IL GIUDIZIO DEI GENITORI

di

"Per loro contano solo la scuola e i soldi"

654 0

Ciao a tutti, mi chiamo Andrea, ho 26 anni e vivo in un paese piccolo piccolo di 15000 abitanti; il dialogo in famiglia non ho mai saputo bene cosa sia e i miei sono molto filocattolici. Io mi sento cristiano e sono legato al mio rapporto con Dio.

Ho passato due anni da incubo, più mi sentivo solo come un cane e più volevo rimanere solo; ho smesso di studiare e raccontavo che davo esami e non era vero: non ho avuto mai il coraggio di dire nulla, fino a quando non sono dovuto partire per la naja. Avrei dovuto dire il motivo vero e come facevo? Avevo ben altre soluzioni per la testa. Mi sono sempre voluto bene però e non ho mai veramente mollato: mi rendo conto che ci vuole tempo per recuperare la fiducia, ma credo anche che io stia dando dei segnali importanti. Cioè, ho acceso la luce nel buio più totale e solo in questa ultima sessione ho dato quattro esami. Loro però sembra capiscano sempre e solo il lato pratico delle cose e non si rendono conto di quanto le loro richieste non mi aiutano a stare bene, per vivere me stesso e trovare ogni giorno le energie e la serenità per non sentirsi inutile la notte quando vado a letto.

In questo periodo, ho "messo da parte la mia anima" e ho studiato, studiato, non bene, non come ai vecchi tempi quando stavo bene, ma non credevo di riuscire a combinare quello che ho fatto. E molto mi ha aiutato Dio, ma per loro questo è inconcepibile perché essere gay è essere contro la Chiesa. Ma, dico, è più importante la chiesa o l’amore che Gesù ci insegna?

Poi la lettera: avevo scritto il mio cuore… me l’hanno fatto in tanti piccoli pezzi, che ce ne ho messo di tempo per rimetterli insieme tutti. Vi risparmio i loro commenti "carini". Non abbiamo mai parlato tanto di e con noi stessi… figurarsi dopo di questo. Se parlo, mi sembra di essere prima compatito e poi, se insisto, allontanato. Ma come può essere ridotto tutto ai soldi che ho buttato e che per loro ancora butto? E’ facile farmi sentire in colpa, ma è difficile (ora) farmi credere di essere sbagliato. Se penso ai ragazzi che ho potuto incontrare e che poi ho lasciato così apparentemente senza una ragione, mi viene da piangere: per come li ho potuti trattare, per come ho trattato la loro amicizia… ma non mi è mai andata di fare le cose di nascosto! I miei sanno di me (ho usato uno stratagemma: mi son fatto chiamare a casa da un amico e tutto è venuto fuori così) e ora è tutto un controllo e una finta: niente ha più senso! Solo la mia testardaggine a voler essere quello che sono! A me manca poco più di un anno, io mi sono ripreso, non so come, anche grazie ad un’amica, ma così non può andare avanti. Non ci parliamo mai e fanno gli offesi, le cose stanno andando meglio, ho rinunciato in questo periodo a qualsiasi cosa per la loro apparente tranquillità, ma sono io che non sono disponibile, che non ho mai chiesto scusa perché li ho traditi… Madonna mia! E poi…che altro?

Volevo chiedervi se era possibile parlare a quattrocchi con qualcuno che mi possa aiutare in qualche modo.

Grazie ancora!

Caro Andrea,

chi ti scrive è una mamma che da poco più di un anno fa parte dell’Agedo. Ho ricevuto la tua lettera tramite l’Associazione. So che cosa significa vivere in un paese piccolo, con pochi contatti. Anch’io quando mio figlio (che ha all’incirca la tua età) mi ha detto di essere gay mi sono sentita molto sola e isolata, in una piccolo centro del cattolicissimo Veneto.. Poi – per fortuna c’è la Grande Rete – ho trovato l’Agedo e ho cominciato ad avere contatti con tante persone: genitori (non moltissimi!), ragazzi, ragazze, coppie gay. Ho partecipato a qualche incontro e un po’ alla volta ho capito che quella che alcuni considerano una disgrazia… in realtà può anche essere una fortuna!!! Adesso – dopo varie vicissitudini – mio figlio ha un compagno che per me è come un altro figlio e presto verranno ad abitare non molto lontano da qui, dopo un periodo di lontananza e questo mi riempie di gioia.

Prima di tutto devo dirti che sei stato molto bravo a riprendere gli studi. Ciò servirà a darti un futuro più indipendente (purtroppo la nostra libertà in senso lato dipende molto dalla libertà economica), migliora la considerazione che tu hai di te stesso e ti mette anche in una luce più favorevole presso i tuoi genitori. Cerca di tener duro e di finire il meglio possibile!!! Sicuramente – si capisce da quello che dici – sei una persona piena di qualità. Quindi guai a te se ti sottovaluti. Non dobbiamo cadere nelle insidie del gioco perverso di quelli che ci umiliano con i loro pregiudizi. Dobbiamo unire le nostre forze e un po’ alla volta i miopi, gli ignoranti e i bigotti resteranno in minoranza! Se tu studi un po’ di libertà di movimento l’hai sicuramente. Sto pensando che Suzzara non è distante da Verona. A Verona c’è un gruppo splendido che si chiama Circolo Pink. Sono ragazzi e ragazze molto in gamba. Organizzano feste, incontri, dibattiti, e hanno anche un "telefono amico". Se vuoi contattarli: 045-8065911

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...