SESSUALITÀ PERVERSE

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Occorre cambiare se si hanno desideri "anormali"?

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Desidererei una risposta che mi aiuti a fare chiarezza.

Ho 44 anni, direi dall’età dell’adolescenza le mie fantasie sessuali sono rivolte a quegli aspetti della sessualità che vengono oggi denominate parafilie.

Con l’età adulta ho avuto l’opportunità di vivere queste esperienze, parallelamente alla sessualità tradizionale dalla quale in ogni caso, se il partner era di mio gradimento, ne traevo piacere.

Tuttavia oggi la mia preferenza è rivolta in ogni caso ad una sessualità che contenga anche pratiche per così dire perverse.

Mi sono rivolto per lungo tempo ad uno psicoterapeuta il quale mi ha rassicurato sulla mia normalità (ma io cerco chiarezza cmq) dicendomi che non vi è nulla da correggere nel mio atteggiamento.

Non so se vi sia una discrimante anche per vari tipi di desideri, in ogni caso io sono interessato più che altro alla sculacciata.

Ora le domande che pongo sono queste:

Come si può definire una persona attratta da entrambi i tipi di rapporto, anche se la bilancia pende verso il versante "patologico"?

E’ necessario voler guarire quando lo si vive senza problemi con persone consapevoli e consenzienti (i dubbi mi sono stati trasmessi dall’esterno, ovvero dal sapere che certi desideri sono considerati anormali)?

E’ possibile guarire? Non vi è il rischio che un individuo smarrisca un tipo di identità senza trovarne altra?

Vi ringrazio delle risposta che mi invierete e vi auguro buon lavoro.

Claudio

Caro Claudio,

come lei stesso ha messo in evidenza, quando il rapporto lo si vive senza problemi e con persone consapevoli, e soprattutto se lei non sente una reale esigenza che la spinge a cambiare, non vedo perché farlo solo perché si è spinti da fattori esterni. Il "cambiamento", deve venire da dentro, perché se ne sente una reale necessità, e non spinta da una pressione sociale, che vede tutto ciò che si discosta dalla norma come patologico. Pertanto, se lei vive la sua sessualità con tranquillità, nel rispetto del suo partner, senza imporre a nessuno le sue scelte, non vedo perché lei non debba continuare ad avere questo tipo di rapporti sessuali.

di Ist. di Sessuologia Clinica

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