STRATEGIA FAMILIARE

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Il padre "ritratto del più bigotto razzismo", la madre "fragile essenza di donna", e un rapporto freddo con la sorella. Come fare coming out? Una mamma dell'Agedo suggerisce...

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Ciao leo, è un po’ che meditavo di scriverti: mi sono reso conto della mia omosessualità da non molto, ma per quel che riguarda me stesso l’accettazione è avvenuta senza problemi, mi sono ritagliato i miei spazi per pensare e ho lasciato che le cose facessero il loro corso, dopo poco sono riuscito anche a dirlo alle prime persone, le più care ovvio, ma non sono già più solo. Il mio vero problema è la mia famiglia: siamo 4 in tutto, ho una sorella più grande che già lavora ma vive ancora in casa con noi, poi ci sono i miei genitori, lo scoglio più grande.
Da sempre all’interno dell’ambiente famigliare sono stato quello un po’ più difficile, sono l’idealista di casa e l’unico non afflitto da manie intolleranti, e questo da sempre; mio padre è il ritratto dell’incapacità di comunicare e del più bigotto razzismo (razziale e sessuale) e con lui i miei rapporti sono sempre stati molto particolari: lui ha molta stima di me e delle mie capacità ma non è capace di dimostrarmelo, e io d’altro canto gli ho sempre voluto un bene immenso nonostante la sua assenza nella mia vita. Mia madre é un guscio di fredda ostentazione che ricopre una fragile essenza di una donna un po’ costretta nel ruolo che le hanno assegnato, con lei c’è un rapporto fatto di grandi scontri e di una intesa tutta particolare fatta di sguardi e di pomeriggi in macchina in silenzio. Mia sorella è un po’ la meno estrema di casa, ma i miei rapporti con lei sono da un po’ di anni piuttosto freddi e distaccati.
Non riesco nemmeno a pensare di dirgli che sono gay, perchè per primo distruggerei i sogni di mio padre, le sue fantasticherie sul mio futuro che lui sogna roseo perchè dice “che io ho i numeri”, poi ucciderei mia madre e la sua idea di me, del suo bimbo piccolo e indifeso che le si abbraccia tutte le volte che la vede anche a quasi 20 anni. Ho paura di fargli vedere che il personaggio che mi sono ritagliato negli anni in questa casa ormai mi va stretto, e soprattutto non mi rispecchia più. Non so come comportarmi, non riesco proprio a trovare un modo e non so a chi chiedere consiglio se non a te.
Grazie per la pazienza nell’ascoltare il mio sfogo e grazie per tutte le risposte che sai darci!!!
Besos
Pop-artist

Caro Pop-artist,
devo dirti che trovo bellissima la descrizione che fai dei tuoi genitori, tale da rendere subito comprensibile la situazione in cui ti trovi nell’ambito familiare.
Ciò mi aiuta non poco nel darti qualche consiglio.
Come tanti ragazzi gay, anche tu hai avuto un percorso un po’ difficile, il che ti ha reso un ragazzo “difficile” agli occhi dei tuoi, cioè poco “coartabile”, più sensibile quindi più tollerante nei confronti degli altri e dei modi diversi di percepire la realtà, con i tuoi ideali che immagino molto nobili e ti hanno assicurato, nel tempo, la stima dei tuoi genitori ma hanno generato in essi – giustamente – grandi aspettative (che sicuramente tu sei in grado di soddisfare).
Però il fatto di riconoscersi omosessuale fa a pugni con i poveri principi, che tu definisci bigotti, di tuo padre e ti creerà non poche difficoltà, perché, per poter accettare questa realtà su di te, egli dovrà rivedere completamente, anzi rivoluzionare, il suo modo di concepire la vita.
E’ lui la persona che più mi preoccupa e si vedrà se e quando fare il coming-out con lui.
I rapporti con lui, per te, sono sicuramente molto importanti e non vorrei che la tua vita venisse sconvolta da una reazione precipitosa. Pensi che tuo padre sia stato assente, questo significa che occupa un posto fondamentale nella tua vita e sarà opportuno tenerne conto.
Sembra, dalle tue parole, che tua sorella non ti sia spiritualmente e affettivamente molto vicina, escluderei quindi di poter fare di lei una alleata nell’impresa che ti accingi a compiere, la sua posizione è ininfluente.
Non ti resta che tua madre..ma non devi assolutamente pensare che il tuo coming-out possa addirittura ucciderla! La farà soffrire, sicuramente, molto ma altrettanto sicuramente lei troverà la forza per superare le sue difficoltà. Noi mamme abbiamo tutte questa capacità.
Sei abituato ad avere con lei un rapporto dialettico; i pomeriggi che trascorri accanto a lei in silenzio secondo me sono un chiaro segnale della sua disponibilità nei tuoi confronti, mentre attende che tu ti confidi: con lei riuscirai a parlare.
Si annuncia un periodo difficile per entrambi, e dovrai prepararti. Sarà necessario del tempo perché possa accettare la tua diversità e modificare le sue aspettative nei tuoi confronti (famiglia, nipotini..). Dovrai essere pronto a rispondere alle sue domande in modo esauriente, guidarla attraverso le tue esperienze, perché possa capire e capirti. Inoltre dovrai fare in modo che non si colpevolizzi per la tua situazione, questa è una cosa fondamentale.
Sarebbe meglio se tu potessi metterti in contatto con un genitore Agedo, se vi è una delle nostre sedi nel luogo in cui risiedi (consulta accuratamente il nostro sito www.gay.it/agedo). Egli potrà accompagnarti e sorreggerti nel delicato periodo preparatorio ed, eventualmente, aiutare tua madre dopo il tuo coming-out.
Se ciò non ti sarà possibile, ricorda di seguire delle regole ben precise, scegliendo il momento più adatto, quando cioè l’atmosfera familiare è serena, i tuoi studi o il tuo lavoro ben avviati e non ci sono in vista grossi problemi.
Non preoccuparti molto per la reazione iniziale, ma cerca di essere pronto e sicuro di te stesso: ce la farai, come tanti altri ragazzi che hanno vissuto la tua stessa esperienza.
Molti, molti auguri da una mamma Agedo.

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di AGEDO

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