SPOSARSI DAVANTI A DIO

di

"Vorrei essere come gli altri anche in questo"

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Salve!

Volevo dirle innanzitutto che è un "grande". Per il semplice fatto che è una delle poche persone che ho conosciuto che non ci tratta con distacco.

Perchè io, una volta che trovo l’uomo giusto e lui trova me, ci amiamo, non ci possiamo sposare?

Beh, una risposta sarebbe "Se rispettate quello che dice il matrimonio, è come se foste sposati". Beh, non fa lo stesso. Vorrei tanto vivere come i miei amici. La mia compagnia frequenta la parrocchia, ed io con loro, ma… arriveremo ad un punto in cui loro potranno fare cose che io non farò! Vorrei giurare amore e fedeltà alla mia anima gemella, di fronte a Dio, di fronte alla comunità! Ma non posso!

Tempo fa ebbi una crisi proprio per questo! Mi staccai dalla Chiesa e dalle sue autorità. Per fortuna frequento una scuola salesiana, e mi sono riavvicinato in fretta. Ma questa cosa mi perseguita.

Confido in lei e in Dio!

Grazie 1000 x la pazienza e x l’ascolto!

Riccardo.

Caro Riccardo,

come potrei trattare con “distacco” persone come te? Sono proprio la vicinanza, il dialogo, l’ascolto, la partecipazione alle sofferenze, alle gioie e alle speranze delle persone che nei lunghi anni del mio ministero mi hanno permesso di convertirmi, di rinnovarmi in profondità, di ripensare la teologia e la morale, tutto il significato della fede.

1) E’ la compagnia (l’attacco non il distacco !!!) che cerco di vivere. Infatti io stesso ringrazio Dio ogni giorno perchè, come prete malvisto e sospettato, se non avessi potuto fruire della “compagnia” di tanti altri credenti … mi sarei scoraggiato e perso per la strada. Mi hanno “salvato” i marginali, le persone escluse, i preti mezzi eretici: lì ho trovato fede, coraggio, sostegno, compagnia, incoraggiamento.

2) Credo che le “leggi ecclesiastiche imposte dall’uomo”, come giustamente scrivi, “rimangono”. Penso che sia assolutamente inutile illuderci che tali leggi cambieranno in tempi brevi. La speranza evangelica che conta sulla forza trasformante e rinnovatrice dell’azione di Dio forse ci aiuta a privilegiare quel “lavoro dal basso” che sta fecondando tante aree delle chiese cristiane. Dio agisce in alto e in basso secondo la Sua totale libertà e la nostra altrettanto totale incapacità di prevedere. Ma se tu per celebrare il tuo-vostro amore aspetti l’autorizzazione della gerarchia …, forse aspetti qualche decennio.

I gay e le lesbiche credenti, cristiani cattolici, in questa fase, cioè oggi come oggi, possono celebrare la loro unione d’amore, almeno in Italia, soltanto in comunità o in spazi ecclesiali non ufficiali. E’ triste doverlo constatare, ma è così.

E’ altrettanto vero che io conosco almeno 15 comunità cristiane di base in cui questa celebrazione è assolutamente “ospitata” con estrema normalità. Ci vuole un salto di coscienza: sono veri spazi ecclesiali, profondamente ecumenici, anche quelli non ufficiali. La fede non si vive sempre (tanto meno esclusivamente) in quelli spazi, luoghi, istituzioni e modalità che hanno il riconoscimento e la benedizione delle gerarchie. Non si tratta di tagliare i ponti con la propria chiesa, ma di non identificarla con le sue istanze autoritarie e di vivere in tutta tranquillità una fede adulta che sa discernere e decidere dopo matura riflessione.

3) Senza questa libertà di coscienza che viene da una profonda fiducia in Dio, dalla pace con Lui, si resta dei “minorenni” nella chiesa, sempre bisognosi di un timbro, di un permesso, di un’autorizzazione, di una benedizione.

Quando viviamo semplici e sereni nella benedizione di Dio … e vediamo che la nostra chiesa “ufficiale” non ci permette di vivere dei “pezzi” consistenti della nostra vocazione cristiana, posiamo scegliere quegli spazi in cui realizzare questa “esigenza” umana ed evangelica. Proprio in questi giorni ho assistito ad una celebrazione di amore tra due preti gay. Il prete straniero che ha presieduto l’eucarestia mi ha edificato per la tranquillità con cui li ha esortati a rimanere nel loro ministero … Ho davvero ascoltato, pregato e imparato molto da questo esercizio della libertà evangelica.

4) Quando si compiono queste celebrazioni nulla avviene con l’intenzione di “andare contro la chiesa”. L’intenzione è ben altra: sono passi che vengono compiuti nella speranza che questi sentieri si aprano a tutta la chiesa affinchè essa diventi più accogliente verso le diverse realtà d’amore che costituiscono le pietre vive di questa casa che tu e io tanto amiamo.

Se sei in pace con Dio, se davvero vivi questo amore sotto il sorriso di Dio, perchè dovresti rinunciare al tuo-vostro sogno? Non è forse un dono che viene da Lui? Chi sulla terra ha il potere di rompere i sogni che scendono dal cielo e rendono caldi i nostri giorni?

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