TRIONFO DI COLORI E POLVERE BIANCA

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Il mirtillo tra gli antiossidanti biologici. Dalla Francia, un nuovo vaccino anti-cocaina.

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Non ce ne siamo ancora accorte ma il XXI è per la scienza dell"alimentazione il secolo degli antiossidanti biologici elargiti soprattutto dagli alimenti di natura biologica, che in pochi casi rivestono un ruolo nutrizionale ma che sempre sono dotati di funzioni protettive. Infatti, riducono i rischi tumorali e infartuali e attivano le difese corporee. Il tema è certamente complesso perché, a differenza delle vitamine, gli antiossidanti si contano a migliaia e alcune vitamine e protovitamine(caroteni, vitamine C e E, ecc..) appartengono a entrambe le categorie.

E" il trionfo dei colori: foglie, fiori, frutti, cioè di quei pigmenti vegetali che abbiamo sempre considerato come un vezzo della natura, e che ora risultano essere ottimi alleati della nostra salute. Pigmenti gialli, arancione, azzurri, perfino bianchi(la cipolla), bruni, neri come le more, di rovo o di gelso, i mirtilli, il ribes, le susine e l"uva da cui si ricava il vino rosso ricco resveratrolo, un antiossidante che attira il massimo interesse. A chi non è concesso il vino è consigliato di masticare bene le bucce degli acini per assorbire lentamente le sostanze che contengono. Negli altri frutti di cui sopra abbondano le antocianine, che sono sorelle del resveratrolo.

Come hanno dichiarato Gary Aston-Johnes e Jonathan Druhan dell"Università della Pennsylvania:" Il BP 897 potrebbe rappresentare un nuovo potente strumento nella lotta alla dipendenza da cocaina". Anche se occorrerà verificarne la reale efficacia nell"uomo, dato che i neuroni umani, a differenza di quelli dei ratti, sembrano contenere pochi recettori D3, i ricercatori sembrano essere ottimisti. Il farmaco siglato BP 897 è il risultato di uno studio condotto all"Unité de Neurobiologie et Pharmacologie Molécoulaire di Parigi, secondo il quale sarebbe in grado di ridurre la richiesta fisiologica di cocaina, una delle cause principali della tossicodipendenza.

Il fenomeno della dipendenza sembra correlato in gran parte alla stimolazione di specifici recettori localizzati sulle cellule cerebrali. Sostanze come la cocaina determinano l"accumulo nel cervello di dopammina, un messaggero chimico importante per diverse funzioni vitali. Tra le altre attività stimola i recettori D3 sulla superficie delle cellule nervose: si pensa che proprio questa stimolazione sia responsabile dell"esigenza di cocaina da parte dell"organismo.

di Elle

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