LA ‘SCONVENIENZA’ DI DIRLO AI GENITORI

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Dirlo ai genitori non significa solo scontrarsi con liti e discussioni, ma a volte anche con la 'convenienza' delle forme.

Da un po’ di tempo ho una relazione omosessuale; dirlo ai miei genitori sarebbe un po’ "sconveniente"…avete qualche consiglio?

Molto difficile poter rispondere al tuo quesito. Innanzitutto, come può essere "sconveniente" dire alla famiglia che si ha una relazione, che si ama qualcuno? Per ogni genitore dovrebbe essere una gioia sapere che il proprio figlio (o figlia, visto che non precisi ) si è innamorato/a. L’innamoramento è sempre una meravigliosa fase della vita, anche se spesso procura ansie, angosce, gelosie, timori di perdere il/la compagna. È questo entusiasmo, questa euforia che ci fa sentire potenti a spingerci a volere proclamare al mondo intero il proprio amore che in quello stesso momento crediamo veramente essere eterno. Si pensa quasi sempre, all’inizio di una relazione, di avere finalmente trovato la persona di tutta la nostra vita: ebbene, nonostante i classici pregiudizi, anche le coppie omosessuali possono stare insieme una vita intera Dico questo perché ho conosciuto più di una coppia di anziani, splendide persone che sono state capaci di superare le endemiche e classiche crisi "matrimoniali", classiche anche per le unioni matrimoniali eterosessuali.

Visto che non ho notizie da parte tua – non dici l’età, che tipo di relazione hai con i tuoi, non dici se sanno della tua omosessualità (capisci che cambia tutto in funzione del variare dei singoli termini), allora ti rispondo come avrei voluto che si comportasse mio figlio e come del resto ha fatto Sapevo già della sua identità, stavo ancora digerendo la notizia e mi stavo ancora sforzando di "capire" cosa fosse questa diversità: volevo entrare in un’ottica per me completamente nuova, acquisirla in modo che mi permettesse di non criticare, ma di far diventare mia una nuova mentalità, proprio perché sono convinta che solo attraverso la conoscenza si può capire, apprezzare ed anche amare chi ti sta vicino con tutto il suo bagaglio di comportamenti per te "strani". Ebbene, nonostante il momento triste di allora, il pensiero che mio figlio non fosse solo, che gioisse della gioia dell’amore, mi ha fatto piacere e mi ha fatto piacere esserne stata messa a conoscenza. Questo mio comportamento vale anche per gli altri figli eterosessuali, visto che l’amore e la gioia che ti procura non hanno problemi di orientamento: è amore e basta!

Dunque, non avendo elementi non do consigli; vaglia tu la situazione, ma soprattutto agisci razionalmente, pur dando retta anche al tuo cuore, alla esigenza di condividere con i tuoi la tua gioia, anche per potere godere della libertà di portare in casa la/il tuo compagno senza doverti continuamente nascondere e mentire.

Molti auguri da Una mamma dell’AGEDO

di AGEDO

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