LA CONFERENZA DELLE CONTESTAZIONI

di

Così verrà ricordato il XV meeting sull'Aids finito oggi a Bangkok. Scienziati e politici da un lato, attivisti e pazienti dall'altro. In chiusura, appelli di Mandela e Sonia...

BANGKOK – Sono stati Nelson Mandela e Sonia Gandhi gli ospiti d’onore della giornata conclusiva della XV Conferenza Mondiale sull’AIDS che si è chiusa oggi a Bangkok. Per l’ex-presidente sudafricano, nessuna minaccia “è mai stata peggiore dell’epidemia di Aids” nella storia dell’ umanità. “Per questo la nostra attenzione non deve essere distratta o distolta da altri problemi che sono apparentemente più pressanti”. E per Sonia Gandhi l’India è pronta ad accogliere la sfida dei farmaci generici e stanno per partire i primi programmi governativi per le terapie.

Accolto da un interminabile applauso nell’arena affollatissima che ospita la cerimonia di chiusura del congresso, Nelson Mandela ha salutato sorridendo e ha invitato alla speranza. Nessuno, ha detto, “deve dimenticare i milioni di persone che soffrono a causa dell’Aids, senza ridurli ad una semplice statistica”. Ha quindi esortato ognuno a “domandarsi che cosa può fare come cittadino globale per contribuire alla lotta contro l’Aids” e a “non dimenticare mai le proprie responsabilita”.

Più volte, durante la conferenza mondiale di Bangkok, Nelson Mandela ha invitato organizzazioni internazionali, ma anche semplici cittadini, a unire le forze per contrastare l’epidemia. Serve unità, ha affermato anche oggi, e servono soldi. “Abbiamo bisogno ha aggiunto Mandela di realizzare una partnership fra pubblico e privato, nell’ottica del Fondo Globale. Invitiamo ognuno a contribuire adesso al finanziamento del Fondo”.

“Dopodomani, il 18 luglio, compirò 86 anni. Non potrei avere un regalo di compleanno più bello – ha concluso – del sapere che esiste un rinnovato impegno da parte dei leader di ogni settore della società a promuovere azioni concrete e urgenti contro l’Aids. Sappiamo che cosa deve essere fatto, ossia dobbiamo fare tutto ciò che è stato dimenticato finora. Lasciate che mi goda la pensione mostrandomi che siete in grado di affrontare questa sfida”.

Sonia Gandhi ha incentrato il proprio intervento sull’impegno dell’India nella lotta all’Aids: “Molte aziende indiane hanno ottenuto il riconoscimento per lo sviluppo di farmaci generici poco costosi – ha detto la presidente del partito Indian National Congress – Negli anni passati ha detto ancora l’India non ha inserito le terapie antiretrovirali nei suoi programmi di controllo dell’Aids a causa delle sue risorse limitate e dell’alto costo dei farmaci. Ma adesso le cose stanno cambiando”: le prime terapie antiretrovirali “sono state incluse nel programma governativo e stanno per essere avviate”.

L’accento sulla prevenzione è d’obbligo, ha proseguito, considerando che “i vaccini non saranno disponibili ancora per un po’ di tempo. Tuttavia ha rilevato, sempre riferendosi all’India “ne riconosciamo l’enorme potenziale e spero che presto saremo in grado di lanciare quanto prima una sperimentazione”.

Si è così conclusa una Conferenza condotta all’insegna delle divisioni. Profonda, infatti, è sembrata la spaccatura tra comunità scientifica e mondo politico da un lato, e pazienti e associazioni per la loro difesa dall’altro. La chiusura dei lavori sembra quindi far tirare un sospiro di sollievo a quanti sono stati contestati dalle numerosissime manifestazioni messe in campo in tutti i giorni di durata del meeting. Per esempio alcune associazioni rappresentative dei tossicodipendenti thailandesi hanno puntato il dito sul primo ministro, Thaksin Shinawatra, accusandolo di aver condotto una “spietata guerra a quanti facevano uso di stupefacenti da iniettare, spingendoli nella clandestinità e rendendoli, di fatto, difficili da raggiungere da chi porta avanti programmi per lo scambio di siringhe nuove con le usate”.

Accuse analoghe, questa volta indirizzate alla politica anti-droga Usa, sono state rivolte anche da Paolo Teixeira, delegato brasiliano al meeting: “No alla guerra alla droga che spinge i tossicodipendenti ai margini della società”, ha detto. Gli Stati Uniti sono stati, comunque, il bersaglio privilegiato delle aspre critiche messe in piazza a Bangkok, per via del loro appoggio a una politica di prevenzione dall’Hiv basata “prima di tutto” sull’astinenza dai rapporti sessuali.

Leggi   "Il chemsex fa parte della cultura gay": è polemica

E l’amministrazione Bush è finita sul banco degli imputati anche per il presunto sostegno alle aziende farmaceutiche, ree di “mantenere il brevetto su alcuni farmaci fondamentali per le terapie anti-Aids, di fatto vanificando lo stesso slogan del congresso, cioè ‘Accesso ai farmaci per tutti”.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...