VOGLIO APRIRE UN CIRCOLO GAY

di

L'accorata lettera di un lettore, che vuole abbattere il muro di silenzio della provincia italiana. La risposta del segretario nazionale Arcigay: aggregarsi è ancora necessario.

CONDIVIDI
0 Condivisioni Facebook Twitter Google WhatsApp
0

Clicca mi piace per non perdere nemmeno una notizia.


Sogno di aprire anche a Pavia una associazione gay e lesbica, ho scritto una lettera ai giornali della mia citta ma non l’hanno pubblicata, ho fatto dei volantini ma me li hanno strappati io non mi arrendo aiutatemi voi.
Sogno di aprire anche a Pavia una associazione gay e lesbica, ho scritto una lettera ai giornali della mia citta ma non l’hanno pubblicata, ho fatto dei volantini ma me li hanno strappati io non mi arrendo aiutatemi voi.
Eccovi la lettera:
Cari amici, care amiche
Sono un ragazzo di 25 anni, vivo a Pavia e sono gay.
La mia storia è iniziata sette anni fa, quando finalmente dopo anni di paura e repressione ho accettato l´idea di essere omosessuale.
Con questa lettera voglio sollevare un problema credo non tenuto sufficientemente in considerazione: i pregiudizi sull´omosessualità appunto. OMOSESSUALITA´, questa parola che fa ancora paura e crea disagio, fastidio e pensare che nella nostra Pavia cosi come in tutte le altre città del mondo la vita gay e lesbica è una realtà, solo che non si vede, sapete perché? Perché siamo persone normali, ci alziamo la mattina per recarci a scuola, al lavoro, andiamo al supermercato.in palestra, allo stadio, paghiamo le tasse, proprio come gli eterosessuali.
Purtroppo ancora oggi l´omosessualità viene vista come una cosa sporca, perversa, finalizzata al sesso, peggio ancora viene spesso legata alla prostituzione, alla pedofilia; vi assicuro che non è così
Credo che serva molto parlarne, anche con l´aiuto dei media, sperando che la gente impari a conoscerci veramente, non siamo quello che vedete nei servizi sul Gaypride, quello è solo uno show provocazione che mostra solo l´aspetto folcloristico della comunità gay.
Ci sono notizie che i giornali non scrivono, che la televisione non racconta,Perché non dire che ragazzi di 20 anni si tolgono la vita per paura, per non parlare della sofferenza interiore, della solitudine, spesso è la stessa famiglia che rinnega i figli gay.
Vi chiedo un parere, in questi casi chi sono le persone in difetto?
Essere gay significa solo essere se stessi.
Ho un sogno, fondare anche qui a Pavia come in molte città una associazione gay e lesbica nella quale incontrarci e confrontarci con un numero amico al quale chiamare anche restando nell´anonimato per chiedere informazioni o consigli
Io credo nei miei ideali.
Se volte contattarmi questa è la mia e- mail massy78pv@libero.it
Spero di non avervi annoiato ma anzi di avervi lasciato uno spunto per una riflessione.
Prima di lasciarvi, vorrei citare una frase di Paulo Coelho che dice: Il vero io è ciò che tu sei e non quello che hanno fatto di te
E questo vale per tutti!
Grazie per l´attenzione, Massimo

Caro Massimo,
ho letto attentamente la tua accorata lettera. Il grido che sale da tante persone gay che sono stanche di non poter vivere per quello che sono, è la nostra prima preoccupazione. Come rispondere alle giuste attese che tu elenchi nel tuo scritto? Cercando di costruire in più luoghi possibili, soprattutto nella vasta provincia italiana, circoli che aggreghino, che diano la possibilità di rompere quella solitudine e isolamento di cui parli. Tanti, anche gay, pensano che tutto ciò non sia necessario, che ognuno può risolvere i problemi da solo, che la rete di circoli territoriali e ricreativa sia un ghetto. Il vissuto personale dei gay che ogni giorno ci scrivono, ci telefonano, o incontriamo in iniziative e manifestazioni, ci convince invece che abbiamo il dovere di estendere ulteriormente la nostra presenza su tutto il territorio nazionale, che c’è bisogno di luoghi dove le persone si sentano sicure, dove si affrontino i problemi concreti della quotidianità, dove la solidarietà e l’aiuto reciproco faccia crescere le persone, ma anche la presenza culturale e sociale degli omosessuali.
I recenti fatti poi, rafforzano la necessità di essere ovunque presenti in modo organizzato. Gli attacchi di Ratzinger contro la dignità delle persone omosessuali e l’aggressione subita da Michele Bellomo a Bari, sono il frutto amaro di una stessa cultura: essere cittadini gay in Italia è ancora considerato in modo negativo, per questo possono fiorire culture dell’odio e dell’esclusione, fino ad arrivare alle intimidazioni fisiche. Caro Massimo se vorrai proseguire nel lavoro che hai esplicitato nella lettera, puoi contare sul nostro aiuto, nei modi e nelle forme che riterrai opportune. Contattaci quando vuoi, saremo sempre a tua disposizione.
Un abbraccio.
Aurelio Mancuso, Segretario nazionale Arcigay
segretario@arcigay.it

Tutti gli articoli su:


Commenta l'articolo...