INSEGNARE IL DIVERSO

di

Un insegnante gay ci chiede: "come educare gli alunni al rispetto?". L'esperto: "L'Italia non è ancora pronta a comprendere la sana espressione del comportamento sessuale".

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Da qualche anno insegno nelle scuole e in quanto educatore e omosessuale ho riscontrato un ambiente a volte ostile e razzista da parte di molti miei colleghi.
Come posso io aiutare i ragazzi in difficoltà e far dare il mio contributo affinchè ci siano meno ingiustizie almeno a scuola?
Valerio

Caro Valerio,
dal momento che hai deciso di lavorare nel sistema scolastico il tuo primo compito è sicuramente quello di essere un educatore e in quanto tale, di accogliere, ascoltare, quindi, affrontare tutto quello che compete al sistema pedagogico.
Ancora oggi risulta molto difficile provare a ridefinire una sana e chiara educazione sessuo-affettiva all’interno del sistema scolastico. Oltre a non esistere una precisa regolamentazione al riguardo è evidente una forte tendenza degli stessi insegnanti, quindi di una parte degli adulti di riferimento dell’evoluzione ed educazione del ragazzo, a rifuggire (imbarazzi e deleghe) i temi relativi alla sessualità. Gli insegnanti per primi, seguiti fianco a fianco dai genitori hanno ancora molto timore di svincolarsi da forme di tabù e particolari stereotipie legate alla tematica sessualità.
Immagina quindi quanto possa essere difficile riuscire a sostenere idee legate all’orientamento sessuale, ovvero alla possibilità di aiutare anche ragazzi/e che, durante la fase di sviluppo, iniziano a percepire una particolare attrazione per lo stesso sesso.
Nel tuo caso il tutto può risultare ancora più complesso…
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Nel tuo caso il tutto può risultare ancora più complesso quando è troppo forte lo stereotipo giudicante legato al binomio educatore – omosessuale. Ricordo con rammarico un intervento di un famoso politico italiano che durante una conferenza sottolineò la pericolosità di educatori omosessuali (maschi) all’interno del sistema scolastico primario, sottolineando la necessità, una volta riconosciuti, di allontanarli dal loro ruolo professionale pedagogico.
L’Italia, nonostante i grandi passi in avanti, non è ancora pronta a comprendere la sana espressione del comportamento sessuale. Preferisce non vedere e non ascoltare e il popolo, come una grande massa di “caproni”, prosegue ignara delle verità in un percorso apparentemente lineare.
In riferimento alla domanda espressa nella tua mail credo che aiutare i ragazzi, semplicemente perché si vive in prima battuta l’espressione di un preciso orientamento come quello omosessuale, non sia così facile da districare, soprattutto in un contesto eventualmente non sensibile e composto da altri adulti (insegnanti-colleghi) tendenzialmente omofobi, o comunque razzisti.
L’unico suggerimento che potrebbe sostenere, in una doppia visione (educativa e informativa), il necessario supporto per una sana e corretta educazione sessuo-affettiva, quindi legata anche alla tematica omosessuale, potrebbe essere quella di sviluppare interventi di educazione alla sessualità all’interno dei progetti di educazione alla salute.
La possibilità di promuovere interventi così mirati potrebbe svincolarti da eventuali incomprensioni sostenendo da un lato i ragazzi in fase evolutiva e perché no, dall’altro, anche alcuni tuoi colleghi che non hanno ancora chiarito dentro di loro elementi importanti in tema di sessualità.
Rimango a tua disposizione per eventuali altri chiarimenti e se lo ritieni utile un amplificazione di una progettazione in tema di salute sessuale.
Dr. Fabrizio Quattrini
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di Fabrizio Quattrini

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