UN GAY NEGLI SCOUT

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Se un gay fa l'istruttore negli Scout.

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Salve!

Sono un giovane ragazzo cattolico e omosessuale che sta vivendo un grande conflitto interiore. Già è stato veramente difficile per me conciliare questi due aspetti così diversi e contraddittori, e ancora non posso dire di essere arrivato ad una serena conciliazione tra il mio credo religioso e la mia indole sessuale. Ma il discorso non è propriamente questo: il fatto è che sono un educatore scout, un capo per l’esattezza, e qui nascono i problemi! Nessuno all’interno del mio gruppo sa della mia situazione, tanto meno il capo gruppo o l’assistente spirituale. Le mie paure sono diverse:

· Innanzi tutto un problema di coerenza: con quale coraggio io omosessuale faccio parte di un’associazione cattolica che per di più si occupa dell’educazione dei ragazzi?

· La paura di passare inconsciamente ai ragazzi delle mie idee personali attraverso i miei discorsi, comportamenti o atteggiamenti; anche se tengo a precisare che non affronto mai certi argomenti con loro, e comunque in ambito scout riporto solo il pensiero del vangelo e della chiesa; tanto meno assumo atteggiamenti ambigui, ma che so… magari senza accorgermene?

· L’idea che se venisse fuori la mia situazione il gruppo sarebbe praticamente rovinato: quale genitore manderebbe i propri figli adolescenti in un gruppo tra i cui capi c’è un omosessuale?

· E altro ancora…:

Poco tempo fa il colpo di grazia: in una riunione il nostro assistente spirituale ci ha riportato un fatto accaduto in un altro gruppo scout: due capi divorziano dai loro rispettivi matrimoni e si sposano in comune insieme. A quel punto il loro assistente spirituale li costringe ad abbandonare lo scoutismo perché come persone divorziate non possono assumere ruoli da educatori cattolici: avendo loro commesso un grave peccato evidentemente non possono essere d’esempio per i ragazzi che dovrebbero formare. Il nostro assistente condivideva a pieno la decisione di quel sacerdote. Questo mi ha fatto pensare che se io gli parlassi di me la sua reazione sarebbe la stessa. E forse è per questo che ho paura di confidargli la mia situazione;

Sarei davvero felice di avere una vostra opinione, se possibile anche quella di un sacerdote, magari vicino alla realtà scout.

Vi ringrazio sin d’ora!

Un capo scout

Caro amico,

che tu riesca o no a continuare la tua esperienza di capo scout (come io ti auguro di cuore) è certamente molto importante per te. Eppure, lasciamelo ancora ripertere una volta, la questione fondamentale è che tu riesca a vivere con vera pace interiore il fatto di essere omosessuale e di essere cristiano.

Queste due realtà in te possono coesistere felicemente e fecondamente, anche se talune “culture” laiche ed ecclesiastiche non cessano di tormentare le coscienze con le loro dogmatiche ufficiciali, ossessive, sessuofobiche.

Troppe persone fanno ancora dipendere la loro pace dal parere della gerarchia, come se essa fosse “la chiesa” o adirittura la eco o l’interprete della voce di Dio. La chiesa è ben altro dalla gerarchia e Dio è ancora “altro” dalle chiese. Sentiti ben accolto da Lui, vivi con Lui un dialogo affettuoso, riposa tra le Sue braccia.

Tu non sei un “pezzo” sbagliato della Sua creazione. Milioni e milioni di gay e lesbiche credenti finalmente si vivono il loro amore tranquillamente.

Pensa che gioia ho avuto poche settimane fa. Ho partecipato come prete alla “celebrazione della loro unione d’amore” di due donne lesbiche che ho accompagnato per lungo tempo verso questo loro sogno e questa loro scelta. Molti teologi e teologhe si muovono in questa prospettiva.

Veniamo ora al fatto che sei capo scout ed educatore. In sé la cosa non sarebbe per nulla problematica. Forse che tu come qualunque altra persona, non hai il diritto di viverti la tua identità? Io conosco degli omosesuali che sono ottimi educatori. La coerenza non sta nell’allinearsi, nell’uniformarsi alle maggioranze o alle consuetidini, ma nel coraggio di essere noi stessi, di esprimere i nostri pensieri, di vivere con responsabilità i nostri impegni e le nostre relazioni. Perché hai paura di passare ai ragazzi le tue idee personali? Non sono tanto valide come quelle di un eterosessuale? Sei forse un essere inferiore? Tu mi sembri una persona molto sensibile e per nulla banale e puoi rappresentare, con la tua esperienza, una sensibilità nuova in certi ambienti, un vero ampliamento d’orizzonte, una rottura salutare di clichés rigidi.

Ma… non vivo tra le nuvole. So bene che, proprio da certi ambienti vengono i problemi, le censure, le emarginazioni. Conosco però ambienti scout molto aperti su questi terreni. Sarei bugiardo se ti dicessi che sarà facile per te manifestarti ed essere davvero “accettato” per quello che sei.

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