SU RAI3 IL BIG BROTHER AIDS

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Un film-documentario sull'importanza della comunicazione per la lotta all'Aids in Africa, risponde ad Annan che chiede alle tv di tutto il mondo un impegno straordinario per combattere l'epidemia.

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ROMA – Un film-documentario sull’importanza della comunicazione per la lotta all’Aids in Africa. Cosi’ Raitre e Amref, rispondono all’appello lanciato dal segretario generale dell’Onu Kofi Annan, che nel gennaio scorso chiese alle televisioni di tutto il mondo un impegno straordinario per combattere l’epidemia. “Big Brother Aids“, e’ il lungometraggio firmato da Giulio Cederna e Paolo Novelli, che andra’ in onda domenica 22 febbraio in seconda serata. Il documento e’ stato girato interamente in Uganda, il piu’ giovane paese al mondo in cui l’Aids e’ la prima causa di morte per la popolazione tra i 15 e i 49 anni di eta’. Nello Stato africano, sono ad oggi oltre un milione di sieropositivi, 2 milioni i bambini resi orfani dall’epidemia. “Il ruolo di chi fa comunicazione – ha spiegato il direttore di Raitre Paolo Ruffini in una conferenza stampa – e’ di cercare di risolvere i problemi e non solo di raccontarli. Con questo documentario vogliamo restituire un significato alle parole e un contenuto alle immagini”.
Gli autori del film hanno raccontato un aneddoto della loro permanenza in Uganda, dove nel periodo della lavorazione, andava in onda il Grande Fratello africano. “Di giorno cercavamo e inseguivamo i nostri personaggi in citta’ – spiegano – la sera registravamo cio’ che accadeva nella casa di Big Brother Africa, appassionati dalla love story tra due concorrenti. Riferendosi alla trasmissione, i giornali e le radio locali parlavano di preservativi e di Aids. Il grande Fratello, cosi’, cominciava a parlare di Aids“.
Le riprese di Big Brother Aids sono state realizzate tutte a Kampala nel mese di agosto 2003 e buona parte del film e’ ambientato nella baraccopoli di Makerere 3, una delle piu’ povere della capitale ugandese. Nel documentario la lotta all’epidemia viene ripercorsa attraverso le testimonianze di alcuni personaggi, tra cui Henry, giovane sieropositivo divenuto protagonista delle campagne di prevenzione, Mama Joyce, capoprogetto Amres a Makerere, e Sanyu Nikinzi, conduttrice di un programma radiofonico dedicato alla prevenzione della malattia e sorella di uno dei protagonista del Grande Fratello africano.

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