PREPARARSI AL COMING OUT

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"Sto per dirlo ai miei, ma vorrei evitare che il mio alleggerimento diventi un fardello per loro". E la mamma dell'Agedo: "Ti elenco i pregiudizi che dovrai combattere....

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Ciao Leo,
ci siamo quasi. Sto per dire ai miei genitori quello che sono, chi amo e quanto sono felice d’essere gay. Certo lo so non è una cosa semplice ma sento che il momento si avvicina. Però non vorrei arrivare impreparato al momento o ferire eccessivamente i miei.
Loro sono all’antica, sai. Siciliani, di un piccolo paese con poche anime e molto legati agli stereotipi un po’ omofobici. Due anni fa lo dissi a mia sorella e lei mi dimostrò il suo amore nei miei confronti, aiutandomi e difendendomi nei confronti dei miei. Davvero eccezionale. Ma sento che a lei non è del tutto chiara la mia condizione, nonostante le abbia più volte parlato facendole capire quanto non sia così diverso da tutti gli altri. Ma sento che a parte l’affetto nei miei confronti non leggo nei suoi occhi una piena accettazione. Ma sono sicuro che mi sarà sempre vicina. Comicio a essere stanco delle bugie, del nascondermi e fuggire. Vorrei parlare apertamente. Ma ho paura.
Vorrei informarmi di più e fare in modo che questo mio “alleggerimento” non sia per chi amo un insopportabile fardello. Avrei voluto leggere “Figli diversi” ma purtroppo non viene più pubblicato e i libri sull’argomento (il coming out e la piena legittimità del proprio essere) non sono facili da trovare. Vorrei trovare uno o più libri che spieghino a mia sorella in primis ed ai miei genitori quando sarà il momento, che non è colpa di nessuno, che amo e sono amato come tutti gli altri e rimango quello di sempre.
Vorresti aiutarmi tu ad essere un po’ più sereno?
Grazie mille…
Arnab

Carissimo Arnab, mi spiace non averti risposto prima: forse tu hai già dichiarato ai tuoi genitori la tua “nuova” (per loro) identità.
Il problema di base è come sempre il grande amore che si ha per loro, per cui si teme di ferirli con questa dichiarazione: si disconfermano le aspettative di normalità, le spettative di un figlio che non ci faccia vergognare di fronte alla gente, che sia corretto, onesto, incapace di nuocere ai bambini, non freneticamente assatanato di sesso…ecc, ecc. Ti ho brevemente elencati gli stereotipi contro le persone omosessuali che più aggrediscono i genitori che, ignari, li seguono come una verità. Per decostruire immagini e concetti molto radicati dentro di noi, ci vuole un certo lasso di tempo, variabile a seconda della malleabilità e disponibilità dei tuoi cari.
Ti incoraggio, se ancora non l’hai fatto, a perseguire queste tue intenzioni e questo desiderio di sincerità che, d’altro canto corrisponde anche ad un inalienabile bisogno di riconoscimento e di autostima.
Non disperare piuttosto dell’accettazione da parte di tua sorella: anche lei deve fare un percorso, certo molto più breve perchè avvantaggiata dalla più giovane età e dal grande affetto per te.
Se sarà fattibile in relazione alle distanze, sappi che esistono in Sicilia ben tre sedi AGEDO: a Palermo, a Catania, a Siracusa (www.agedo.org). Prova eventualmente a metterti in relazione con loro, molto disponibili e capaci. In quanto al libro “Figli diversi!”, ti comunico che uscirà la settima edizione , leggermente aggiornata, nei mesi di gennaio, febbraio.
Spero che tu possa raggiungere al più presto la tua serenità, anche se ti anticipo che i primi tempi saranno duri proprio per questo cadere dall’alto di una realtà che non era mai stata prevista! Sappimi dire!
Ti faccio i miei migliori auguri di serenità
Paola Dall’Orto
AGEDO

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