SESSO ONLINE: NON È PIÙ A RISCHIO

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Negli incontri sessuali che avvengono grazie a contatti sul web si usa il condom quanto e più che negli altri. E si dichiara più facilmente il proprio status....

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Un nuovo sondaggio smentisce che internet sia terreno di caccia per gli amanti del sesso a rischio, come emerso da precedenti studi. I gay che si contattano online usano il preservativo con la stessa facilità di quelli che si incontrano in altri posti come saune o bar. E rivelano con maggiore facilità il loro status. Il sondaggio ha rivelato anche sostanziali differenze tra il comportamento di coloro il cui ultimo incontro aveva portato a del sesso di coppia, e quelli la cui ultima sessione prevedeva una partecipazione ‘multipla’, che fosse in un party o in una sauna.

Lo studio, presentato alla 12esima Conferenza sui Retrovirus tenutasi a Boston alla fine di febbraio, ha coinvolto gli utenti di 14 siti gay americani, incluso Gay.com, tra ottobre 2003 e marzo scorso. Oltre 1.700 persone hanno risposto, soprattutto ragazzi bianchi di classe media e abitanti in città. I tre quarti si è definito ‘gay’, solo uno su otto era non-bianco, e solo uno su 20 nero. «Abbiamo cercato di ottenere più risposte dalle persone di colore – ha detto Mary Ann Chiasson della Columbia University a Gay.com – ma gli uomini che si contattano attraverso internet raramente sono neri, e anche quando abbiamo pubblicato il questionario su un sito gay per neri, la metà di coloro che rispondevano erano bianchi».

I tre quarti dei partecipanti hanno detto di essere sieronegativi e uno su 11 di essere positivo; gli altri non avevano effettuato il test.

Le domande del sondaggio vertevano specialmente sull’ultimo incontro sessuale, considerando che in questo modo le risposte dovrebbero essere più affidabili che se si chiedesse alle persone di ripercorrere tre mesi e più di incontri, come hanno fatto altri sondaggi.

Un rapporto su quattro è non protettoIl preoccupante risultato finale è che più di un gay su quattro (il 28,5%) nell’ultimo incontro è stato coinvolto in sesso non protetto. Non sono state riscontrate differenze, però, nella frequenza di rapporti non protetti tra gli incontri avvenuti grazie a internet e quelli avvenuti in altri modi. Ma gli incontri nati online presentano maggiori opportunità che la discussione comprenda lo status sierologico. Più della metà delle persone che si incontrano online dichiarano il loro status, mentre solo un terzo di quelli che si incontrano offline lo fa. E i ragazzi sieropositivi non sembrano avere più difficoltà a parlarne di quelli sieronegativi.

Circa un uomo su cinque ha detto che l’ultimo incontro sessuale coinvolgeva più di un partner, e questi incontri hanno l’80% di possibilità in più di essere organizzati offline, presumibilmente (ma questo non è stato chiesto) perché molti erano in saune o sex club.

Un altro studio svolto a San Diego presentato subito dopo quello della Columbia University, rivela che il 15% dei gay ha incontrato il suo ultimo partner in una sauna e il 40% su internet; inoltre i tre quarti degli uomini che frequentano le saune hanno detto che spesso non usano il preservativo. Una cifra allarmante.

Più si è, peggio è?C’erano grandi differenze nel sondaggio della Columbia University, tra incontri singoli e incontri multipli. Le situazioni con più di due partner comprendono con maggiore facilità l’uso di droghe: un gay su otto di quelli che l’ultima volta hanno fatto sesso di gruppo ha detto di aver usato crystal, contro l’uno su 25 che avevano fatto sesso di coppia. Ma nel complesso il crystal è ancora un’attività minoritaria.

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Il sondaggio ha confermato però che l’uso di crystal è un grosso fattore di rischio per il sesso non protetto. Tra coloro il cui ultimo incontro era con un solo partner, l’uso di crystal aumenta di sei volte la possibilità che non si usi il preservativo.

Quasi quattro volte più probabile che si rinunci alle protezioni se si pensa di avere lo stesso status sierologico del partner, mentre solo il 30% dei sieropositivi che hanno fatto sesso non protetto con un solo partner nell’ultimo incontro sapevano che il partner era sieropositivo anche lui.

La dottoressa Chiasson ha concluso: «Internet offre opportunità di grande portata per interventi comportamentali, particolarmente sul legame tra sesso anale non protetto e uso di droghe».

di Gus Cairns – Positive Nation

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