UNA RELAZIONE ESCLUSIVA

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Dopo un matrimonio, una giovane ragazza trova la donna della sua vita. Ma a lei restano pochi mesi di vita. Intanto la giovane sente il desiderio di conoscere...

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Sono una ragazza di 22 anni un po’ confusa. Ho trascorso la mia adolescenza attanagliata da una depressione profonda, che cercavo di gestire tagliandomi e isolandomi nella mia stanza con solo i libri e la musica come amici. Ciò nonostante a scuola andavo molto bene e all’apparenza non avevo problemi, al massimo ero considerata un po’ “strana”. Durante gli anni delle superiori ho avuto un paio di storie con dei ragazzi ma niente di veramente importante, tanto più che proiettavo le fantasie erotiche sulla mia migliore amica, che sognavo spesso di baciare. Ero molto attratta dalle donne, molto più che dagli uomini, ma per anni è rimasta solo una curiosità.
Finite le superiori, ho iniziato l’università. Ho conosciuto un ragazzo fantastico, con cui avevo un’enorme affinità psicologica ed emotiva (di carattere eravamo simili, anche lui aveva un passato tormentoso, conosceva la depressione ed il dolore, ed avevamo tantissimi gusti ed interessi in comune). Mi sono messa con lui nonostante non provassi attrazione fisica, dopo 2 mesi abbiamo lasciato l’università per andare a vivere insieme, dopo un anno ci siamo sposati. E’ stata una storia d’amore bellissima, ero davvero innamorata e ci siamo giurati amore eterno, ma la mia attrazione per le donne era sempre più forte.
Con lui il sesso non era male ma sentivo sempre che mi “mancava” qualcosa e non riuscivo a lasciarmi andare del tutto, conservavo molte inibizioni. L’amore era più forte e pensavo che il fatto che non ci fosse attrazione, da parte mia, fosse poco importante. Eravamo inseparabili finchè lui per lavoro è dovuto andare all’estero per due settimane, a gennaio 2003. Era la prima volta che stavamo lontani più di un giorno, ma durante la sua assenza ho approfondito la conoscenza di una mia collega di lavoro, e dopo poche uscite lei mi ha rivelato di essere lesbica e innamorata follemente di me dal primo momento. I miei istinti si sono risvegliati! Ho provato a baciarla per vedere se mi piaceva, se ero omosessuale. Mi è piaciuto così tanto che abbiamo iniziato una storia. Quando mio marito è tornato gli ho parlato dei miei dubbi ed entrambi mi hanno messo di fronte ad una scelta: ho scelto lei. Mi sono separata e sono andata a vivere con lei dopo solo un mese.
Stiamo insieme da un anno ormai, è una storia bellissima e finalmente c’è anche quell’intesa sessuale che con mio marito mancava. Mi sento finalmente nella mia dimensione ideale, ho capito definitivamente di essere lesbica. Con lei il sesso è sempre stato fantastico, libero, senza inibizioni, sfrenato. All’inizio abbiamo avuto qualche problema a causa di alcuni aspetti del suo carattere, lei ha avuto un’infanzia di violenze e non poteva fare a meno di ergere un muro nei confronti di tutti, ma insieme abbiamo superato anche questo. I suoi genitori quando anni prima avevano saputo della sua omosessualità l’avevano picchiata a sangue e buttata fuori di casa, ora sembra abbiano accettato la nostra storia e ci hanno anche ospitato a casa loro in alcune occasioni. I miei l’hanno presa benissimo, così come gli amici e i colleghi di lavoro (abbiamo entrambe cambiato lavoro nel frattempo), e io non ho avuto problemi di alcun tipo ad accettare la mia identità sessuale, anzi mi sento finalmente in pace con me stessa.
Qual è il problema allora?
A lei qualche mese fa è stato diagnosticato un tumore ormai giunto ad uno stadio incurabile. Le hanno dato pochi mesi di vita. Questo è fonte per entrambe di angoscia, e la vecchia depressione è tornata a galla.
Inoltre ho spesso sensi di colpa perchè nonostante la nostra storia vada benissimo, a volte ho desiderio di vivere qualche avventura. Ho vissuto due storie importanti, ma sento come di avere “saltato una fase”, di essermi “sistemata” troppo presto… Vorrei provare il gusto di corteggiare io una ragazza, frequentare qualche locale gay, provare la conquista ed il sesso con una sconosciuta. Non mi manca niente, ma a volte questi desideri sono molto forti. So che non farò nulla perchè non voglio rovinare una storia che per me è molto importante, ma sento anche a volte di stare un po’ perdendo la mia giovinezza. Ultimamente il mio desiderio quando faccio l’amore con lei è un po’ calato e mi capita di perdere l’eccitazione da un momento all’altro, durante il rapporto, senza alcun motivo.
Dimenticavo, il nostro è un rapporto molto chiuso, nel senso che non sono ammesse intrusioni dall’esterno. A parte sul posto di lavoro, trascorro con lei il resto del tempo della giornata. I vecchi amici li ho persi perchè erano nella compagnia di mio marito, e in ogni caso non potrei averne perchè lei non li ammette a causa della sua gelosia. Non crede nell’amicizia ma questo non vuol dire che non ci creda io! A volte sento la mancanza di qualcuno con cui parlare. Lei non mi impedisce nulla ma le pochissime volte che ho visto un’amica/o io e lei abbiamo finito per litigare o non rivolgerci più parola per giorni, perchè lei mi faceva delle scenate assurde. Questa “reclusione forzata” a volte accentua il mio desiderio di avventura, che provo nonostante il mio amore per lei sia profondo. Cosa devo fare?
Inoltre mi chiedo se è casuale la mia “scelta” dei partner: sia lei che mio marito sono persone con un passato doloroso, persone tormentate in un modo o nell’altro… Nessuno dei due è una gran bellezza fisica, ma a me non è mai importato molto. So che volendo potrei avere molte storie dato che tutti mi considerano una bella ragazza e ricevo spesso avances sia da uomini che da donne, ma allora perchè tra tutte le persone che mi hanno corteggiata ho scelto proprio loro, senza esitazioni?
Scusa la prolissità.
Forlorn

Cara Forlon,
senza dubbio la tua storia d’amore è in un momento molto delicato. Se non ci fosse la diagnosi di tumore “ormai giunto a uno stadio incurabile” certamente le mie parole sarebbero molto diverse. Credo che se alla tua compagna rimane così poco da vivere, è inutile crearle uno stress stravolgendo o modificando la vostra relazione.
Le relazioni lesbiche sono spesso disfunzionali per quanto riguarda la “chiusura” verso l’esterno, si tratta di rapporti chiusi, centripeti, totalizzanti specialmente nella fase iniziale (luna di miele). C’è poi una totale identificazione delle partner (tendenza alla “fusione”, all’annullamento dei confini interpersonali, alla dipendenza), ma a lungo andare, l’intimità può diventare insopportabile a causa della sensazione di “soffocamento”. Questo tipo di legami possono portare a quella che viene chiamata la “morte del letto”. Molte coppie entrano in crisi proprio poco dopo la “luna di miele”.
Una buona relazione di coppia per potere durare deve essere, invece, composta da tre momenti:
– momento della separazione. In cui i due partners sono individui concentrati su se stessi. Ognuno ha i suoi hobbies, i suoi amici, i suoi sport, le sue attività, i suoi interessi, ecc.
– momento del contatto. I partners portano le nuove esperienze e le nuove conoscenze che hanno fatto nel momento della separazione all’interno della loro relazione, per arricchirla.
– momento della fusione. Quando ci si sente amati e accettati dal partner per quello che realmente si è.
Tutti e tre questi momenti sono fondamentali per la riuscita di un rapporto di coppia.
Nella lingua giapponese esiste una parola AMAE che indica un’emozione precisa. Amae è per i giapponesi un’emozione più forte dell’amore, si intendono quei sentimenti che noi proviamo quando amiamo qualcuno e ci sentiamo totalmente accettati per quello che siamo perché nessuno ci vuole cambiare. L’amae è un altro elemento prezioso sia per le coppie eterosessuali che per quelle omosessuali.
Capisco la tua necessità e il tuo desiderio di evasione, ma in questo momento io credo che, te lo ripeto, sia inutile creare stress alla tua compagna. La vostra relazione è stata così per tanto tempo, non ritengo che sia opportuno modificarla per questi pochi mesi. Perché non provi a iscriverti ad una lista lesbica, come ALI (www.a-l-i.biz/acchiappa.php) così potresti parlare con delle persone in modo virtuale, appagare in parte il tuo desiderio di evasione e non ingelosire troppo la tua compagna. Se deciderai poi di incontrare delle persone è importante che tu lo faccia in un modo delicato e protettivo e segreto.
Ti conosco troppo poco per poter dire perché tu hai scelto il tuo ex marito e la tua attuale compagna, alle volte però le persone con un passato doloroso sono più sensibili di altre e hanno una spiritualità più profonda e diversa, magari è proprio questo che ti ha potuto attrarre.
Scrivimi, fammi avere tue notizie tra un po’ di tempo.
Antonella Montano

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