UN’EREZIONE SOSPETTA

di

"Pratico massaggi ad amici. Un mio collega ogni volta che lo massaggio, è eccitato. Lo devo considerare normale o posso tentare un approccio?". La risposta - divertita -...

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Caro Leo,
leggo sempre la tua rubrica con interesse e apprezzo le tue risposte esaurienti. Vorrei anche io esporti un mio problema e sapere la tua opinione in merito.
Premetto che riesco abbastanza bene nell’arte del massaggio ed è per questo che alcuni amici di tanto in tanto mi chiedono di massaggiarli per alleviare loro stress e tensione; lo faccio volentieri per amicizia, senza nessun altro fine. Tuttavia c’è un amico, collega di lavoro, 45 anni ben portati, eterosessuale, sposato felicemente, che conosco da un bel po’ di anni ma a cui non ho mai detto di essere gay. Da più di un anno, con cadenza mensile, gli faccio un massaggio, e la cosa che mi stupisce è che oltre ad avere l’erezione, “si bagna” anche un po’. Non ho mai sfiorato neppure con un dito il suo pene per paura di una sua reazione negativa. Secondo te, può essere normale questa sua erezione (io credo che si rilassi cosi tanto e che stia talmente bene da avere come effetto questa erezione) oppure devo scorgere un piacere diverso? Lui parla sempre e solo di donne però noto che quando si spoglia per il massaggio (si mette nudo) lui è già in erezione.
Sono molto attratto da lui sessualmente, ma non ho mai provato a sfiorarlo lì perchè temo di rovinare una bella amicizia e di creare imbarazzi successivi. Ti chiedo: puo’ quindi essere normale questa sua erezione? Dovrei andare oltre il massaggio oppure lasciare le cose come stanno senza rischi di rovinare il tutto?
Grazie per la risposta.
Chicchettino, 31 anni

Intanto grazie per l’interesse costante che mostri per LEO, come costante è il massaggiatore che è in te. Ti premetto che, questa mia risposta, sarà un po’ orietata a darti suggerimenti utilizzando leggerezza e spontaneità, un po’ proprio come il titolo di un mio ultimo gruppo sul benessere e la salute (www.aiutogay.it/21febb04.htm).
Tu hai 31 anni e hai accettato (e credo vivi) la tua diversità… la tua omosessualità (a volte mi è così difficile scrivere questo termine non mi sembra mai esaustivo di quello che è poi la persona). In questo andirivieni di massaggi, ma anche dalla consapevolezza che esprimi sul fatto che provi un certo interesse per questo bel 45enne, mi sembra di cogliere nel tuo comportamento e modo di pensare degli aspetti adolescenziali che spesso potrebbero rallentare l’approccio concreto verso una piena sessualità, ma non per questo, avulsa da quella trepidazione che si rinnovano mensilmente sotto le tue … mani.
Sei molto attratto, dici, ma temi anche che tentare un approccio possa rovinare l’amicizia e creare imbarazzi successivi. Questo rischio c’è… tuttavia, i segnali che ricevi e noti, lo farebbero pensare… Rifletto, mentre scrivo, sul fatto che un massaggio di solito è non verbale, espresso attaverso contatti e cinestesie varie che spesso rendono superflua e inopportuna la conversazione, la componente verbale. Rifletto anche sul fatto che per quanto lo definisci un amico, lui però ancora non ha avuto il piacere di essere informato sulle tue preferenze sessuali.
Fino a che punto, mi chiedo, lo consideri amico?
Ma veniamo alle domande più specifiche che fai:
la prima riguarda la “normalità” della sua eccitazione peniena. Mi è anche qui ostico definire ciò che è normale da quello che non lo è! (Sarà perché sento ancora il peso dell’anormalità attribuitami!) Dunque, se il suo corpo prova quella tipica eccitazione detta anche turgore del fallo, mi è facile immaginare che una componente erotica in lui ci sia ma, se è proprio lui a non riconoscerla come tale e la considera solo, per esempio, un riflesso fisiologico “normale” sarà duro per te “sfiorarlo” come vorresti, a meno che non si giochi al “dottore e paziente”, piuttosto che alla “filippina massaggiatrice”! A parte le battute, – mi chiedo poi se in una rubrica seria come questa io possa permettermelo, infatti, leggendo altri colleghi che scrivono qui così attenti, meticolosamente e professionalmente precisi, mi sento un po’ in un disagio-divertito a scherzare sulle domande-problemi che qui poni – mi viene di utilizzare questa mia configurazione mentale di questo momento per darti un suggerimento-domanda: sfiorarlo (sia tattilmente sia verbalmente) quasi per scherzo, tra il serio e il faceto, potrebbe essere un approccio praticabile per chiarire se la cosa può avere risvolti piacevoli? Rimane sempre e comunque il rischio, sia in un modo sia nell’altro che l’instaurarsi di una relazione diversa, si concretizzi e, allora, pensi possa solo evolversi nel peggiore dei modi? Non potrebbe essere che migliori l’intimità e l’amicizia stessa? Ora sono tentato di scriverti su un mio aneddoto e mi chiedo, potrebbe aiutarti? Comunque eccoltelo: con un mio amico eterosessuale, diversi (sigh!) anni fa, eravamo in un momento rilassato su letto a chiacchierare, quando si permise di “sfiorarmi” eroticamente, io titubante ed incredulo mi ritirai convinto scherzasse, invece mi disse serio….. “a me va” e così la cosa poi durò fittamente più di un anno; ora, dopo che ne sono trascorsi circa 15 posso fare un calcolo medio di 1 rapporto ogni tre anni (pochino per una Relazione con la R maiuscola) ma è a tutt’oggi il mio Amico etero più intimo, con la A maiuscola!
Se mi chiedi un’opinione… tradotta così credo che, se lasci le cose come stanno potrebbe andare bene, se a te non reca disagio – ma non si vive di solo disagio o di briciole di piacere! – se, invece, vai oltre e rischi in qualche modo, allora il detto “CHI NON RISICA NON ROSICA” è tutto da verificare.
Un saluto e buon divertimento!
Maurizio Palomba, psicologo, Roma

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