SESSO NON PROTETTO, ALLARME DALLA FRANCIA

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Act Up contro tutti. L"associazione francese di lotta all"Aids convoca un"Assemblea Generale contro il bareback. E lancia pesanti accuse.

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Parigi – "Ormai qui a Parigi è più facile scopare uno senza preservativo che comperare un mazzo di fiori". È violenta, come sempre, la reazione di Didier Lestrade. Giornalista, fondatore di Act Up Paris, la più virulenta associazione di lotta all"Aids francese, e del mensile gay "Têtu", Didier Lestrade, non parla, insorge. "Non posso proprio capire come si faccia a godere quando qualcuno che ha 22 anni sta per essere contaminato proprio lì, davanti a te, a 20 centimetri di distanza". Una sommossa.

Bareback. "Sono cinque anni che aspettavo si cominciasse a parlare di bareback (sesso anale senza preservativo, ndr). Era ora. Tutto è cominciato con l"arrivo degli antiproteasi (medicinali che tengono più o meno a bada il virus dell"HIV). Allora i giornali hanno smesso di parlare di Aids. Quasi che il dossier fosse chiuso. Ricordate invece che di Aids si muore ancora" sussulta Didier Lestrade.

Solo stime. In Francia non ci sono dati sul numero di sieropositivi (si parla di 120 mila portatori del virus e di 5-6 mila nuove contaminazioni ogni anno ma queste sono solo stime) e anche i dati sui malati di Aids non sono più scientifici. Il bollettino epidemiologico di fine settembre stima (stima, sì, stima) "al 31 dicembre del "99, il numero di persone viventi con l"Aids (quindi che hanno già sviluppato la malattia) fra 21 e 23 mila"; il numero totale di decessi dall"inizio dell"epidemia nell"81 individuabile "fra i 35 e i 38 mila"; e il numero di morti di Aids fissabile in "700 per il 1998, e 600 per il 1999".

Riguardo la diffusione del virus: la contaminazione eterosessuale sarebbe la via più frequente ormai dal 1997, poi arriverebbe quella tramite lo scambio di siringhe da parte dei tossicomani e infine quella omosessuale. Altro elemento inquietante "nel secondo semestre del 1999" scrive sempre il rapporto epidemiologico "un paziente su due scopre di essere positivo solo quando gli viene diagnosticato l"Aids". Vale a dire in una fase molto tardiva (in quanto il virus dell"Hiv prima di manifestarsi e causare la malattia, inizia a distruggere in modo subdolo, nascosto, il sistema immunitario). Ultimo campanello d"allarme: le malattie sessualmente trasmissibili quali gonorrea, condilomi anali, sifilide, hanno raggiunto livelli mai visti negli ultimi mesi. Segno che non ci si protegge più o ci si protegge di meno. Ma anche su questo non ci sono dati. All"inizio dell"epidemia solo il 7% dei giovani all"entrata nella vita sessuale attiva usava il preservativo. Poi la percentuale è salita all"80. Ora non si sa.

Rivoluzione. Per cambiare tutto questo ci vuole una rivoluzione. Siamo in Francia e qui le rivoluzioni le sanno fare. Act Up convoca per il 7 novembre un"Assemblea Generale sul "bareback". Tutti sono invitati: dai liberi cittadini ai proprietari delle 43 darkroom esistenti nella capitale francese (accusati da Act Up di essere irresponsabili), dalle Istituzioni (il ministero della Sanità) alle associazioni gay e quelle di lotta all"Aids, dai ricercatori ai curiosi. Tutti lì, riuniti per discutere liberamente di quello che bisogna fare. Qualche idea Didier Lestrade ce l"ha già: "Sei cose: primo, creare un gruppo di gay sieronegativi all"Agenzia francese di ricerca sull"Aids per meglio capire quali siano le loro attese e paure; secondo, lanciare delle ricerche sulla riapparizione delle malattie sessualmente trasmissibili; terzo, il ministero deve fare una prevenzione mirata più aggressiva; quarto, dare il via a una nuova campagna sul depistaggio; quinto, controllare i siti internet che offrono servizi ai gay senza il minimo rispetto della salute di altri omosessuali (spesso su alcune chat o negli annunci è facile trovare proposte di "baise nokapote", sesso non protetto, ndr); infine, sesto, lanciare un vero dibattito sulla responsabilità dei proprietari delle darkroom".

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Minacce. L"ultima proposta sarà quella che farà più discutere. Oscurantismo? "No, non si tratta di chiudere i "bordelli"" spiega Lestrade "si tratta di controllare. Non credo basti distribuire preservativi e gel per mettersi la coscienza apposto, bisogna informare. Fare di più".

"Una nuova epidemia sta arrivando" dice fuori dai denti Lestrade "e tutti sembrano fregarsene. I gay sieropositivi sono spesso pronti a dire "se non vuole mettere un preservativo è un problema suo", quelli sieronegativi a volte sono così stupidi da non aver più paura della morte".

Parole di fuoco, per scuotere, scandalizzare, bruciare l"indifferenza che circonda la possibile catastrofe rappresentata da una nuova contaminazione.

di Giacomo Leso – da Parigi

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