LA MORTE DEL PARTNER

di

Davanti alla tragedia, nessuna parola è di conforto

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La morte di un amico, davvero unico e insostituibile, per me un punto di riferimento nella vita, nonché mio ex partner, mi ha fatto sparire la fede: possibile che Dio ce l’abbia con noi gay?

Caro Luca,

forse quello che riesco a dirti è d’una insopportabile banalità perché spesso il silenzio e il "linguaggio" più eloquente. Eppure le tue righe mi "proibiscono" il silenzio.

Spero che tu in questi giorni abbia l’ccasione e la voglia di leggere nella Bibbia il libro di Giobbe. Li potrai forse trovarti in compagnia, in una certa sintonia.

Io, come te, ho una terribile paura di perdere le persone care e so che la logica del "tutti si deve morire" non lenisce il dolore, non toglie la disperazione.

Caro amico, non ho ricette da suggerirti. Se il tuo cuore urla e grida al Cielo, dai libero sfogo al tuo dolore. Dio, come ci dice il libro di Geremia, accoglie anche le nostre imprecazioni.

In certi momenti questa è l’unica forma di rapporto che riusciamo a vivere con Dio.

Dio, che non ha strappato il profeta di Nazareth dalla sofferenza e dalla croce inflittegli dai potenti di allora, voleva certamente bene a Gesù.

Forse Dio puo solo starci vicino nel nostro dolore, anche Lui silenzioso e "impotente". La potenza di amore di questo Dio che ha dato vita nuova al tuo amico… forse presto rispunterà nel tuo cuore e ti farà gustare una "comunione" profonda con quell’uomo che tanto hai amato.

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