MAI PROVATO CON UNA DONNA?

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Molti di noi, in un momento almeno della loro vita, sono stati attratti da una donna, e alcuni hanno anche provato ad andarci a letto. Ma questo fa...

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Pochi di noi sono completamente eterosessuali o interamente omo: il rapporto Kinsey, che è un punto di riferimento ancora fondamentale, proponeva l’idea che le persone si sistemassero in una collocazione all’interno di un ampio margine ininterrotto di possibili orientamenti sessuali. A un estremo, c’è il "totalmente eterosessuale, e mai nemmeno un pensiero gay". All’estremo opposto c’è il "gay, esclusivamente gay, e grazie tante". Ma la maggior parte di noi si colloca in un qualche punto compreso fra questi due.

Dal momento che la sessualità non è categorica, l’equilibrio esatto di orientamento potrebbe tranquillamente variare a seconda dei periodi. Per esempio, c’è qualcuno che dice: "quando ero al liceo, facevo sesso anche con le ragazze. Ora solo coi ragazzi, e anche se posso riconoscere che una certa donna è attraente, non mi attira per niente". La maggior parte di noi si è sentito attratto da entrambi i sessi, nel corso della propria esistenza, e alcuni di noi si sono anche dati da fare tanto con le donne quanto con gli uomini.

Ma questo vuol dire che siamo "bisessuali"?

Beh, sì e no. Ai nostri giorni, anche se i bisessuali dichiarati si fanno sentire sempre di più rendendosi visibili, ci sono ancora molti malintesi e confusione.

Da una parte, è una questione di etichette. Una persona che normalmente si considera etero convinta, può avere un’esperienza omosessuale, magari come quelli che dicono "amico, l’altra sera ero ubriaco" il giorno dopo un appagante rapporto orale. Ma questo vuol dire che ha avuto un’esperienza sessuale di tipo "bisessuale"? Beh, sì. E questo fa di lui un "bisessuale"? Beh, probabilmente lui direbbe di no. "Etero", "gay" e "bisex" non sono solo termini in grado di descrivere la sessualità, ma anche etichette che in qualche modo auto-proclamano un’identità. Così, allo stesso modo, un ragazzo che si identifica come gay dice: "Ero a una festa mista, già arrapato da un tipo che mi girava intorno, quando una ragazza si è messa a corteggiarmi, e io le ho dato spago. Allora lei mi è cascata fra le braccia e io ci sono stato. Me la sono cavata bene, anche perché lei sapeva sicuramente condurre la situazione. Ma questo fa di me un bisessuale? Credo proprio di no".

In questa società "o di qua o di là", molte persone vogliono che le cose siano semplici. Coloro che si considerano bisessuali complicano la faccenda, in parte perché poche persone si fermano nel centro esatto dello spettro dei possibili orientamenti sessuali per tutta la vita.

"Sì, sono bisessuale", dice un attivista bisex, "anche se negli ultimi 10 anni, tutte le relazioni di lunga durata che ho avuto erano con uomini".

Questo può irritare qualche omosessuale più che convinto. Qualcuno dice: "Ascolta, se uno è attratto quasi completamente dagli uomini ma fa sesso con una donna o due, questo significa che lui è veramente un bisessuale? Allo stesso modo, io non voglio essere un esperimento di passaggio per un ragazzo etero solo perché lui si possa dichiarare un bisessuale, come vuole la moda".

Un po’ di questa ostilità può essere rintracciata nei bisessuali ad "alta visibilità". Qualcuno può fregiarsi dell’etichetta di bisex perché è meno pericoloso per la sua carriera. Altri (pensate a Anne Heche o Sinead O’Connor) fanno tanto chiasso con il loro essere gay o lesbiche e poi finiscono con una relazione con una persona del sesso opposto. E infine c’è il caso che sia "solo una fase". "Il mio primo ragazzo mi ha mollato per una donna che poi ha finito per sposare, e ancora ci sta insieme. Non so se vada in giro per i parchi a rimorchiare ragazzi, comunque".

Non sorprende che alcuni gay considerino i bisessuali dei "confusi". E non sorprende che molte persone che si dichiarano bisessuali sono offesi e frustrati dall’ostilità con cui vengono trattati da certi gay. "Stiamo combattendo tuti contro l’oppressione della società etero, allora perché alcune regine mi trattano in quel modo quando dico che mi piacciono anche le donne?" dice l’attivista bisex.

Ma l’omosessuale più che convinto risponde: "Mi sono proprio stancato di sentire i bisessuali che mi raccontano che loro sono più evoluti di me perché non si limitano a un solo sesso. Basta!".

Insomma: il posto in cui infilate il vostro pisello determina chi siete? In un mondo perfetto, forse le etichette di identità non sarebbero importanti. Ma finché l’identità sessuale è un pretesto per la discriminazione e la violenza, il modo in cui definiamo noi stessi conta eccome. Sei bisessuale? Se dici di esserlo, chi potrebbe provare il contrario? E, se non altro, come ha detto Woody Allen, questo raddoppia le tue possibilità il sabato sera…

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