INSIEME 24 ORE AL GIORNO?

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"E' deleterio per la coppia stare perennemente vicine?". Una lettrice innamorata, ricambiata, vorrebbe coltivare i propri spazi. "Ma quando ne parliamo, lei si abbuia e io desisto".

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E’ deleterio per una coppia stare quasi perennemente assieme?
Io e la mia ragazza siamo coetanee e stiamo assieme da un anno e alcuni mesi. Per stare con lei ho superato dei blocchi come espormi nel corteggiarla o baciarla quando non ero sicura della sua reazione… Non l’avevo mai fatto, anzi fino a quel momento ero sempre stata io ad essere corteggiata.
Per carattere sono (ero?) abituata a stare spesso per conto mio senza soffrire per solitudine. Da sola riesco a rilassarmi e a pensare in un modo totalmente diverso da quando sono con lei. Non è meglio o peggio, solo diverso. Quando ci siamo conosciute io vivevo da sola e son rimasta folgorata da lei. Abbiamo caratteri estremamente compatibili, anche se le liti non mancano (ci riappacifichiamo entro la giornata di solito), e nel primo periodo era come se ci conoscessimo da sempre ma ci stessimo riscoprendo dopo un sonno lunghissimo. Io ero liberissima di fare ciò che volevo (nonostante scuola e lavoro) mentre lei era in rotta coi genitori per le sue uscite senza controllo (e i frequenti rincasare ubriaca). La differenza tra me e lei era che a me di distruggermi non interessava per nulla, avevo vissuto una strana morte per anni chiusa nella mia testa ed essendo finalmente libera la birra mi pareva patetica. Lei era un po’ succube delle compagnie infantili (di carattere, non d’età) e forse ho portato un po’ d’aria dal sapore diverso nel loro gruppo.
Avevo poco tempo libero e lo dedicavo tutto alle uscite con lei, non sopportavo i finti matti della sua compagnia così pian piano mi son sempre più allontanata e dalle uscite di gruppo siamo passate alle uscite di coppia. Ci siamo frequentate a lungo dopo il primo bacio senza considerarci compagne, poi come sono sbucati dei miei “ammiratori” lei ha dato di matto e ha pensato che fosse tempo di definire con maggiore precisione il nostro rapporto. A me ha fatto piacere, le avevo precedentemente detto che pur essendo “amiche/amanti” se lei fosse stata con qualcun altro mi avrebbe perso… Quindi se non stava con altri per me era come se stessimo già assieme.
Stare con lei dalle prime ore della mattina alle ultime della sera era la cosa migliore che ci fosse. Ora io adoro stare con lei per ore e ore, ma in alcune occasioni sento che starei bene da sola a occuparmi un po’ di me stessa. Potrei farlo serenamente solo se sapessi che anche lei è tranquilla e sta facendo chissà cosa. Invece quando ho provato a parlarle, dicendole anche che il voler stare sola non significava che mi ero stancata di lei, non ha opposto resistenza ma ha fatto un’espressione talmente triste e silenziosamente offesa dal farmi desistere. Non perché non volessi impormi, ma perché non m’importava più di stare bene per conto mio se questo implicava un suo malessere… perché io sto bene anche con lei e quindi si tratterebbe di scegliere tra lo stare bene in due o da sola. Ne abbiam parlato diverse volte ed ogni volta finisco col pensare “in effetti, perchè mi è venuta voglia di stare per conto mio?”.
Lei non fa strani giochi psicologici.. semplicemente le si legge in faccia che non c’è nulla a casa sua che le andrebbe di fare (nonostante abbia diversi interessi) e preferisce piuttosto semplicemente “esistere” affianco a me. Questo per me non è comprensibile. A volte anche io le son semplicemente rimasta accanto mentre lei faceva qualcosa, ma se mi viene voglia di leggere un libro posso anche desiderare di coricarmi sul divano in un’altra stanza invece di stare appollaiata su una scomoda sedia affianco a lei. Mi sembra una cosa normale… Quando le faccio un esempio simile cerca di spiegarmi che per lei non è un problema (anche se magari su quella sedia ci sta davvero scomoda!), scrolla le spalle e siam punto e a capo. Ora questa situazione a volte rischia di rovinare l’atmosfera di pace che ha sempre contraddistinto il tempo che passavamo assieme. Mi sembra invece che non esistano più due persone indipendenti, ma… due mezze persone. Una delle quali forse nemmeno in grado di affrontare da sola e in modo adulto le situazioni che si devono superare durante la vita.
Nessuna di noi due è una marionetta scema, io posso essere più svelta nel rapportarmi con le persone e le situazioni, mentre lei ha la capacità (che io ho solo sforzandomi) di “fare ordine” nel caos, organizzare, dare forza. Tuttavia la vedo infantile per certi versi, quando fa un dramma per situazioni in realtà risolvibili con un po’ d’ingegno e impegno, o quando per poca voglia fa le cose con superficialità.
Vorrei andare a vivere stabilmente per conto mio… con lei. Tanto. Ma temo di non ritrovarmi affianco una spalla, ma una bimba da crescere. Non sono certo io l’essere umano superiore che può gestire ogni situazione… anche io non so ancora fare miliardi di cose, ma vorrei crescere con lei. Solo temo che lei si affidi a me pensando che io abbia la forza di risolvere tutto. Andiamo a scuola assieme e la terrorizza l’idea che una di noi possa passare all’anno successivo e una no. Certo l’idea non alletta nemmeno me, ma penso supererei anche quello e potrei sempre vederla essendo nello stesso istituto.
Non so cosa pensare.. non sarei preoccupata se lei accettasse di buon grado l’idea di passare un po’ di tempo ognuna per sé. O forse la faccio troppo tragica io.. Qualche consiglio?
Silvia
22 anni

Cara Silvia,
per la buona riuscita di una coppia è necessario che siano presenti tre momenti.
Il primo momento è quello della separatezza, dove le partner sono sole, vivono la propria vita, fanno proprie esperienze, hanno i loro amici, hobbies, sport, la propria famiglia d’origine, etc.
Poi c’è il momento del contatto, dove le partner fanno qualcosa insieme, ad esempio hanno hobbies in comune, escono, vedono gli amici, etc. Vivono, insomma, una vita di relazione arricchita in maniera dinamica dalle proprie esperienze emotive e personali.
Infine, c’è il momento della fusione che rappresenta un momento importante in una coppia, poichè le due partner si sentono amate e accettate così come sono, senza distinzioni.
Questi tre momenti devono essere però dinamici e molto presenti nella coppia. Se solo ne mancasse uno, la coppia andrebbe incontro alla rottura.
Molto spesso le donne lesbiche decidono di mettersi insieme senza una fase di “prerelazione”, a causa della frequente tendenza femminile ad iniziare una relazione senza chiarire o comunicare aspettative o intenzioni. Questo porta spesso le donne, nel corso della relazione, ad essere sorprese da alcuni atteggiamenti della partner. In generale, infatti, tendono a pensare che la propria partner abbia la capacità di anticipare bisogni e desideri (questa dovrebbe essere la prova del vero amore). Spesso, quindi, omettono di chiedere in maniera chiara e diretta.
Questa tendenza nella coppia lesbica è raddoppiata. Man mano che la relazione progredisce, si possono manifestare sentimenti di delusione, tradimento, risentimento, nel momento in cui le anticipazioni non corrispondono alla realtà.
Non so quanto sia durato il tuo corteggiamento e quanto sia stata profonda la conoscenza della tua partner. Credo, però, che la fretta con cui talvolta le lesbiche scelgono la loro partner, porta ad una conoscenza superficiale e, quindi, a conseguenze che possono essere a volte disastrose. La solita aspettativa romantica secondo la quale l’amore trionferà su ogni difficoltà, spinge le donne a mettersi subito insieme. Dopo l’iniziale “luna di miele”, possono scoprire di aver poco in comune e non avere basi adeguate su cui costruire una relazione duratura e soddisfacente, a fronte di valori dissimili, personalità incompatibili e nessuna volontà di cercare, magari, un compromesso. In questa fase inizale, infatti, le partner tendono a massimizzare le somiglianze e a minimizzare le differenze. Il fatto di essere già una coppia può perciò complicare questo stadio e i successivi, non permettendo lo sviluppo di una capacità di gestione del conflitto o delle cose che non vanno nella relazione.
Altra caratteristica delle donne lesbiche è che solitamente tendono a concentrarsi esclusivamente sulla relazione amorosa, trascurando gli amici che sono, invece, fondamentali per garantire un sostegno emotivo. Questo isolamento rafforza, a sua volta, l’investimento nelle aspettitive sulla propria partner, che si può anche tradurre nella decisione prematura di andare a vivere insieme. Non vorrei che nel tuo caso questa decisione fosse veramente prematura. Credo sia preferibile che tu conosca meglio la tua partner, che assertivamente riconosca le sue necessità e che aspetti di vedere se lei è in grado di essere autonoma e diversa da te.
Come ha scritto Gibran ne “Il profeta”: “Donatevi il cuore senza però affidarvelo l’uno all’altro, poichè solo la mano della vita può contenere i vostri cuori. Restate l’uno accanto all’altro ma non troppo vicini: le colonne del tempio s’ergono separate tra di loro e la quercia e il cipresso non crescono l’una nell’ombra dell’altro”.
E’ importante, dunque, impegnarsi a trovare la giusta miscela di initmità e distanza, in modo da rendere possibile lo stare insieme pur mantenendo confini individuali e identità separate.

di Antonella Montano

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