IL PAPA E I GAY

di

Omosex: un prete spiega come li vede la Chiesa

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Grazie per la sua rubrica interessante e rassicurante: m’è tornato il desiderio di tornare a messa… quello di pregare non m’era mai passato!

La domanda che le pongo riguarda l’elezione del prossimo Papa. Cosa si dice all’interno della Chiesa riguardo le posizioni di Giovanni Paolo II in tema di omosessualità? I cardinali si orienteranno su una persona meno conservatrice in questo specifico ambito o no?

Credo sia difficile fare una previsione del genere, ma se lei se la sente di rispondere e può, lo faccia e ci dia un po’ di speranza.

Grazie ancora

Felix

Caro Felix,

tu hai continuato il tuo dialogo con Dio, hai continuato a pregare anche quando, sentendoti respinto dall’insegnamento ufficiale del magistero sull’omosessualità, avevi abbandonato la messa. Credo che tu abbia agito in modo molto saggio. La fede è prima di tutto questo riporre fiducia in Dio. La fede non va confusa con le “dottrine” più o meno ufficiali della gerarchia. Nei secoli questa gerarchia ne ha dette e fatte di tutti i colori, si è contraddetta, ha riverito i potenti, ha promosso le crociate e le “sante inquisizioni”, ha ordinato roghi e torture fisiche e psicologiche. L’elenco potrebbe continuare.

Tu, nel tuo intuito di fede, hai compiuto questa netta distinzione tra fede in Dio e ubbidienza alla gerarchia. Ci si confronta con tutti, ma la libera e responsabile coscienza cristiana ubbidisce a Dio solo.

Del resto sarà bene che tu acquisisca una ulteriore chiarificazione e distinzione evitando di scrivere “chiesa” e intendere gerarchia. La chiesa è una realtà evangelicamente molto più ricca, più variegata, più fedele al Dio della Bibbia, più bella e più feconda.

All’interno della chiesa le posizioni del papa circa l’omosessualità ricevono sempre minor consenso da parte di molti teologi e teologhe e sono apertamente contraddette da milioni di gay e lesbiche credenti che, stanchi delle condanne ecclesiastiche, hanno finalmente deciso di vivere la loro condizione e i loro amori sotto il sorriso di Dio. Questa è una scelta straordinariamente positiva. Del resto non mi sembra che sia utile mettersi a polemizzare con le gerarchie. A mio avviso, si fa più strada sul sentiero della serenità evangelica se si sceglie di vivere liberamente e secondo la propria natura, se non si combatte contro la propria omosessualità, ma la si accoglie e la si vive come dono di Dio. Perché di un dono di Dio si tratta, non di un “errore” o di uno sgorbio. Nella comunità ecclesiale, a mio avviso occorre imparare ad “andare oltre” più che ad andare contro.

Chi sarà il prossimo papa? Sarà più o meno conservatore? A dire il vero non sono né un “mago delle previsioni” né un buon indovino. Credo che, dai cardinali che sono in corsa per la successione, c’è poco da attendersi. Potrebbe uscire un Woytila bis o peggio. Eugène Voloir scrisse che “a Dio e al Suo soffio vitale è assolutamente vietato l’ingresso in conclave per cui i risultati sono interamente da attribuire ai cardinali”.

Se poi Dio trovi qualche fessura attraverso le quale infilarsi, questo proprio non lo so e … sinceramente … non mi toglie il sonno.

Quindi … non avrei speranza? Mi creda ho tanta speranza, tanta fiducia nel futuro della fede cristiana. Ma ho imparato a riporre fiducia nell’azione di Dio, nei profeti umili e senza potere, nelle persone che non contano ma pregano, lottano per la giustizia, sono nonviolente … Mi interessa assai poco che abita il palazzo curiale, chi siede in Vaticano. Può succedere di tutto, certo, ma a me interessano i maestri senza cattedra. Di lì viene ogni giorno, a mio avviso, la voce che tocca i cuori. Le parole che vengono dai palazzi più o meno sacri, spesso sono “sentenze “ vestite di luce. Vorrei saper ascoltare le voci della strada e convertirmi ogni giorno nei sentieri umili del regno di Dio: voci di donne umiliate, di gay derisi, di stranieri emarginati, di bimbi/e violentati, di malati abbandonati, di persone “devastate” dalle guerre. Sì, soprattutto in queste voci cerco il sussurro di Dio.

Grazie della tua lettera: mi hai aiutato a ridire al mio cuore il mio bisogno di conversione dentro gli ultimi della carovana, come Gesù ci ha insegnato. Anch’io ho ancora tanta strada da percorrere.

Ti saluto e ti abbraccio. Dio accompagni i nostri passi.

don Franco Barbero (info@viottoli.it – www.viottoli.it)

di Franco Barbero

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