IL PREPUZIO CHE NON SCOPRE

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Normalmlente la pelle intonro al glande è elastica e può facilmente scorrere per lasciarlo libero. Ma a volte ciò non succede. E' il caso di un lettore che...

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Caro LEO,
Prima di tutto complimenti per il servizio che offrite, vorrei porre una domanda di natura medica.
Sono un ragazzo di 22 anni e ho un problema al pene; non sò bene come spiegarmi, ma quando ho un’erezione il glande rimane sempre comunque completamente coperto dalla pelle, dal punto di vista della salute non ho nessun problema, ma per quanto riguarda il lato sessuale, mi crea problemi, primo fra tutti il fatto che l’orgasmo arriva molto in ritardo (se arriva) e non “sento” niente durante un rapporto.
Grazie per l’aiuto che potrete darmi,
SquallAlex

Nella maggior parte degli uomini, il glande è ricoperto a riposo dal prolungamento della pelle del corpo del pene, che prende il nome di prepuzio. Questa dovrebbe essere sufficientemente elastica da permettere lo scoprimento totale del glande stesso sia a riposo che in erezione. Inoltre, durante i rapporti, il prepuzio tende a retrarsi spontaneamente lasciando scoperto il glande, che è ricco di terminazioni nervose e quindi altamente sensibile. Lo scorrimento della pelle è favorito dalla lubrificazione, dovuta alla produzione di un liquido vischioso da parte di specifiche piccole ghiandole disposte a corona nel solco del glande.
Per una serie di motivi, quasi sempre di natura infettiva, il prepuzio può perdere la sua elasticità, con il risultato di rendere difficoltoso o addirittura impossibile il suo scorrimento, in particolar modo in erezione.
Questa condizione, nota come fimosi, crea disagi anche importanti durante i rapporti sessuali e impedisce una corretta igiene locale, che è molto importante per prevenire ulteriori infezioni. Vi sono inoltre casi, non dovuti ad infezioni, in cui il prepuzio è molto abbondante, e l’eccesso di pelle non permette un completo e corretto scoprimento del glande in erezione. In altri casi ancora, vi può essere un difetto di lubrificazione (spontaneo o dovuto a presenza di germi patogeni), che rende più “asciutto” il glande, con conseguente difficoltà di scorrimento della pelle.
In ogni caso, la mancanza di questo scorrimento determina il ristagno di secrezioni tra glande e pelle, ed in queste stesse secrezioni i germi normalmente presenti trovano un invitantissimo terreno di coltura per riprodursi velocemente sino a diventare un “esercito”. Tali germi, una volta raggiunto un numero sufficiente, attaccheranno in forze determinando irritazione, infiammazione e alterazione della conduzione degli stimoli relativi alla sensibilità del glande. potranno quindi comparire situazioni di eiaculazione precoce o ritardata, e riduzione o aumento della sensibilità del glande, comunque condizioni diverse dalla normalità.
Come si corregge questa condizione? Inizialmente è utile lavare il più accuratamente ed il più frequentemente possibile il glande con acqua e sapone molto delicato, cercando di vincere l’eventuale resistenza e scoprirlo totalmente. Se è presente una infezione (spesso sospettabile dall’arrossamento e dal prurito), dovrà essere trattata con adeguata terapia antibiotica, generalmente in forma di pomate. Se tuttavia il problema di scorrimento e/o di irritazione persiste (ed è purtroppo questo il caso più frequente), la terapia più opportuna e risolutiva sarà costituita da un semplice intervento chirurgico che consisterà nella rimozione totale (circoncisione propriamente detta) o parziale (postectomia) della cute prepuziale. Questo intervento, eseguito per motivi igienici e religiosi sin dall’antichità (le prime tracce sono risalenti all’antico Egitto, oltre 6000 anni a.c.!) si esegue in anestesia locale e dura circa 30 min. E’ assolutamente indolore, non necessita di degenza, non vi sono generalmente complicazioni o effetti collaterali e, cosa più importante, è “risolutivo”.
Nel caso dell’amico che ci scrive, suggerirei di procedere con accurati e frequenti lavaggi come descritto sopra, almeno per un mese. Se tuttavia il deficit di sensibilità persistesse, sarà opportuno recarsi da uno specialista per una valutazione più accurata del caso.
Dott. Alessandro G. Littara

di Alessandro G. Littara

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