INDENNITÀ AL LAVORATORE HIV+

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Una recente sentenza della Cassazione ha conesso a una lavoratrice sierpositiav la pensione di invalidità. Ma quali sono i casi in cui è possibile ottenerla? Risponde l'esperto.

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Preg.mo Avvocato,

Faccio riferimento alla Sua risposta data nella scheda "Polizza per un sieropositivo" nonchè alla recente sentenza della Cassazione (il cui testo, mi farebbe piacere visionare) n. 9960 che riconosce il diritto di chi sia colpito da HIV a ricevere la pensione di invalidità da parte dell’INPS.

Sono, pertanto, in qualità di hiv+, direttamente interessato a conoscere le condizioni INPS per poter ottenerne l’invalidità.

Giacchè Ella nel suo articolo cita tale possibilità (pur non condividendola personalmente) desidero sapere se è a conoscenza di quanto sia necessario per la pratica di invalidità.

Già a suo tempo la chiesi, direttamente alla Usl dela mia città, ed in quell’occasione la respinsero, pur nonostante avermi prima suggerito di tentare, giacchè fino a qualche anno prima l’invalidità per HIV+ veniva concessa – soprattutto, ritengo, quando HIV+ significava ormai aids conclamato.

Resto in attesa di cortesi Sue e nel contempo mi è gradita l’occasione per porgere cordiali saluti.

Caro lettore,

effettivamente i cordoni dell’INPS si sono assai ristretti per quanto riguarda il riconoscimento dell’invalidità per i sieropositivi. Come tu stesso intuisci, da quando la catena HIV+ – sviluppo dell’AIDS si è fortunatamente spezzata, l’ente previdenziale nicchia nel riconoscere l’invalidità (sia pure parziale) ai sieropositivi.

Il che non significa che non sia giusto richiedere il riconoscimento.

La trafila è sempre la solita: domanda all’INPS (eventualmente attraverso un patronato, per non dovere seguire personalmente tutto il complesso iter burocratico); visita dinnanzi alla commissione medica; ricorso alla commissione di secondo grado nel caso in cui la prima commissione non riconosca il diritto; ricorso al Giudice del lavoro e della previdenza nel Tribunale più vicino, nel caso in cui anche la commissione di secondo grado dovesse dare responso negativo (in questo caso ti ci vuole un avvocato, magari quello del patronato).

Consiglio vivamente di corredare la domanda con certificati medici che rilevino eventuali patologie, anche secondarie e di scarso rilievo, assieme ad una relazione che sottolinei il carattere di menomazione alla vita relazionale ed esistenziale che la condizione di sieropositività comunque, in misura maggiore o minore, comporta.

Aggiungo questo: tu stesso, che evidentemente sei un mio attento lettore, noti che in un’altra occasione io avevo sostenuto che la semplice sieropositività non costituisce invalidità. Ne sono ancora pienamente convinto: il sieropositivo può condurre una vita pienamente normale. Ma ciò non significa che, ai fini previdenziali, la condizione HIV+ non abbia alcun rilievo. Certamente non comporta un 100% di invalidità (ci mancherebbe!), ma può certamente comportare una menomazione superiore al 33% e dunque avere un certo rilievo ai fini previdenziali.

Cordiali saluti e auguri,

Avv.Ezio Menzione

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