SONO LESBICA O CONFUSA?

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"Dopo una storia con una ragazza, sto con un ragazzo, ma con lui sento che mi manca qualcosa. Dovrei lasciarlo? Non mi sento pronta…". La risposta dell'esperto.

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Salve,
sono una studentessa di 22 anni, mi chiamo Giorgiana. Ho avuto la mia prima storia d’amore a 16 anni con una ragazza (l’avevo frequentata prima come amica per un po’ di tempo)… La storia è durata pochi mesi, anche se di quella ragazza ero innamorata, mi batteva forte il cuore al solo a pensare a lei…! Ed invece ad un certo punto sono sparita…, ero spaventata di quanto mi stava succedendo. Lei in effetti non mi ha rincorsa più di tanto… Eravamo tutte e due molto giovani e inesperte…
Dopo sono stata insieme a vari ragazzi, restando con l’ultimo fino ad oggi, per affetto, ma sicuramente non per amore, né perché davvero lo desideri sessualmente. Quando facciamo l’amore non posso dire in realtà che non mi piace, ma ho la sensazione che “manchi sempre qualcosa”! Succedeva lo stesso anche con gli altri con cui sono stata!
Sento l’esigenza di trovare una mia identità, perché provo un interesse sempre più vivo per il mondo femminile, malgrado io non viva questa cosa con serenità. Ora mi chiedo: è giusto nascondersi dietro un rapporto con moltissimi bassi e pochissimi alti? Non sarebbe ragionevole e coerente separarmi da questo ragazzo, che non amo, e seguire le mie sensazioni più forti, il mio desiderio per le ragazze? Mi do spesso della codarda, tra me e me, mi sento in colpa nei confronti di Luca (il mio ragazzo), che tra l’altro stravede per me e non si accorge di niente (devo dire di essere comunque brava a far finta di nulla anche le volte in cui mi sento giù…, ho fatto pure finta di raggiungere l’orgasmo in alcuni casi…! Che vergogna!)
D’altra parte mi chiedo se poi effettivamente sono pronta a rinunciare alla “facilità” di un rapporto etero per imbattermi “in solitudine” in una realtà che forse non sono pronta nemmeno io ad accettare? O devo aspettare una ragazza che mi faccia sul serio “uscire di testa” per sconfiggere questa vigliaccheria?
Help!
Giorgiana
P.S. – Ditemi due cose, soprattutto: a) Sono lesbica o sono solo confusa? b) Sto facendo male al mio ragazzo?

Il percorso di riconoscimento ed accettazione della propria identità sessuale, o per meglio dire del proprio orientamento sessuale, è un processo complesso e a volte niente affatto facile, questo specialmente perché il contesto sociale, le istituzioni, la famiglia danno per scontato che un bambino o una bambina, ed in seguito un adolescente, debbano andare comunque verso l’eterosessualità. Non esistono ancora, se non in rari casi, programmi di educazione alla “diversità”, finalizzati a far comprendere che una ragazza, ad esempio, nella maggior parte dei casi si innamora e si sente attratta dai ragazzi, e in casi meno numerosi, ma non così rari, può invece sentirsi attratta da altre ragazze, desiderare un amore con una persona dello stesso sesso, ecc.
– Qualcuno potrebbe raccontare una favola ai bambini nella quale le principesse si innamorano dei principi o dei cavalieri, e una volta almeno, invece, della principessa del regno vicino, di una damigella di corte o della bella cameriera del palazzo!? –
Dalle cose da te scritte emergere abbastanza apertamente che il tuo orientamento sessuale è omosessuale. Ti dico questo perché hai parlato dell’esperienza di innamoramento per una tua amica. È questa la discriminante! La tua affettività sembra essere orientata al femminile, poiché è verso una donna che hai investito il tuo amore (e senti inoltre di “nasconderti” dietro il rapporto con il tuo attuale ragazzo!). Dico “sembra”, perché non ti conosco direttamente, e posso basarmi solo sulle poche cose da scritte. Affettività e sessualità sono peraltro aree complesse e da avvicinare con cautela, ed è anche questo ad indurmi alla prudenza: alla fine sei comunque tu a dover fare chiarezza rispetto a quanto provi dentro di te, imparando a riconoscerlo, tramite l’esperienza diretta, ad accettarlo, e poi eventualmente affermarlo all’esterno. Nessun altro può e deve dirti ciò che sei! Io posso darti solo un’indicazione derivante dalla mia esperienza e dalle mie competenze in materia.
In ogni caso capisco la tua paura e le tue perplessità: è spesso la paura di chi si sente “diverso/a” e “solo/a” ed è una esperienza comune a molti giovani omosessuali. In questo caso può essere utile iniziare a parlare dei tuoi vissuti, delle tue sensazioni e fantasie, dei tuoi desideri, della tua prima esperienza amorosa con una o più persone, da scegliere tra quelle a te vicine che percepisci più aperte, comprensive e serene con se stesse. Il più delle volte accade di potersi sentire compresi e sostenuti, non necessariamente squalificati ed emarginati – le persone di mentalità aperta e tollerante (meglio ancora se accettante) verso questa realtà sono oggi un po’ più numerose che in passato -, e magari si può scoprire, con sorpresa ed eccitazione, di non essere affatto soli! Che quel modo di sentire forse appartiene anche a un’altra tua amica o conoscente, la quale non ha mai parlato con te di ciò che provava, in quanto temeva di ritrovarsi a sua volta “sola” e incompresa. Potresti in alternativa rivolgerti ad associazioni gay e lesbiche presenti nelle località a te vicine e provare ad inserirti in un gruppo di autocoscienza per donne lesbiche (vengono organizzati di frequente dai circoli omosessuali).
L’amore, quello profondo e pieno, insieme ad un acquisito sentimento di maggiore sicurezza ed autostima, riuscirebbe indubbiamente ad aiutarti. A volte il coming out coincide con una storia affettiva importante o è da questa stimolato, incoraggiato e sostenuto. In ogni caso credo valga sempre la pena, e sia giusto – soprattutto nei confronti di se stessi -, accettarsi per quello che si è, partendo dal fare chiarezza interiormente. Vivere di un adattamento (la scelta di un rapporto di coppia eterosessuale) potrebbe alla lunga creare disagio e infelicità (se non una vera e propria forma di sofferenza psichica, quale la depressione) a te e al tuo partner, specie se non parlate di questo, se non vi dite cosa provate davvero l’uno per l’altra e non vi concedete la possibilità di scegliere tra il rimanere insieme o lo sperimentare invece l’alternativa di andare entrambi altrove.
Attenzione: quanto succede all’interno del vostro rapporto, il non dirsi come effettivamente state, è una responsabilità reciproca! Tu nascondi bene ciò che provi ed il tuo ragazzo, dal canto suo, probabilmente non vuol vedere come stanno le cose! Il rapporto tra due persone che fanno coppia è così intimo che le sensazioni di fondo si comunicano “a pelle”! Si può essere pronti o meno a volerle riconoscere e a dar loro un senso. Proteggersi vicendevolmente da paure ed angosce (tu e il tuo ragazzo lo state facendo) non è una colpa. Può essere solo un modo per bloccare la propria crescita psicologica. Comunicarsi le paure, le insicurezze e i dubbi è già un primo passo verso una direzione evolutiva.
Ti auguro di cuore di poter arrivare gradualmente a sentirti felice ed orgogliosa di essere ciò che sei e di incontrare le persone “giuste” sul tuo cammino.
Giuseppe Iaculo

di Giuseppe Iaculo

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