‘PENTITO’ DEL COMING OUT

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Dopo aver dichiarato la propria omosessualità, un lettore lamenta una mancanza di interesse verso i ragazzi: "Ho forse paura delle donne?". L'analisi approfondita dell'esperto.

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Ciao, per la verità non sapevo che sezione scegliere, delle varie che ci sono! Ma alla fine ho scelto questa che è la più generica.
Piacere sono un ragazzo che ha affrontato il coming out 1 anno e 2 mesi fa, per varie circostanze, forse per essermi innamorato, non lo so… l’ho affrontato. Ma ora la situazione è diversa, da quando l’ho detto è scattato qualcosa in me. Qualcosa che mi è stato indotto dalle parole di mia madre “Vuoi essere felice solo te, non pensi a noi” “chissà cosa diranno gli altri, anzi no, non devi dire nulla, fai quello che vuoi ma non dire nulla” “Essere gay non porta a nulla, c’è stato il caso di un tuo parente stretto che l’aveva dichiarato, ma poi si è accorto che non era così, ci ha ascoltato e ora è sposato con figli” (moglie un po’ scemotta tra parentesi e senza offesa) sta di fatto che le parole non servire a nulla mi fanno credere e mi fanno impazzire, ho cominciato a perdere i capelli… la mia testa vede adesso le donne con malizia che mi accorgo sono io a volerla perchè me la impongo forse… non so darmi spiegazioni.
Con il mio ragazzo, che ho sempre, va bene, ma è diverso il rapporto è campiato il mio rapporto, cerco di allontanarlo… non mi rapporto, forse ho paura di fargli male… perchè quando sono con lui non penso e non faccio altro che stare con lui. Ho talmente preoccupazioni che cerco di sfogarmi con lui facendo l’amore … ma mi accorgo che sbaglio.
Che cosa devo fare? ho forse paura delle donne? Che cosa c’è che non va nella mia testa? Io so di essere gay, ma ho paura di affrontare la normalità della cosa?

Di solito affrontare e elaborare dentro di sé sia la propia accettazione e parallelamente il percorso di coming out diventa più facile e più pregno se, in quel periodo, viviamo una relazione intima importante.
Da quel che scrivi non sembrerebbe che il problema sia nell’accettare se gay o meno, anche se poi un problema lo diventa, mi sembra invece che la confusione nasca da come l’influenza delle persone significative attorno a te diventa motivo di riflessione e di ripensamento. Il tuo assorbire le parole e le cosiderazioni dell’altro mi sembra stiano generando confusione, disorientamento sofferenza. Anche se continui ad avere rapporti con il tuo boy dici che però non è più come prima. Sì, penso che sia cambiato qualcosa in te e che questa crisi abbia un significato forte per raggiungere quella pienezza di identità che spesso non è così lineare e semplice. Alle domande alle quali pur nella limitatezza imposta in questo breve spazio, cercherò di dare qualche risposta… o meglio input informativi che potrai considerare per occuparti di te pienamente e con serenità… spero.
Di solito quando andiamo in confusione mettiamo in dubbio noi stessi: la percezione fisica e psichica (che non sono mai inscindibili) di come, cosa facciamo, vogliamo, siamo, e ci riempiamo di pensieri e di valutazioni mentali spostando la nostra energia psichica sul versante della testa, del razionale, della logica mettendo però da parte il cuore, la “pancia”, le emozioni, i sentimenti. Quando queste due parti non comunicano più liberamente, una la fa da padrona allora viviamo scissi, divisi e oscillanti fra il Sé e non Sé. Ci viene a mancare il centro di noi stessi e non siamo in grado di decidere, scegliere ciò che è nostro da ciò che fa parte dell’ambiente. In psicologia la chiamiamo confluenza, e cioè siamo come gli altri ci vogliono, i bisogni degli altri ci penetrano fino a diventare i nostri, e non distinguiamo facilmente ciò che ci appartiene da ciò che è frutto del nostro sentire e delle nostre scelte da quello che non ci appartiene. In stati emotivi come l’innamoramento, questa è un’esperienza piacevolissima e fondamentale per condividere e assaporare il piacere dell’intimità. In situazioni diverse, dove l’altro, in questo caso tua madre, si pone come elemento di critica e di preoccupazione (in buona fede come tutte le mamme!) cercando di inculcare soluzioni e progetti preconfezionati. Allora la confluenza qui non è più sana. L’oscillazione che provi e l’incertezza possono diventare cause di crisi interiori e l’umore potrebbe risentirne, figuriamoci l’esperienza del lasciarsi andare al piacere!!
Credo che uscire da questa empasse il più velocemente possibile sia la cosa migliore da fare, e per te e per chi ti sta intorno. Come farlo? Sono sempre a disagio nel dare soluzioni preconfezionate, non è nel mio stile professionale e tra l’altro non ne ho a volte neanche per me. Il mio orientamento professionale mi porta a fornire/usare strumenti (counseling) per fa sì che aiutino la persona ad aiutarsi. So anche che contattare le proprie emozioni ed esprimere il proprio stato d’animo e ci aiutano nelle scelte delle azioni migliori e più adeguate, infatti mai scegliere le cose importanti della vita solo con la testa!
Infine concludo, dicendoti che non mi sembra che il problema sia in termini di “sono o non sono gay” quanto piuttosto di autostima e assertività utile a ricercarti e a ritrovarti per affermare di essere come sei, senza lasciarti confondere troppo da stimoli esterni che non ti appartengono. Alcuni spunti sull’autostima però posso offrirteli:
L’autostima è essenziale per la sopravvivenza psicologica.
Essa riflette la coesione e la stabilità della struttura del Sé. E’ formata da:
1. Elementi cognitivi: definizione di sé aspetto fisico, abilità competenze
2. Aspetti affettivi, sentimenti positivi o negativi nei confronti di se stesso
3. Elementi valutativi: cognitivo-affettivo tipo, criteri di paragone e rendimento ideali, autovalutazioni.
Non solo ciò che ci nutre e ciò che gli altri ci rimandano, ma anche come e cosa noi abbiamo interioriazzato dentro e per noi stessi è fondamentale per l’autostima.
Il segreto è capire cosa si ha intenzione di fare, decidere cosa è meglio e portarlo avanti e tu, all’inizio della e-mail hai scritto: ho scelto la più generica! Non so se è la migliore ma, meglio scegliere e rischiare che solamente pensare di scegliere!
Dr Maurizio Palomba
Psicologo-psicoterapeuta Roma

di Maurizio Palomba

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