VALZER MALANDRINO

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Da Berlino il nuovo trend: no alla disco, si al liscio

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BERLINO. Si chiama "cafè fatal" ed è il party preferito delle lesbiche e dei gay berlinesi. Recentemente ha anche vinto un premio. Il nome malizioso non farebbe mai indovinare quello che vi succede. È nell’SO36, uno dei locali più alternativi di Berlino, il nome deriva della suddivisione in settori della città in cui una parte di Kreuzberg era appunto il Sud Est (Ost) 36. Si entra dall’ingresso lungo e buio e si arriva alla grande sala famosa per i party metallari, rockettari, insomma alternativi che di più non si può e già la luce fa capire che si tratta di qualcosa di diverso, non c’è la tipica aria cupa e misteriosa da discoteca, ma un’atmosfera quasi a giorno, molto colorata, ma decisamente chiara.

Una musica dolce ricorda tempi passati e sulla pista volteggiano sfarfalleggiando coppie gay e lesbiche, bi, etero o chi lo sa che cosa, ma chi se ne frega, tanto anche se il party è omosessuale ci può venire chiunque, insomma volteggiano impegnatissime in un valzer, sì proprio un valzer! E la cosa più buffa è che subito – almeno un italiano – penserebbe di trovarsi di fronte a un ritrovo della terza età, insomma di quelli che un tempo, molto tempo fa, dovevano imparare a ballare per invitare la propria dama alla festa di paese, e invece no: non ci si crederebbe, ma uno si chiede quante e quanti abbiano appena superato l’esame di maturità. Uno stormo di "giovanotti" e "giovanotte" si invitano a ballare a vicenda e si tuffano in un mare di Fox-Trott, Valzer, Polka, Cha-cha-cha, Rumba, Tango e Salsa e si divertono da matti piroettando sulle note e soprattutto sulle parole malinconiche e sensuali o anche allegre e festaiole che hanno fatto vibrare i cuori dei loro nonni.

C’è da chiedersi naturalmente cosa stia succedendo. Si tratta forse di una svolta conservatrice dopo la rottura dei modelli borghesi e l’affermazione della libertà del corpo e dopo la rivoluzione e la protesta del rock? Basta guardare la differenza con le tipiche discoteche e si capisce subito il risvolto pratico dei balli standard: entrare in contatto psico-fisico da una distanza come quella delle discoteche è difficile, e tuttavia, se si vuol ballare corpo a corpo con qualcuno (che la cosa non abbia dei vantaggi può affermarlo solo chi non l’ha mai provato) bisogna pur organizzare i movimenti altrimenti si torna a casa con i piedi tumefatti.

A giudicare dal "successo" dei partecipanti a fine serata si direbbe che i balli "antichi" dopo anni di navigata esperienza siano semplicemente più "efficaci" o almeno più fatali, il teleerotismo da discoteca dà segni di fallimento e i giovani d’oggi sono semplicemente, romanticamente più pratici.

Alcune informazioni: l’ingresso costa solo 5 Euro e comprende un’ora di lezione di ballo. A metà serata viene anche offerto uno show.

di Emanuele Sgherri – da Berlino

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