10 MARZO 2007: E’ L’ORA DEI DIRITTI

Più di 50 mila presenze alla manifestazione Diritti Ora. Alle 18 tutte le sveglie hanno suonato contro una classe politica latitante sui diritti. Tanti i politici. Giallo sulla conduzione di Paone.

Le bandiere colorate, lo spirito allegro e il piacevole chiasso ricordavano un gay Pride insolitamente anticipato a marzo. E invece, quella che si è svolta a Roma nel pomeriggio di oggi, era la manifestazione indetta dalle associazioni gay, Diritti Ora. Piazza Farnese, sede dell’ambasciata francese, ha ospitato più di 50 mila partecipanti (ne poteva contenere al massimo 2000), come ha annunciato Diaco, presentatore insieme a Delia Vaccarello dell’evento. Il fiume di persone, arrivate da tutta Italia per chiedere a gran voce l’approvazione di una legge che regolamenti le coppie, anche omosessuali, ha invaso le vie adiacenti fino a Piazza Campo de’ fiori dove sono stati prontamente installati degli altoparlanti che rimandavano gli interventi del palco.

Ma accanto ai semplici cittadini, c’erano anche tanti rappresentanti della politica italiana: 100 parlamentari, 4 rappresentanti del Governo oltre che numerosi personaggi pubblici. Barbara Pollastrini, che insieme a Rosy Bindi ha redatto il ddl sui DiCo, ha affermato di avercela messa tutta e, insieme agli altri ministri, continuerà a mettercela tutta affinchè i DiCo possano trovare una strada libera da pregiudiziali. “Ho avuto qualche difficoltà – spiega la Pollastrini – ma mai paura. La moralità consiste nel mettere al centro della politica le aspirazioni dei cittadini”. Alfonso Pecoraro Scanio, in aperta polemica con i vicepremier Rutelli e D’Alema, si è detto sorpreso non dalle presenze, ma dalle assenze. E a questo proposito è significativa la partecipazione di alcuni parlamentari del centrodestra intervenuti a titolo personale, come l’onorevole di Forza Italia, Benedetto Della Vedova. “I politici – ha poi continuato Pecoraro Scanio – dovrebbero farsi un viaggetto in Francia o in Spagna per capire il grado di civiltà che hanno raggiunto quelle nazioni”. Paolo Cento, sottosegretario all’economia, ha lanciato un monito al Governo il quale “non ha ancora esaurito il proprio compito. La missione sarà compiuta solo quando la maggioranza voterà compatta i DiCo”. E a proposito dei suoi colleghi parlamentari Cento dice: “Non ne possiamo più di chi predica bene in parlamento e razzola male nella propria vita privata”. Un attacco all’ipocrisia strisciante che spesso caratterizza il dibattito sulle unioni civili che è venuto anche dall’onorevole Franco Grillini che ha rivolto un appello direttamente a Berlusconi: “Tu sai cosa è famiglia perchè ne hai avute due. Ascolta tua moglie quando critica il tuo machismo”. E poi alla moglie del leader del centrodestra: “Ciao Veronica, noi siamo qua a manifestare anche per i tuoi diritti”. La folla urla a Berlusconi “Buffone, buffone”. Toni ironici anche da Vladimir Luxuria che, ricordando la bellezza di Piazza Farnese, dice: “qua la natura e la cultura oggi si sposano. La cultura è quella della Piazza. Voi siete la natura”.

Toni più duri quelli usati da Don Franco Barbero, il prete sospeso a Divinis

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Toni più duri quelli usati da Don Franco Barbero, il prete sospeso a Divinis dal precedente Papa, quando attacca le gerarchie vaticane: “Domani porterò nella mia messa l’amore che ho trovato qua oggi. Non c’è nessuna parentela tra Gesù Cristo e i faraoni del Vaticano. Non andate a confessare il vostro amore: l’amore non si confessa, si vive. Il conflitto è causato solo dai cardinali, spesso gay repressissimi”. La folla esulta e inneggia a un improbabile Don Barbero “Papa subito”.

Momenti di vera commozione, invece, quando sul palco interviene la mamma di Paolo Seganti, ucciso nel 2005, e al cui funerale è intervenuto anche il compagno. “Paolo voleva diventare prete missionario. Amava la Chiesa, e la Chiesa l’ha rinnegato”. A Seganti è stato dedicato un minuto di silenzio che ha avvolto la piazza in un clima irreale. Spazio anche alle nuove famiglie. I genitori aderenti all’associazione Famiglie Arcobaleno hanno portato con loro i bambini. “Se vedete dei passeggini, quelli sono i nostri figli – dice la Presidente di famiglie Arcobaleno – contro chi afferma che noi coppie gay siamo sterili. Noi i figli li sappiamo fare e anche bene. Un saluto a Alessandro, nato da 20 giorni e con due madri aderenti all’associazione”.

L’entusiasmo della folla ha però raggiunto il culmine quando, alle 18 in punto, una grossa sveglia posizionata sul palco ha suonato insieme alle numerosissime altre sveglie portate dei manifestanti per ricordare simbolicamente alla classe politica di “svegliarsi e approvare una volta per tutte i nostri diritti”, come ha ricordato Aurelio Mancuso, segretario di Arcigay. Altri “punti sveglia” si sono attivati alla stessa ora in altre città fra cui Torino e Bologna.

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Molte le testate giornalistiche presenti e ben tre dirette televisive: Raitre, Sky Tg24 e RomaUno, oltre alle moltissime dirette radio fra cui quella di Radio Radicale e Radio DeeGay.

La manifestazione si è poi conclusa col concerto di numerosi artisti della scena musicale italiana: Cisco, Fabio Losito, Massimo Bubola, I ratti della Sabina, Porto Flamingo, Riserva Moac, Leandro Barsotti, Eugenio Finardi e il vincitore dell’ultimo Sanremo Simone Cristicchi. Una festa dunque, che è stata però minacciata da un giallo sulla conduzione: Alessandro Cecchi Paone, che avrebbe dovuto condurre al posto di Diaco e della Vaccarello la seconda parte della manifestazione, ha abbandonato la piazza poco dopo le 17, mentre si susseguivano gli interventi dei primi ospiti. Già nei giorni scorsi sui maggiori quotidiani si erano susseguite voci che davano la conduzione di Paone a rischio a causa di forti divergenze fra lui e Diaco.

La prossima occasione per i gay e le lesbiche di chiedere il riconoscimento dei loro diritti sarà quella del 9 giugno, quando le vie della Capitale ospiteranno il Gay Pride nazionale.

di Daniele Nardini

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