QUANDO IL MARITO SI RIVELA GAY

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Può accadere anche dopo 22 anni di matrimonio e la nascita di due figli, di accorgersi che si ha bisogno di un uomo accanto, non della moglie.

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Ho 47 anni, sono sposato da 22 ho due figli 21 e 15 e un anno fa la mia famiglia ha capito che sono gay. Ho confessato a mia moglie che spaventata ha riferito alle figlie e a mia madre. Io sono innamorato di un uomo di 58 anni single; abbiamo fatto appena le vacanze assieme io sto bene con lui sono innamorato, e se non ci sentiamo al telefono tutti i giorni. Soffro ma mi dispiace dare un dispiacere a mia moglie, a mia madre alle figlie. In questo momento sono un bigamo e tutti sanno. Chissa come finira" questa strana situazione. Un parere.

ciao da Balote

Ciao Balote,

la questione "gay sposati", così li definisce un collaboratore che ha scritto un appendice al libro "Essere e vivere la diversità" da me curato (1999, Kappa ed.) è una realtà notevolmente presente, ma poco visibile e conosciuta. Dice in un punto del saggio:"I loro (si riferisce agli uomini sposati ma che si scoprono gay, ndr) sentimenti più profondi erano sentimenti omosessuali e scoprivano che questi facevano parte della loro identità." Ancora, riferendosi alla sua esperienza personale:"Che cosa potrei dire sugli anni intensi (con un partner gay, ndr) che ho vissuto? In primo luogo devo dire che mi sono sviluppato come persona, come uomo, come omosessuale. Oso dire d’essere molto orgoglioso della mia omosessualità, di non dover nascondere le mie preferenze e di poter parlare pubblicamente della mia vita."

Mi viene da comunicarti e dire che il tuo percorso di coming out, divenire fuori, già è inesorabilmente iniziato e come per molti di noi, in questo periodo storico che è anche migliore, per certi aspetti, di quello di ieri di 10/20 anni fa, è ancora vissuto con difficoltà ma, in ogni caso,va accettato e attraversato, mai bypassato, trascurato o, peggio ancora, negato. Se poi oltre ai soliti pregiudizi e stereotipi sull"omosessualità c"è da affrontare anche un matrimonio e dei figli credo che la questione sia un po" più complessa… ma anche più ricca ed interessante! Puoi ritenerti anche fortunato, visto che sei innamorato e credo corrisposto?

La sofferenza di non poter stare con lui, di non poterlo sentire tutti i giorni come vorresti, la voglio intendere come un segnale di coinvolgimento forte, come non avevi vissuto mai. Ma forse no, forse (e posso solo pensarlo/immaginarlo!) già sapevi di te, avevi qualche sentore, qualche fantasia… e comunque sei andato avanti così, tra l"altro essendoti "regalato" una moglie e due figlie, che credo siano un"esperienza ricca e alle quali non rinunceresti (forse è più facile rinunciare alla moglie che ai figli, no so fai tu :-).

Ora veniamo al "…mi dispiace dare un dispiacere…".

Non raramente, ogni cambiamento, è fonte di sofferenza. La crisi va affrontata ed elaborata sempre e, la dose di disagio che essa porta con sé è inevitabile, fa parte del cambiamento stesso. Cambi tu, cambia la percezione che gli altri hanno di te, ma sicuramente una cosa si noterà: la tua nuova realtà, difficile da nascondere, la tua gioia, il tuo ri-scoprire un "bambino" interiore che si entusiasma e gioca, e, in questo non c"è niente di male secondo me, anzi. La tua nuova "dimensione esistenziale" (a volte uso parole un po" tronfie e usatissime per dire tutto e niente…spero che comunque qualcosa arrivi) che stai vivendo può essere affiancata da un pervasivo dispiacere momentaneo, che forse col tempo e unita ad una comprensione profonda del tutto, sarà compresa e avrà un senso per te… anche se la ri-strutturazione delle relazioni familiari sarà, per forza di cose, diversa.

Ma questo dipende da te! Ora non sei più spettatore dietro le quinte, ma attore-protagonista, la "strana situazione" … "la bigamia", quella la penso e l"ho letta come la visione dei "tuoi" e della società che etichetta tutto e tutti. Un’etichetta da cancellare.

Un parere? Due cose:

1)"ascoltare" coloro che ti sono vicino (anche perché non credo che tu voglia esimerti da ciò), i loro timori e, con una nuova consapevolezza e autenticità, questa volta potrai permetterti di

2)"esprimere" pienamente ed essere ciò che senti e vuoi essere.

Bada però: gestisci e controlla i tuoi sensi di colpa come puoi e lasciati aiutare da chi vuoi. Di solito i sensi di colpa sono presenti e potrebbero essere una trappola intra-psichica da evitare e/o superare, pena, la rinuncia della propria coerenza e autenticità, oltre alla sensazione di tristezza e l"abbassamento della autostima che comportano.

La situazione che mi hai sottoposto è sicuramente interessante e credo anche a coloro che qui, a LEO, chiedono qualche input, qualche suggerimento! Forse chissà ci sarà anche qualcuno che come te ci invierà l"esperienza inversa e cioè: "…dopo tanti anni (10) di convivenza con un uomo, ora mi sono innamorato follemente di una donna! Mia madre è sconvolta, non sa più chi sono e se dico sul serio. A non crederci… si era anche affezionata e vuole che rimanga con lui, come posso andare avanti?"

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