e compagni esprimono giudizi e minacce forse più per "moda" che per convinzione, credo che tu "debba" fare uno sforzo particolare.

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