VERONESI PROMUOVE IL VACCINO

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Per l'ex Ministro della Sanità, lo studio annunciato ieri dall'Istituto Superiore di Sanità dà buone speranza. La tima personale per il lavoro della Ensoli.

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BARI – “Obiettivamente devo dire che e’ un vaccino intelligente”: e’ questo il giudizio del prof. Umberto Veronesi, alla notizia del via libera ai primi test sull’uomo del vaccino anti-Aids messo a punto dalla ricercatrice italiana Barbara Ensoli.
“Il mio giudizio – ha detto Veronesi, a Bari per presentare, dopo Milano e Roma, la ‘Fondazione Umberto Veronesi per il progresso delle scienze’ – e’ anche influenzato dal fatto che conosco bene la professoressa Ensoli, sono un suo ammiratore, un suo estimatore. Apprezzo molto quello che ha fatto, la determinazione, l’ insistenza, il coraggio di continuare anche in momenti difficili, in momenti in cui la strada sembrava quasi sbarrata”. “A prescindere – ha continuato Veronesi – da questa mia propensione positiva, anche obiettivamente devo dire che e’ un vaccino molto intelligente. E quindi vi sono speranze. Io penso che si debba arrivare”. “Perche’ quasi sempre quando si conosce un agente eziologico, un virus, anche dopo molti anni, si riesce, come e’ stato per la poliomielite, lentamente – ha detto Veronesi – si arriva a trovare il modo per combattere intelligentemente”.
La notizia del vaccino per l’ Aids “e’ un esempio – ha sottolineato Veronesi – di una certa vivacita’ nella ricerca italiana che riesce a sopravvivere nonostante le difficolta’ finanziarie”. “Un Paese che ha una forte e diffusa coscienza del valore della scienza – ha proseguito Veronesi parlando del rapporto tra ricerca e risorse finanziarie – trovera’ sempre risorse, saranno pubbliche, saranno private, ma ci saranno”. “In questo momento anche se non c’e’ una congiuntura internazionale favorevole, l’ apertura da parte del governo verso questo problema e’ buona, c’e’ entusiasmo, non c’e’ una posizione di chiusura”.
Veronesi, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha poi parlato della ricerca sul cancro: “Per quanto riguarda il cancro – ha detto – e’ tutto piu’ complesso, perche’ il cancro e’ una malattia che parte dalle nostre cellule, non arriva dall’ esterno. Ci stiamo avvicinando al traguardo, non so dire quanto ma ci stiamo avvicinando; aver analizzato il Dna, averlo decodificato, ci permette adesso finalmente di partire dalle radici della malattia”.

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