VOGLIO FARE LA DONNA

di

Scoprirsi a 42 anni, sposato, con tre figli

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Io sono un 42enne: fino adesso mi sono considerato un etero, ho tre figli, ma da un po’ di tempo mi sento donna e vorrei provare a farla. Prima i maschi neanche li vedevo ora li guardo con occhio diverso e fantastico. Che ne pensi? La donna che c’è in me la debbo fare uscire o no? Come posso fare per fare esplodere quello che mi sento? Se no che fare, reprimo?

Grazie

Solitamente, in questa rubrica, mi occupo di coming-out dal punto di vista psicologico e relativamente alle tematiche che riguardano l’omosessualità.

La questione che mi poni come uomo che si sente donna, ha a che fare (e non sto ancora personalizzando la risposta, ma sto attenendomi, invece, più alle teorie psicologiche in generale) alla questione transessualismo.

Il coming out, come ho scritto altrove, è un PROCESSO e, in quanto tale, appartiene alla crescita e allo sviluppo psicologico di ciascun individuo, in tutte le sue diversità.

Fatta questa premessa, cercherò di capire e di provare a darti un feed-back, una risposta, sulla tua attuale situazione esistenziale.

La repressione del proprio sé, non è mai una strategia psicologia da consigliare, saper GESTIRE se stessi invece sì e, presuppone consapevolezza di sé, cioè comprensione dei significati personali che quest’energia ha e l’influenza che potrebbe scaturire dal suo impiego.

Certo che, valutare i pro e i contro, esplorare il senso e la direzione che queste pulsioni hanno per te, forse è la cosa migliore da fare, prima di "lasciarsi andare" a sperimentarsi.

Un erotismo così forte può essere una gran fonte d’energia sessuale e psicologica, stimolo ad un rivoluzionamento e ad una ridefinizione del proprio IO, ma anche un pericolo rispetto alla propria identità, la quale, quest’ultima, si costruisce col tempo e con l’esperienza consapevole. Le "discariche pulsionali" ed istintive, vissute senza un’adeguata consapevolezza potrebbero essere autodistruttive e autolesive.

Per cui, prima di fare coming out e di cimentarti davvero, sarebbe meglio elaborare questa tua nuova realtà in uno spazio ad hoc. Per esempio, parlandone con persone che l’hanno vissuta o la stanno vivendo oppure, rivolgendoti ad un operatore competente di una qualche associazione. Per questo puoi consultare la guida qui, su gay.it oppure, rivolgerti in centri di città a te più vicine, dove questo tipo di servizio è presente.

Fammi avere tue notizie in futuro!

LEO

di Maurizio Palomba

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