QUANDO I GENITORI NON TI ACCETTANO

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Pubblichiamo la lunga lettera di una ragazza che dopo il coming out si è sentita responsabile dell'infelicità dei genitori. Certi che purtroppo il problema riguarda molti.

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Ciao! Mi chiamo Maria Luisa e sono in una situazione sempre più catastrofica; non so più cosa fare..

Circa un anno fa ho conosciuto una ragazza, mi sono innamorata e ci siamo messe insieme (viviamo a 400 km di distanza però…). Io vivo in una famiglia che è molto di più che credente, soprattutto mia madre, quindi non ho mai avuto il coraggio di diglielo, di parlarne. Verso maggio casualmente i miei hanno scoperto tutto (hanno letto sul nastro del fax quello che lei mi aveva scritto)e lì è cominciato l’inferno… La loro reazione è stata quella di darmi della pazza e malata di mente; la sera stessa mi hanno detto con aria molto comprensiva di pensarci su la notte e poi dire loro che cosa avevo deciso di fare: la mattina seguente sono arrivati in camera mia come dei giustizieri e mi hanno chiesto qual’era la mia decisione. Ho risposto che non avevo cambiato idea e loro hanno detto che non c’erano alternative, la decisione da prendere era una sola e non c’era da pensarci su!!! In quei giorni mi è crollato il mondo addosso…la mia ragazza mi diceva di fare quello che era meglio per me, lei avrebbe accettato tutto; ma io in quel casino l’ho lasciata dicendole che forse era meglio lasciare perdere tutto, i miei non mi lasciavano alternative… mi hanno sequestrato il cellulare, alzavano la cornetta quando ero al tel di casa…questo però per pochi giorni… Però io avevo lasciato una persona di cui ero innamorata…e perchè? perchè me lo dicevano i miei…e io ? avrei dovuto fare tutto quello che volevano loro per sempre? decidono loro della mia vita? Così ho ricominciato a sentirla; quando mia madre mi chiedeva se riuscivo a stare senza "quella" io le facevo capire che non avevo chiuso, così fino a quando ho capito che se fossi stata in quella casa non avrei mai potuto continuare a fare la mia vita. Ho iniziato a cercare lavoro (vado all’università); mio padre mi ha detto di andarmene di casa entro pochi giorni e mia madre era sempre depressa…fino a quando mi ha chiesto se avrei continuato a studiare se loro mi avessero concesso ogni tanto di vederla… Io ho detto di si e tra la depressione generale ho tirato avanti fino ad ora… Le cose sono così difficili… Oggi mia madre mi ha detto che non ce la fa più a vivere, e se resta in vita è solo perchè ha la fede; mi ha detto che io ho distrutto la famiglia e il suo matrimonio e mi ha chiesto se non mi va di farle un bel regalo di natale e ridiventare la sua bella figliolina… Io ci sto malissimo, mi fa male sapere che stanno tutti così male; ma io? A chi interessa se io sto male? Per loro io sbaglio e quindi sono io che voglio tutto questo…Bho… probabilmente ho scritto pure male, in modo incasinato e incompleto e sono noiosa!!! : )

Vi prego, ditemi qualcosa, datemi un consiglio…una parola…

Malù carissima, in tanto disastro o catastrofe che tu mi descrivi, vedo uno spiraglio piuttosto positivo che forse ti potrà portare ad una soluzione. Soluzione del resto che tu hai già tentato di attuare.

Andiamo con ordine: per prima cosa è successo il finimondo – situazione reale e comune a molte famiglie – La prima causa di ciò è l’esasperata aderenza alla chiesa cattolica da parte dei tuoi, soprattutto di tua madre (non la chiamerei religiosità: si può essere profondamente religiosi nel rispetto dell’identità e dei bisogni altrui). Non meno grave è il peso dei condizionamenti culturali: tutti noi, dico tutti, quindi anche le persone omosessuali, siamo stati educati in un clima di orrore verso l’omosessualità, presentataci come una malattia e come una perversione. Ecco perché i tuoi familiari cercano di "salvarti e di guarirti", per il tuo bene.

Non è facile scrollarsi di dosso quanto ci hanno inculcato e che è divenuto nostro, che è dentro di noi. Chiedo sempre ad ogni figlio /a di avere pazienza con noi genitori, pazienza che però non può e non deve travalicare il rispetto verso di sé.

L’atteggiamento dei tuoi dimostra come all’inizio lo svelamento sia un vero crollo, al punto che tuo padre ti ha chiesto addirittura di uscirtene di casa.

Ammiro moltissimo il percorso che hai scelto per non rompere con i tuoi, mantenendo però tua identità. Hai cercato lavoro per renderti indipendente e così i tuoi non hanno più potuto ricattarti, spaventati dal fatto che fuori casa non saresti più stata controllabile, che non avresti più studiato, che un domani, se fossi finalmente "rinsavita" e avessi cambiato idea, saresti stata senza nulla in mano, senza lavoro e titolo di studio.

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