L’AMORE GAY NELLA FEDE

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Due ragazze si uniscono in un rito davanti a Dio, alla presenza del sacerdote e dei loro genitori. Un idillio, ma sono ancora tante le persone che lottano...

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L’amore. Si, l’amore, caro don Franco, perché è l’amore che dimostri nel raccogliere tanta sofferenza e ricambiarla con la speranza che mi ha portato a scriverti.

Ho appena letto il rito del patto d’amore tra due ragazze che si sono unite e promesse nella tua comunità di Pinerolo. Mi dico stupita, davvero commossa e incredula. E’ incredibile: i padri di quelle due giovani le hanno seguite? E’ dunque possibile condividere un cammino come il loro assieme alla propria famiglia? Assieme alla comunità cristiana?

E’ una cosa che non avrei mai immaginato, o meglio, che non riesco a immaginare nella mia esperienza personale. La mia omosessualità e l’attesa di una compagna di vita, stride in maniera direi inquietante con tutto il resto del mio cammino, specialmente con l’idea di famiglia che mi è sempre stata mostrata e sulla quale non ho mai eccepito. Inquietante perchè la mia mente dice: non c’è niente di male, avere fede, viverla nella chiesa cattolica, appartenere a gruppi che si impegnano per la comunità e per il volontariato, avere la passione della ricerca intellettuale su materie religiose, tutto questo accanto ad uno stato di persona che è il mio, che certo un termine solo difficilemente pur racchiudere. Ma, allo stesso tempo, qualcosa in me non si sente soddisfatto delle risposte razionali e si interroga con "infelicità" e allo stesso tempo speranza, su ciò che sarà …

La mia storia affettiva è breve, in verità, solo un caso concreto e per il quale ho tanto sofferto, ma che non ho nascosto alla mia famiglia. Credo infatti che se tanto abbiamo camminato assieme, tanto dobbiamo ancora camminare e non sono certo io quella che pur togliere passi alla strada da fare coi miei genitori. Le loro reazioni non sono state molto aperte, eppure mi sono molto stupita di aver loro detto cose tanto difficili. Ne sarò capace anche in futuro, quando si mostrerà un’occasione di condivisione esistenziale, come quella intrapresa dalle due ragazze che ho citato sopra?

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