TERAPIA HIV: CHE C’È DI NUOVO?

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Una delle più promettenti frontiere della sperimentazione riguarda gli inibitori dell'entrata, che impedirebbero al virus dell'Aids di attaccare le cellule del nostro sistema.

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Con un numero sempre maggiore di farmaci anti-Hiv a disposizione, la sfida per gli studiosi che elaborano nuove terapie è di rendere migliori le opzioni terapeutiche attualmente disponibili. Perciò, mentre la speranza è che le medicine del futuro siano facili da prendere e abbiano pochi effetti collaterali, un terzo obiettivo è che esse siano attive contro l’Hiv che abbia sviluppato resistenze ai farmaci esistenti.

L’Hiv può mutare per sfuggire agli effetti dei medicinali prescritti per combatterlo: si tratta di un fenomeno chiamato “resistenza”. Sviluppare resistenze a un certo farmaco anti-Hiv può voler dire che terapie simili all’interno della stessa classe di farmaci probabilmente non funzioneranno bene contro quel tipo di virus. Una delle risposte a questo problema è trovare nuove classi di farmaci o trattamenti contro cui il virus non abbia ancora sviluppato una difesa.

I principali candidati in questo campo sono un gruppo di farmaci Hiv chiamati inibitori dell’entrata, così chiamati perché hanno lo scopo di fermare l’Hiv prima che entri nelle cellule del sistema immunitario dell’uomo. Impedendo al virus di attaccarsi alle molecole che si trovano sul rivestimento delle nostre cellule immunitarie, gli inibitori dell’entrata dovrebbero proteggere queste stesse cellule dalla distruzione che ne verrebbe se l’Hiv riuscisse a impossessarsi di loro per creare nuove copie di se stesso.

Le molecole cui mirano gli inibitori dell’entrata sono state identificate nel 1996 dai ricercatori nordamericani. Circa otto anni dopo, alcuni inibitori dell’entrata sono in fase di sviluppo clinico. Se questo dovesse continuare a svilupparsi con successo, potrebbero ancora volerci parecchi anni perché questi nuovi farmaci siano disponibili nei reparti ospedalieri.

Lo sviluppo di farmaci è un processo complesso. Anche se le procedure di approvazione dei farmaci anti Hiv sono più rapide rispetto a quelle usuali in molti paesi occidentali, portare un nuovo composto chimico dalle prime indagini in laboratorio attraverso i vari stadi della sperimentazione sull’uomo che servono a valutare la sua efficacia e sicurezza, richiede normalmente parecchi anni. Per ogni farmaco che raggiunge gli scaffali della farmacia, molte più scelte promettenti cadono durante la sperimentazione clinica. Solo nell’ultimo anno, la ricerca in almeno tre trattamenti sperimentali contro l’Hiv è stata interrotta.

Mentre aspettiamo per nuovi farmaci Hiv nel futuro, i medici restano impegnati con le attuali possibilità di terapia già sperimentate e sicure. Evitare che lo sviluppo di resistenze a qualche farmaco limiti le opzioni terapeutiche, resta il modo migliore per assicurarsi che il trattamento Hiv continui a funzionare e a proteggere la salute a lungo. Scegliere dei medicinali che meglio si adattano allo stile di vita di ciascuno, rivederli regolarmente con il medico alla luce delle nuove ricerche, e sviluppare le proprie tecniche personali per assicurarsi di prendere sempre le dosi di terapia previste, sono tutte strategie efficaci per evitare le resistenze ai farmaci Hiv.

Trad. di Giulio Maria Corbelli, da un articolo di Gay.com UK sponsorizzato da GlaxoSmithKline UK Limited.
L’articolo è apparso all’interno di unite, un programma di GlaxoSmithKline per aiutare le persone che vivono con l’Hiv a mantenere il loro stato di salute e benessere a lungo.
I consigli dati in questo sito sono guide generali e potrebbero non applicarsi specificatamente al tuo caso. Perciò non devono sostituirsi alla discussione con il tuo medico.

di Gay.com UK

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