“Sono gay e voglio un figlio: cosa devo fare”?

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Un lettore ci scrive raccontando del suo desiderio di paternità. Alla ricerca di una madre, si chiede se il suo sia un desiderio realizzabile. Gli risponde il dottor...

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Ciao carissimi, non so se potete aiutarmi. Sto cercando a milano o dintorni una coppia lesbica o una donna sola, che abbia/no voglia di avere un figlio. Io da anni ho un grande desiderio di avere uno o più figli, ma essendo omosessuale e single non ne ho la fisica possibilità. Ho pensato che con una coppia lesbica, una volta conosciutici e accettato, possa avere delle possibilità. Sono sano, e naturalmente mi assumerei tutti gli obblighi, l’unica condizione è che io possa riconoscere il bambino, e possa aiutare la madre a crescerlo in qualche modo… in altre parole amare tutti il bambino pur non avendo un legame tra i genitori e anzi cercando di rispettarci il più possibile nella vita reciproca. Pensate sia fattibile? Dove e a chi rivolgermi?

La risposta del sessuologo Dott. Fabrizio Quattrini

Caro Guido,

la tua mail solleva sicuramente un tema molto complesso e al quanto spinoso, spesso difficile da argomentare per quanto in così poco spazio. Infatti, se si considera la fatica che il nostro paese fa a riconoscere semplicemente le unioni più o meno "civili" tra persone dello stesso sesso, figuriamoci cosa possa accadere sfiorando semplicemente il tema della paternità e maternità di uomini e donne omosessuali!

Ti premetto quindi che, prima di giungere semplicemente ad accogliere una richiesta come quella da te proposta e relativa ad un utero in affitto per singoli o coppie gay, sarebbe più appropriato regolamentare il concetto più complesso di coppia omosessuale, riconoscendo diritti e doveri ai gay e alle lesbiche. Questo permetterebbe di improntare un’importante trasformazione nella "cultura" socialmente condivisa delle omosessualità e, aspetto ancora più importante, garantire una tranquillità alla marea di figli di persone omosessuali nati eventualmente da precedenti unioni (più o meno consapevoli!) eterosessuali. Ad oggi sono molti i figli di uomini e donne i quali vivono l’esperienza dell’omosessualità dei propri genitori respirandola anche all’interno della stessa famiglia, concetto difficile da accettare per "alcuni", se non per molti.

L’omogenitorialità è un tema che in Italia stenta a decollare.

Nonostante alcuni movimenti e associazioni si siano da sempre impegnati nel promuovere almeno l’idea di una paternità e maternità omosessuali, e riconoscendo anche l’audacia di alcuni personaggi pubblici, spesso del mondo dello spettacolo, che coraggiosamente hanno promosso una genitorialità differente, resta per molti ancora complesso, per non dire impossibile, accettare che un bambino possa essere cresciuto da una coppia dello stesso sesso.

E’ vero che biologicamente solamente un uomo e una donna genetici possono procreare unendo i propri genitali e contribuendo con ovociti e liquido spermatico alla procreazione, ma è altrettanto vero che gli stessi "genitori" presunti eterosessuali potrebbero non essere così all’altezza di accudire e promuovere il benessere psico-fisico ed emotivo del bambino, che inconsapevolmente si ritroverà, come spesso ci ricordano purtroppo alcune notizie di cronaca, a vivere esperienze traumatiche per non dire devastanti.

Inoltre, giusto per ricordare il progresso scientifico e il fatto che non sia così scontato pensare alla procreazione come totalmente ad appannaggio dell’unione sessuale tra due individui del sesso opposto, una recente ricerca inglese mette in evidenza la possibilità da parte del sesso femminile di sintetizzare spermatozoi direttamente dal proprio midollo spinale. Come al solito le donne, "il sesso debole" potrebbero rivelarsi non solo più forti, ma anche autosufficienti, per non dire autofecondanti!!

Scienza, o fantascienza a parte il concetto delicato del desiderio di maternità e paternità negli omosessuali dovrebbe essere affrontato tenendo presente l’elemento più delicato e difficile da superare: il sociale. Infatti, osservando alcune ricerche sempre inglesi che hanno studiato lo sviluppo psicologico-emotivo e sessuale di bambini cresciuti da genitori omosessuali (spesso più lesbiche e dove una delle due partner era la madre biologica), la salute e il benessere dei figli non è risultato correlato con l’identità di genere e l’orientamento sessuale dei genitori, tanto quanto con il difficile confronto di una società intollerante, omofoba e ghettizzante.

I figli degli omosessuali non necessariamente presenteranno da adulti un orientamento omosessuale, non manifesteranno caratteristiche psicopatologiche particolari, quanto invece potrebbero soffrire, o comunque lottare più dei figli di coppie eterosessuali con quella paura che la società ha per il diverso da sé.

I bambini intesi come nuova generazione di adulti non hanno bisogno di nascere e crescere in una famiglia stereotipata e associata  falsamente all’immagine di quella del "Mulino Bianco", hanno bisogno di cure, amore, attenzioni e soprattutto adulti di riferimento (figure “genitoriali”) che insegnino loro il rispetto e l’amore per se stessi e per gli altri! A tale riguardo non credo che le esperienze di crescita siano esclusive dei genitori biologici, come pure caratteristiche fondamentali dell’orientamento eterosessuale. A mio avviso gli adulti con qualunque orientamento sessuale possono garantire il sano sviluppo psicologico-emotivo e sessuale dei propri "figli". Quello che è preoccupante rimane invece l’impossibilità di una società a gestire aspetti così articolati; questo da solo rischia di non garantire una sana evoluzione dei bambini eventualmente cresciuti dalle coppie o singoli/e omosessuali!!

Un esempio può chiarire meglio il concetto: bambino di 6 anni nato e cresciuto dalla madre biologica e dalla compagna (relazione lesbica che dura da circa 10 anni). Scuola elementare, l’insegnante per fare esercitare i piccoli nella scrittura suggerisce un tema generale: bambini descrivetemi in poche righe il vostro papà e la vostra mamma. Il bambino si alza e rivolgendosi alla maestra, davanti a tutti gli altri bambini: maestra ma io ho due mamme!!

Un abbraccio

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