VACCINO: MOLTI I VOLONTARI

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"Sono centinaia gli italiani che vogliono prendere parte alla sperimentazione". Lo annuncia la stessa Barbara Ensoli, che ha curato le ricerche sul vaccino anti-Aids basato sulla proteina Tat.

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ROMA – “Sono centinaia gli italiani che vogliono prendere parte alla sperimentazione del vaccino e che telefonano al numero verde. Molti sono i sieropositivi e molti i sani. Tutti vengono sottoposti ad un questionario. Nei prossimi giorni intensificheremo il numero verde dell’Istituto Superiore di Sanita’ 800861061”. Parla Barbara Ensoli, la studiosa che coordina le ricerche sul vaccino, al Congresso Nazionale dell’Anlaids che si e’ concluso ieri a Roma. Un altro annuncio importante dal Congresso: il professor J.A. Levy dell’Universita’ della California ha detto che il potenziamento di cellule naturali presenti in tutte le persone ci salvera’ dall’Aids. Alcune di queste sostanze sono gia’ disponibili.
Barbara Ensoli sul telefono verde non aggiunge di piu’. Ma al Congresso, negli ambienti degli osservatori sieropositivi, si diffonde la notizia che sono gia’ 70 le persone, in gran parte sieropositive, che dopo il colloquio con gli esperti del telefono verde hanno confermato la loro intenzione a voler partecipare alla sperimentazione ed hanno ricevuto un codice che consentira’ loro nei prossimi giorni ad accedere ad un colloquio diretto.
Dall’Anlaids della Lombardia si apprende che due persone sane hanno comunicato la loro intenzione di partecipare alla sperimentazione del vaccino. Si tratta di una infermiera di Milano che ha chiaramente detto di voler contribuire al progresso della Scienza e di un giovane residente nell’hinterland del capoluogo lombardo, che ha dichiarato che il suo gesto vuole rappresentare un omaggio alla memoria di un amico morto di Aids. Barbara Ensoli ha annunciato che l’Italia coordina gli studi di una serie di vaccini.
A gennaio l’avvio della sperimentazione di uno a livello europeo. Protagonisti, oltre all’Italia, Svezia, Finlandia, Francia, Germania, Inghilterra e Sud Africa. E ora la notizia clamorosa di Levy. In tutti gli individui ci sono cellule naturali del sistema immunitario che coordinano le altre cellule: queste cellule guida ci salvano dalle infezioni. In alcuni, queste cellule difensive sono piu’ numerose e piu’ potenti, in altri meno numerose e meno potenti. Questo spiega perche’ individui colpiti dall’Aids muoiono prima ed altri riescono a sopravvivere per molti anni. La strada da percorrere e’ quella di continuare ad assumere i tradizionali farmaci ma anche di potenziare queste cellule difensive naturali presenti in tutti gli individui con sostanze molto potenti. Due sono gia’ disponibili e sono l’interferon alfa 2 peghilon e interleuchina 2.
Si e’ parlato di Scienza al Congresso dell’Anlaids. Ma non sono mancate le denunce. Indubbiamente, la Ricerca procede ma lo stigma rimane nei confronti dei sieropositivi e dei malati che, in molti casi, continuano ad essere emarginati.
L’Anlaids si e’ sempre distinta nella difesa dei diritti dei piu’ deboli non solo di quelli colpiti dal virus.
Fra i deboli ci sono gli immigrati. A questo proposito, dal Congresso e’ partita una forte denuncia nei confronti di un sistema burocratico e amministrativo che gestisce l’accesso ai servizi sanitari e sociali degli immigrati in regola con il permesso di soggiorno. Questi servizi riguardano l’assistenza sanitaria per tutte le malattie e per la prevenzione. “Solo il 50 per cento di questi stranieri – dicono Fiore Crespi e Maria Adelaide Ghenzer, vice presidenti dell’Anlaids – usufruisce di tali servizi. Il dato emerge da uno studio della Caritas, presentato in una sessione del Congresso. L’accesso degli immigrati ai servizi sanitari e sociali e’ reso molto difficile dalla lunghezza delle pratiche burocratiche. Si arriva al punto di dover fare una fila di otto ore, il che impedisce all’immigrato di andare a lavoro e quindi di ricevere la paga. L’Anlaids annuncia che si dedichera’ con un particolare impegno, in un discorso corale con tutte le espressione dell’associazionismo, nel sostegno delle politiche sanitarie e sociali destinate agli immigrati”.
In chiusura del Congresso il professor Fernando Aiuti ha tracciato un bilancio. Ha detto che, ancora una volta, il Congresso dell’Anlaids e’ servito a fare il punto sugli studi a meta’ strada fra due Congressi mondiali, quello di Barcellona di luglio 2002 e quello a Bangkok del 2004. Il Congresso dell’Anlaids ha dimostrato che la Ricerca italiana sta procedendo con grande impegno e l’Anlaids, con il suo Congresso, ne fa una giusta cassa di risonanza. L’esempio piu’ importante e’ quello del vaccino ma molta attenzione il mondo scientifico lo ripone anche su altri studi come quello della protezione della donna in gravidanza.

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