LA CHIESA SPAGNOLA: SÌ AL CONDOM

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Storica apertura del segretario della conferenza episcopale spagnola che si è espresso a favore dell'uso del preservativo come strumento di "prevenzione integrale e globale contro l'Aids".

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MADRID – Una svolta storica. Così Filippo Manassero, presidente nazionale della Lila definisce quella che si è consumata in Spagna, dove i vescovi cattolici si sono dichiarati a favore dell’uso del preservativo come strumento di “prevenzione integrale e globale contro l’Aids“.
Si tratta di un’apertura importante da parte di un organismo come la Chiesa cattolica che condiziona con i suoi orientamenti milioni di persone in tutto il mondo. Un’apertura che è arrivata dopo una lunga serie di condanne. Ma ora, finalmente, almeno la parte spagnola della Chiesa ha detto “si” all’uso del preservativo quale strumento per la lotta contro l’Aids, aderendo integralmente alla cosiddetta strategia Abc: Astinenza, fedeltà, preservativo.
E’ stato il segretario della conferenza episcopale Juan Antonio Martinez Camino a fare l’affermazione, dopo un incontro col ministro della sanità Elena Salgado, tenutosi ieri proprio allo scopo di avvicinare le posizioni nella lotta contro la terribile malattia.
La chiesa cattolica, ha detto Martinez Camino “è molto preoccupata e molto interessata a questo grave problema”, che in Spagna registra secondo la stampa 125.000 portatori del virus. Ed ha affermato che la sua nuova posizione “è avallata da proposte scientifiche”. Il riferimento è al documento pubblicato lo scorso novembre da un gruppo di 150 esperti di 36 paesi sulla rivista scientifica ‘Lancet’ col titolo “E’ il momento di una base comune per la prevenzione della trasmissione sessuale dell’aids”.
Reazioni soddisfatte da parte della Federazione spagnola delle lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (Felgt) che ha definito “assolutamente inevitabile” che la chiesa cattolica cambiasse di posizione”. E da noi, Sergio Lo Giudice, presidente nazionale Arcigay esulta: “In Spagna è la stessa Chiesa cattolica ad aprire al preservativo, in Italia persino la pubblicità governativa per la prevenzione dell’Aids li censura e si limita a mostrare due ragazzi col cappuccio. In Spagna anche i vescovi hanno più buon senso dei nostri ministri”.
Tuttavia oggi, il vescovo spagnolo José Luis Redrado Marchite, segretario del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, ha procurato la prima doccia fredda agli entusiasti, affermando di avere dubbi sul fatto che la chiesa spagnola si sia pronunciata a favore del ricorso al preservativo come strumento per combattere l’Aids. “Ci sono 40 modi e strumenti suggeriti dagli scienziati per combatere l’Aids. Il preservativo è uno di questi strumenti. Secondo la mia valutazione il portavoce della conferenza episcopale spagnola, padre Juan Antonio Martinez Camino, si è limitato a dire questo” ha affermato Mgr Redrado Marchite.
Rilevato questo, ha proseguito il vescovo Marchite, “intervengono la fede e la coscienza. Un cattolico dovrà ascoltarle per essere coerente e quindi rifiutare il preservativo, un mezzo che la morale cattolica condanna”.

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