ITALIA: 120000 SIEROPOSITIVI

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Celebrata oggi a Roma giornata mondiale lotta all'Aids alla presenza del ministro Sirchia, che lancia i dati sulla diffusione del virus nel nostro paese.

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ROMA – L’incidenza del virus dell’Hiv nel nostro Paese e’ “in netto calo” mentre si stima che dall’inizio della comparsa del virus, cioe’ a partire dal 1982, i casi di Aids sono stati circa 53.000. Il punto sull’epidemia nel nostro Paese e’ stato fatto stamane dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanita’ nel corso della celebrazione della Giornata mondiale della lotta all’Aids che il ministro della Salute Girolamo Sirchia ha trascorso a Roma presso l’ospedale Spallanzani dove ha inaugurato un nuovissimo Hospice per malati terminali ed ha visitato il centro nazionale contro le malattie infettive.
Attualmente il ‘popolo degli infettati’ (che comprende sieropositivi e malati di Aids) e’ pari a 120.000 persone, con una incidenza di 3.500-4.000 nuovi casi l’anno, che coinvolge le donne nel 35% dei casi e gli stranieri nel 20%.
L’incidenza del virus, quindi, e’ definito dall’Iss “in netto calo” se si considera che nel 1986 il numero di nuovi casi si aggirava, invece, tra i 14.000 e i 18.000 e che nel 1995 il numero dei malati di Aids ha raggiunto il suo picco massimo con circa 5.500 diagnosi.
“A partire dalla seconda meta’ degli anni ’90 – ha sottolineato l’epidemiologo dell’Iss Gianni Rezza – il trend ha iniziato a scendere nettamente, grazie all’introduzione delle terapie combinate a base di farmaci antiretrovirali che hanno allungato il tempo di incubazione dell’Aids e la sopravvivenza delle persone”.
Mutate, anche, le modalita’ di contagio. Se, in passato, i piu’ a rischio erano i tossicodipendenti oggi, invece, la principale modalita’ di trasmissione e’ rappresentata dai rapporti sessuali. Nel 40% de casi le vittime del virus sono individui eterosessuali, nel 20% si tratta di omo e bisessuali e nel 35% di tossicodipendenti.
Nella classifica delle Regioni a piu’ alta incidenza di malattia primeggiano il Lazio e la Lombardia con 5 persone ogni 100.000 che ricevono una diagnosi di Aids.
Per quanto riguarda, invece, il carcere un recente studio ha evidenziato una prevalenza dell’infezione del 7,5%. L’eta’ media degli infettati era compresa tra i 35 e i 45 anni.
L’epidemia globale di Aids nel mondo sembra, invece, non demordere. Sono state 5 milioni le persone nel 2003 infettate dall’Hiv nel pianeta e 3 milioni ne sono morte, su un totale di circa 40 milioni di individui sieropositivi o malati di Aids, tra cui 2,5 milioni di bambini al di sotto dei 15 anni. Il continente piu’ a rischio resta l’Africa nella sua zona australe che nel 2003 ha fatto segnare oltre 3 milioni di nuovi casi e 2,3 milioni di decessi.

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