SESSO A RISCHIO PER I TEENAGER

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Al Congresso della Società Italiana di Andrologia, si lancia l'allarme per i giovanissimi: non usano il preservativo, soffrono di disturbi sessuali e... non si lavano!

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TRIESTE – I teenager hanno una scarsa educazione sessuale e sono a rischio di malattie sessualmente trasmesse in quanto il 54 per cento di loro non usa mai il profilattico durante i rapporti sessuali. Questo è purtroppo solo uno dei motivi di preoccupazione per la salute dei maschi adolescenti resi noti a Trieste, al ventunesimo congresso della Società Italiana di Andrologia (SIA).
I dati, consegnati da due progetti pilota realizzati fra mille ragazzi di 20 scuole di cinque regioni (Lombardia, Liguria, Toscana, Umbria e Sicilia) rilevano che un adolescente su tre ha una patologia genitale e che i casi di varicocele, dilatazione delle vene del testicolo che produce una riduzione della qualità del liquido seminale e crea rischi d’infertilità già intorno ai 35 anni, hanno subìto un’impennata nell’ultimo periodo (il 24,6 per cento dei giovani visitati, con un aumento del 6-8 per cento rispetto ai dati in possesso finora degli specialisti).
“Dati indicativi”, hanno ammonito il presidente della SIA, Edoardo Austoni, e quello del congresso, Emanuele Belgrano, “che pongono con forza e in maniera chiara l’esigenza della prevenzione delle malattie genitali maschili, a partire già dalle scuole, soprattutto ora che sta per scomparire il servizio di leva obbligatoria” e anche in considerazione del fatto che l’età media del primo rapporto sessuale, registrata in queste indagini, è intorno ai 16 anni.
Oltre al varicocele ad allarmare gli esperti ci sono però anche altre patologie genitali che sembrano essere sempre più comuni tra i 13 e i 18 anni: sono il frenulo breve (ovvero il filetto che fissa il prepuzio al glande è corto e fa piegare il pene durante l’erezione), il testicolo mobile, il pene curvo e la disvolumetria testicolare. Mostra inoltre disfunzione erettile il 2,4 per cento del campione (e il 5,1 per cento dei ragazzi già sessualmente attivi, contro dati di letteratura inferiori all’1 per cento), e il 3,8 per cento ha malattie sessualmente trasmesse.
Ma gli andrologi puntano il dito anche contro le cattive abitudini dei maschietti, ammonendoli per la carenza di igiene personale (il 40 per cento dei ragazzi, nonostante fosse stato informato della visita medica, si era presentato in ambulatorio senza essersi lavato) e gli stili di vita poco sani. Un rimprovero arriva anche ai genitori per la trascuratezza nei riguardi di controlli specialistici cui i maschi dovrebbero sottoporsi fin da bambini. Se è già trascurata a quest’età, la salute sessuale dei maschietti usciti dall’età pediatrica è abbandonata del tutto perché i giovanissimi non hanno una figura specialistica di riferimento. Il 47,4 per cento del campione infatti non si è mai sottoposto a visite ai genitali, mentre il 40,4 per cento era stato controllato dal pediatra e il 9,4 per cento dal medico di famiglia.

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