SCOPRIRSI PER CAPIRSI

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Rivelarci a chi ci piace ci aiuta a stare meglio

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Ciao. Sono bisex e mi sono accettato da un anno.

Per me la cosa è stata molto difficile anche se ora mi posso ritenere felice per aver ampliato la mia visione del mondo, per aver imparato la lezione importantissima della tolleranza e per aver avuto la forza di affrontare di testa i problemi. Ho tuttavia un problema: essendo bsx mi piacciono anche le ragazze, anche se in modo diverso dagli etero in quanto non sono fissato con il sesso e spesso un corpo nudo non mi comunica istinti sessuali. A me piacerebbe mettermi con una ragazza e per farlo la devo corteggiare.

Allo stesso tempo mi piace un ragazzo che non so se sia gay e che frequenta la mia stessa scuola guida. Il problema è questo: che faccio? Le ragazze si aspettano di trovare uno che sia solo per loro e che per questo dedichi loro il 100% delle attenzioni, il ragazzo che mi piace non so se sia gay e vorrei cercare di capirlo. Non posso andare a domandarglielo, considerato che, tutti sono convinti della mia etersosessualità. Non posso nemmeno diventare il suo migliore amico solo per saperlo, considerato il fatto che molti gay, ammesso che sia gay, ci mettono molto per accettarsi e non di frequente lo comunicano ad un amico che credono etero.

Ammesso che questi dettagli vi possano aiutare, io vi comunico tutto ciò che so di lui: ha varie amiche, forse piu ragazze che ragazzi. E’ molto bravo a scuola e solo leggermente effeminato, anche se questa è una sfumatura che coglie solo chi lo osserva bene. E’ molto tranquillo e timido, fa parte di una squadra di pallavolo dove peraltro è molto bravo. Non ho mai sentito commenti discriminatori nei suoi confronti da parte dei suoi compagni di squadra, del tipo "è frocio", ecc… Mi dicono anzi che è simpatico.

Vi prego di rispondermi.

Cordialmente,

Hertz, 18 anni.

Sul tema dei bisex mi sono già espresso in una precedente risposta su questa rubrica.

La tua domanda e la puntuale descrizione di te, relativamente alla tua attrazione sia per i ragazzi sia per le ragazze, mi fa pensare che possa trovarti in una fase di disorientamento e che una relazione intima potrebbe aiutarti a comprenderti maggiormente. Per ora hai accettato d’essere (o di definirti?) bisex e mi sembra che la questione sia tutta centrata sulla relazione, cercando di capire come potresti fare ad avvicinarti, emotivamente parlando, all’intimità.

Scoprire come comportarsi, significa non solo valutare razionalmente il ventaglio di possibilità e le strategie migliori per capire se l’altro è etero/gay e se è possibile avere con lui/lei una qualche forma di relazione. Significa invece capire se stessi, trovare in sé le risposte per un adeguato modo di essere, congruo alle proprie esigenze esistenziali e umane. Leggendo la tua lettera quando parli delle ragazze ne parli "in generale" e sono più le difficoltà che enunci che gli aspetti positivi, d’entusiasmo, almeno così mi sembra. Mentre quando ti riferisci agli uomini, specifichi con maggior chiarezza che si tratta di UNO che "ha varie amiche, forse piu ragazze che ragazzi. E’ molto bravo a scuola e solo leggermente effeminato, anche se questa è una sfumatura che coglie solo chi lo osserva bene. E’ molto tranquillo e timido, fa parte di una squadra di pallavolo dove peraltro è molto bravo".

Non so se è per il fatto che io sia gay, ma colgo tanto coinvolgimento in queste tue righe. Qui sembri essere consapevole e attratto da questa situazione e, per un bisex credo sia importante sapere perfettamente quale parte del proprio sé è attivata. Mi riesce difficile aiutarti a trovare un comportamento idoneo, e mi sembra che tu chieda maggiormente com’è lui e, io, non so dirti molto sulla base delle informazioni che mi dai. Mi riesce difficile anche dire qualcosa a te, ma seguo nelle relazioni interpersonali, di solito, un principio: l’autenticità.

Io personalmente, non posso e non riesco ad essere autentico al 100%, ma il mio impegno è cercare sempre di andare in quella direzione, di tendere cioè alla massima sincerità e congruenza.

Credo che questa sia la condizione indispensabile per intrattenere relazioni sane.

Ma la cosa prima è che per essere autentico con qualcun altro bisgogna essere autentici con se stessi. Allora t’invito a riflettere su l’unico punto che mi sembra incoerente e cioè, quando dici: "Non posso andare a domandarglielo, consideratoche, tutti sono convinti della mia etersosessualità." Io invece, al tuo posto, mi permeterei di affrontare la realtà, non facendo domande ma direi di me e difenderei la mia diversità (anche questo è coming out); meglio così che torturarsi nei dubbi e nelle tattiche inutili!

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