Gay in Tunisia: reportage dell’Internazionale

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A parlare è Ahmed Ben Amor, un giovane attivista dell'associazione LGBT Shams

A parlare è Ahmed Ben Amor, un giovane attivista dell'associazione LGBT ShamsGay in Tunisia: reportage dell'InternazionaleFoto 1 - A parlare è Ahmed Ben Amor, un giovane attivista dell'associazione LGBT Shams
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    Ci siamo già occupati più volte della situazione dei gay in Tunisia: abbiamo dato notizia dell’arresto del giovane omosessuale universitario a Sousse, abbiamo intervistato la sua avvocata e raccontato che il Senatore Sergio Lo Giudice aveva interessato il nostro Ministero degli Esteri con una interrogazione parlamentare, vi abbiamo informato della sua liberazione in vista dell’appello. Poi, qualche giorno fa, siamo stati avvisati dell’arresto e della condanna di sei studenti universitari nell’interno della Tunisia e ne abbiamo parlato in questo articolo: su questa tristissima vicenda è intervenuto nuovamente il Senatore Sergio Lo Giudice con una ulteriore interrogazione parlamentare.

    Oggi la rivista “Internazionale” si occupa della Tunisia con un interessante reportage firmato da Cosimo Caridi. Ad essere intervistato è Ahmed Ben Amor, un giovane attivista per i diritti dei gay dell’associazione tunisina Shams: “Essere omosessuale in Tunisia vuol dire che sei un detenuto ancora libero, un criminale in libertà, un cittadino di serie b”, dice amaramente.

    Già la vicenda del primo ragazzo di Sousse condannato aveva provocato non pochi dibattiti in Tunisia sull’articolo del codice penale che è lo stesso dal 1913 e penalizza ancora l’omosessualità, in aperto contrasto con la nuova Costituzione del 2014. Ma purtroppo, come ci aveva raccontato la stessa avvocata del primo ragazzo, non è stata ancora applicata quella norma della Costituzione che prevede l’istituzione di una Corte Costituzionale e quindi la legge è destinata a rimanere tale, almeno finché non venga cambiata dal Parlamento o abrogata dalla Corte.

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    d'amore Viennese.

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