L’AIDS È PEGGIO DEL TERRORISMO

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A Bngkok fioccano le accuse contro il disimpegno di Usa e Occidente. Richard Gere dice che l'Hiv è peggio di Bin Laden. Kofi Annan attacca l'America. Solo Bono...

BANGKOK – Giornata dura per i paesi industrializzati a Bangkok. Tanti gli interventi di “big” alla XV conferenza internazionale sull’AIDS che hanno denunciato come gli scarsi investimenti che le nazioni ricche del pianeta impiegano contro il virus rischiano di rendere la situazione più drammatica di quanto non sia ancora. Il primo a lanciarsi contro l’assenteismo dell’Occidente è stato Richard Gere, che ha sentenziato: «Il più grande terrorista non è Bin Laden, ma l’Aids».
Per Gere, intervenuto oggi a Bangkok, il virus Hiv è la minaccia che rischia di far esplodere i Paesi asiatici, in particolare l’India, un Paese nel quale l’attore americano è direttamente impegnato nella lotta contro l’Aids con il progetto informativo “Heroes”, organizzato nell’ambito della Global Media Iniziative promossa dalle Nazioni Unite con il sostegno della Fondazione Bill e Melinda Gates. Nel progetto presentato oggi sono coinvolte al momento due televisioni, una a Delhi e una a Bombay, e un giornale Indu. In più si prevede di coinvolgere tutti coloro che nel Paese fanno cultura e che possono avere un forte impatto sul pubblico, come giocatori di cricket, rappresentanti dell’industria cinematografica e danzatrici.
«Qual è il suo messaggio per le persone sieropositive?» è stato chiesto a Gere nella conferenza stampa. «E’ importante per tutti volersi bene e soprattutto è importante parlare».
Anche il presidente francese Jacques Chirac ha rivolto un appello ai partecipanti alla 15sima Conferenza internazionale sull’Aids perché il mondo si lanci in una “guerra totale” contro la pendemia. «Per avere la speranza di vincere il virus – ha detto Chirac – dobbiamo concepire la lotta all’Aids come un combattimento totale per la dignità umana e per lo sviluppo». Chirac ha sottolineato come, se le cose non cambieranno, nel 2020 saranno almeno cento milioni i contagiati, e che ogni anno il virus «fa più vittime del terrorismo e delle guerre». Senza nominare gli Usa, il presidente francese ha sostenuto che occorre “obbligare certi Paesi” a rinunciare a politiche che mantengono alti i prezzi dei farmaci.
Dello stesso tenore l’intervento di Kofi Annan, secondo cui nella guerra all’Aids gli Stati Uniti devono dar prova dello stesso impegno dimostrato nel finanziare la lotta al terrorismo ed alle armi di distruzione di massa. Così il segretario generale dell’ONU ha esortato Washington a fare di più per sconfiggere la malattia, lamentando come non abbia stanziato fondi sufficienti da destinare a questo programma.
Nell’intervista, Annan ha in particolare lamentato la lentezza degli Stati Uniti nel far pervenire al Fondo mondiale per la lotta all’Aids gli stanziamenti annunciati, circa 15 miliardi di dollari promessi dal presidente americano George W. Bush. Annan, che aveva auspicato contributi per un milione di dollari l’anno da Stati Uniti e Unione Europea, ha aggiunto che con risorse aggiuntive «il fondo avrebbe potuto garantire il sostegno nei prossimi cinque anni o quasi».
Unica nota positiva: dall’Inghilterra, la rock star Bono ha plaudito oggi alla promessa del governo britannico – annunciata ieri dal ministro del Tesoro Gordon Brown – di stanziare 2,8 miliardi di dollari nei prossimi tre anni per combattere l’Aids nei Paesi in via di sviluppo. «Fino a ieri erano centinaia di migliaia le persone con l’Aids che non avevano accesso ai trattamenti antiretrovirali e che erano destinate a morte, ma dopo ieri queste stesse persone potranno vivere», ha dichiarato Bono alla Bbc.
«Mi trovo in una posizione molto insolita che è quella di elogiare i politici», ha detto il frontman degli U2, un leader delle campagne per lo sviluppo dei Paesi poveri. «Critichiamo sempre (il primo ministro) Tony (Blair) e (il cancelliere dello Scacchiere) Gordon (Brown) per non fare abbastanza, ma oggi bisogna dire che questo è straordinario», ha aggiunto la rock star.

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