I RISCHI DEL SESSO

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Orale, anale, passivo, attivo. Un nuovo studio americano assegna i livelli di rischio Aids ai più comuni atti sessuali. Non senza polemiche, anche accese, tra gli esperti. Ecco...

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NEW YORK – Una delle domande più frequenti rispetto all’Hiv è "Quanto rischio di prenderlo facendo così?…". Conoscere i rischi di contrarre l’Aids prima che il partner si slacci i pantaloni: ecco il desiderio di molti. Alcuni esperti di statistica americani hanno svolto uno studio che cerca di dare qualche risposta. Vediamo i risultati.

Fare sesso con uno sconosciuto senza chiedergli la sua situazione rispetto all’Hiv, affermano, moltiplica il rischio di rimanere infetto di 43 volte. Mentre facendosi penetrare senza usare precauzioni si ha una probabilità su 2000 di essere infettati.

Queste cifre appaiono in un nuovo rapporto che assegna dei livelli di rischio ai più comuni atti sessuali. "Non si tratta di stime precise – mette in guardia il dott. Thomas Peterman dei Centri di Prevenzione e Controllo delle Malattie, co-autore della ricerca – ma sono abbastanza buone per dare una idea generale".

Ma gli esperti di Aids mettono in guardia e raccomandano di non fare troppo riferimento a queste stime: il sesso non lavora coi numeri! "Questi ricercatori considerano la vita sessuale delle persone come un menù di un ristorante cinese: puoi scegliere una cosa dalla colonna A, due dalla colonna B e niente dalla C" dice Michael Allerton, che supervisiona la politica sull’Hiv della California del nord per il Kaiser Permanente Health Plan.

Il primo impulso per lo studio venne da alcuni epidemiologi che si chiesero quanti cambiamenti nei comportamenti sessuali avesse portato l’avvento dell’Aids. "Le persone si comportano in maniera diversa – dice Peterman – Un sacco di gay, per esempio, sono passati dal sesso anale a quello orale. La domanda è: che impatto ha avuto questo sul rischio che corrono? Quanto sono efficaci queste stategie relativamente a ciascuno dei due?".

Per arrivare al rapporto, che appare nel numero di gennaio 2002 del giornale medico Sexually Transmitted Diseases, i ricercatori hanno tenuto conto di una gran varietà di dati statistici. Hanno considerato, nella diffusione dell’Aids (20.000 nuovi casi ogni anno negli USA) il rischio di malfunzionamento del preservativo per rottura o cattivo uso (stimato al 5%) e l’accuratezza dei test Hiv (99.9%). Nei loro calcoli, i ricercatori hanno considerato sieropositivi il 10% dei maschi omosessuali e che l’1% delle persone eterosessuali. Hanno anche considerato che alcuni test all’Hiv negativi sono inattendibili perché l’infezione è troppo recente per rivelarsi.

Come molti gay possono sospettare, il sesso anale ricettivo – cioè farsi penetrare – secondo questa ricerca sarebbe l’attività sessuale più a rischio, 100 volte più rischiosa che farsi praticare sesso orale.

Sempre paragonato al sesso orale "ricevuto", il sesso anale attivo, cioè penetrare l’altro, sarebbe 13 volte più rischioso, mentre il sesso orale attivo (cioè praticare la fellatio a qualcuno) sarebbe due volte più rischioso.

L’attività più rischiosa inclusa nella lista, è il sesso anale passivo con un uomo di cui non si conosca lo stato sierologico, cioè se sia sieropositivo o no, che presenta una probabilità su 2000 di trasmissione dell’Aids. Il rischio cade a 1-2,5 probabilità su 100.000 se si prendono precauzioni da sesso sicuro, come usare il preservativo o assicurarsi che il partner sia risultato negativo al test per l’Hiv.

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Anche se questa probabilità può sembrare bassa, è ancora troppo alta per stare al sicuro, perché il rischio complessivo cresce ogni volta che una persona fa sesso, secondo il rapporto. "I gay dovrebbero prendere almeno un paio di precauzioni per ridurre il rischio, non solo una, perché se ne prendono solo una il rischio rimarrà ancora alto" raccomanda Peterman.

I ricercatori hanno anche valutato che fare sesso con una persona sieropositiva è 430 volte più rischioso che con un uomo che sia risultato negativo al test Hiv. Con uno di cui non si conosca lo stato sierologico, il rischio è 43 volte maggiore.

Ma secondo Frank Myers, un epidemiologo dell’Ospedale Scripps Mercy di San Diego, che ha studiato l’Aids, ci sono molti altri fattori che condizionano il rischio. Il sesso è più rischioso se i livelli di lubrificazione sono bassi, dice, e il sesso orale diventa molto pericoloso se si eiacula. Non mettere in conto questi fattori è "come pensare di avere la ricetta per i sugo per la pasta perché hai la lista degli ingredienti. Ci sono molte più fattori che entrano in gioco".

Comunque, i gay possono usare i dati per avere un’idea della pericolosità delle varie attività, comparate le une con le altre, dice Myers.

Allerton, esperto di Aids della Kaiser Permanente, afferma che è più importante capire come i gay prendono le decisioni: "C’è una tale incongruenza tra i consigli che possono essere dati su un’analisi statistica e ciò che le persone fanno il sabato sera".

di Gay.com UK

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