Convegno omofobo a Forlì, Ordine dei Medici e Miur concedono il patrocinio

Tra i relatori Massimo Gandolfini, leader del Family Day, e Marco Scicchitano, coordinatore di un corso di educazione sessuale per Forza Nuova.

Ordine dei Medici e Miur (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) concedono il patrocinio a un corso di formazione tra i cui relatori spiccano noti avversari della fantomatica teoria del gender.

Il convegnoLa costruzione dell’identità e lo sviluppo affettivo-sessuale nell’età evolutiva”, in programma il prossimo 7 settembre a Forlì, si rivolge a docenti, psicologi, pediatri, psicoterapeuti, medici di base, educatori, assistenti sociali, magistrati e avvocati e vanta il contributo come relatori di Massimo Gandolfini, Angela Mongelli e Marco Scicchitano, esponenti di punta dell’ambiente anti-LGBT.

Il primo, infatti,è la mente e il leader del Family Day, la seconda collabora con il Movimento per la vita, Giuristi per la vita, Provita onlus e il Forum delle famiglie, il terzo è invece coordinatore del progetto Pioneer, corso di educazione sessuale promosso da Forza Nuova.

Il convegno gode del patrocinio dell’Ordine dei Medici di Forlì-Cesena, di quello degli Psicologi dell’Emilia Romagna e dell’Ufficio Scolastico Regionale. L’Ordine dei Medici, al netto delle proteste e di un esposto, ha già fatto sapere che il patrocinio non verrà ritirato.

5 commenti su “Convegno omofobo a Forlì, Ordine dei Medici e Miur concedono il patrocinio

  1. Fermo restando il senso di schifo (e frustrazione) che provo e senza pretendere di dispensare verità, provo a dire la mia.
    Che sia che una nostra parziale conquista di diritti abbia scatenato queste reazioni in un paese che non ha mai storicamente ammesso l’omosessualità? Non dimentichiamoci che i mentre nazisti sterminavano gli omosessuali nei lager, i fascisti patrii ne negavano persino l’esistenza (e non certo per maggior benevolenza, ovvio!).
    Nella cultura italiota cattolica nazional popolare e di origini contadine (quindi il massimo dell’arretratezza) questo “problema” non esiste, non deve esistere, “non a casa mia” (e questo spiegherebbe anche l’ipocrisia cattolica di molti etero che però poi vanno con uomini, basta che non si VEDA!).
    Per cui, se ho ragionato bene, uno può anche avere la laurea in medicina ma il suo background fondamentale, i muri maestri del suo pensiero, radicano sempre nella massaia analfabeta ed ignorante degli anni 40 che impastava a mano per i 30 figli e nipoti e che finito si scrollava da dosso la farina per andare di corsa a messa pur puzzando di sudore (dio e famiglia! Manca la patria me ne è diretta conseguenza).
    In altri paesi come Francia, Inghilterra o Germania questo ingombrante popò di arretratezza contadina spacciata come identità nazionale di riferimento non c’è stata e non la si ritrova adesso nelle zucche.
    Tutto ciò ASSIEME ED A FIANCO DEL NEFASTO RUOLO DELLA CHIESA CATTOLICA per la quale l’italia è da sempre il sagrato della sua chiesa, non una nazione libera (concetto inesistente per ogni religione e qui applicata con rapporti di forza per loro unici al mondo)..
    Scusate la lunghezza, ciao a tutti!

    1. Sono d’accordo con quello che scrivi, infatti in Cecenia dicono che non hanno problemi con i gay, perchè da loro non esistono… e comunque quel che conta è l’ipocrisia del “basta che non si veda”. Tristissimo questo convegno

  2. La cosa che mi stupisce di più in assoluto, è che la maggior parte di interventi, comizi, discorsi di stampo omofobico, vengano da persone adulte.
    non ho mai sentito un attacco omofobico da parte di un giovane ragazzo/a.
    il che determina quanto negl’anni 70-80-90, l’ideologia del : frocio =malato,contronatura,sbagliato,diverso, sia stata inculcata nelle menti di questi borghesotti dal collo bianco, che probabilmente, sabato scorso, erano a pecora in qualche amena dark, o in ginocchio dietro a qualche altare.
    Pensiamo alle nuove leve, invece di accanirci contro questi rottami ambulanti, che pensano solo a tenere il culo sulla sedia d’oro. Insegniamo ai nostri figli, al prossimo, al nostro collega, quanto l’omossesualità sia una cosa naturale.

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