1902. GIALLO GAY A CAPRI

Alfred Krupp, ricchissimo industriale tedesco, fu trovato morto nella sua casa di Essen. Ma perché aveva abbandonato in tutta fretta l’isola, dove aveva tanti amici giovinetti, prima della morte?

È da poco passato sotto silenzio il centesimo anniversario di una “misteriosa” vicenda occorsa a Carpi nel novembre 1902 che, con un cadavere illustre, particolari piccanti, un’eredità contesa, amicizie maschili “molto strette” e uno scandalo massmediatico internazionale, ha tutti gli ingredienti di un giallo. Proviamo a sbrogliare la matassa incominciando dalla vittima, e cioè Friedrich Alfred Krupp trovato cadavere ad Essen nel pomeriggio inoltrato del 22 novembre 1902. Non si trattava di un uomo qualunque bensì del più ricco uomo d’affari dell’epoca, oggi potremmo paragonarlo a Bill Gates, proprietario delle celebri fonderie Krupp di officine e miniere di carbone celebre per essere tra i più grossi fornitori di armi della Germania e d’Europa.

Poche righe nei lunghi articoli biografici apparsi alla sua morte attestavano senza ombra di dubbio che l’uomo di affari fosse scomparso per un “colpo apoplettico”.
Fin qui nulla di strano… ma due minuscoli “nei” nelle ricostruzioni giornalistiche lasciano qualche legittimo dubbio: in primo luogo per quale motivo Krupp aveva abbandonato in tutta fretta Capri prima della morte? Inoltre, e qui il mistero si infittisce,  come mai le autorità vietarono l’autopsia?
Krupp, dice la versione ufficiale, si recava a Capri dal 1898 per trascorrere le vacanze di quattro o cinque mesi all’anno e per soddisfare i propri interessi naturalistici.
A lui si deve, infatti, la classificazione di molte specie rare del mediterraneo e anche la scoperta di una grotta sull’isola.
Il quotidiano parigino Figaro raccontò, in questi termini, i lunghi soggiorni capresi del re dei cannoni: “faceva l’effetto di un buon borghese, grande, grosso, pesante, vestito sempre di chiaro, gli occhiali d’oro e passeggiava per le vie dell’isola come chi voglia fuggire la molestia dei sollecitatori. D’una generosità senza limiti, ma capricciosa, lo si sapeva capace di dare cento, trecento, anche cinquecento franchi ad un operaio, ad un pescatore che lo avesse interessato nella conversazione”[1]. Interessato nella conversazione? Malelingue potrebbe suggerire, a ragione, che in quel periodo Capri fosse il paradiso di ricchissimi omosessuali che prezzolavano giovani isolani ma l’imprenditore era padre irreprensibile di due figli e, almeno per il momento, cade qualsiasi malizioso addebito.

Il mistero dell’autopsia è più difficile da sbrogliare. Secondo la stampa Krupp morì di “crepacuore” o, ed è lo stesso, per un “colpo apoplettico”. Quale dolore poteva turbare l’uomo più ricco d’Europa tanto da ammazzarlo? L’articolo citato in precedenza getta un barlume sull’intricata vicenda con queste tre righe: “La Propaganda, giornale socialista di Napoli lo accusò di infamie contro il costume passibili di codice penale. Un periodico socialista tedesco ripeté le accuse e il Krupp ne fu così addolorato, che i giornali affermarono doversi la morte al crepacuore provatone” [2].
Ricapitoliamo: Krupp fu accusato di infamie da un giornale napoletano e fu trovato morto a Essen. Come e perché morì Krupp? Non ci resta che sfogliare La Propaganda dall’ottobre del 1902.
Il 15 ottobre ci imbattiamo nella prima sorpresa: un articolo è intitolato Capri-Sodoma e dipinge in maniera colorita le attività dell’illustre imprenditore: “Si sono costruite delle grotte artistiche, dei ritrovi di campagna, si sono stabiliti dei convegni in cui la gente si esercitava nelle più ributtanti turpitudini. […] E tutta questa gente si è data alle turpi pratiche per carpire quattrini al ricco straniero degenerato, e tanti pezzenti si sono arricchiti alle spalle del maiale che pagava biglietti da mille.  […] Noi imponiamo alle autorità italiane di intervenire, di disperdere la banda della corruzione, di ficcare nel manicomio o nella galera i turpi personaggi di questo più turpe dramma. […] Vorremmo che in questo momento la nostra penna schizzasse fuoco per versarlo sulla nuova Sodoma.”[3]. La campagna di denuncia su La Propaganda assunse via via toni sempre più virulenti. Krupp, ad esempio, il 20 ottobre fu definito: “rotto a tutti i vizi”, “degenerato sessualmente”, “sudicio”, “corruttore”. La stampa internazionale si appropriò della notizia dividendosi equamente tra quella conservatrice, che difendeva il Krupp ricco gentiluomo amante di Capri, e quella socialista che dipingeva Krupp quale “re della perversione”. Poi il 23 novembre il fulmine a ciel sereno con la ‘misteriosa’ morte di Krupp.
Spulciando gli articoli dell’epoca abbiamo tutti gli elementi per risolvere questo giallo.

Le prime voci sulla presunta omosessualità di Krupp furono diffuse non da La Propaganda il 20 novembre bensì dal giornale conservatore Il Mattino di Napoli un anno prima con un articolo di Eduardo Scarfoglio intitolato Krupp re dei cannoni e re dei capitoni [anguilla, ndr.] con un evidente riferimento al membro virile [4]. Il Ministero degli Interni italiano dopo una breve inchiesta intimò a Krupp di lasciare l’isola per sempre.
Le voci sulla sua omosessualità dell’imprenditore venivano anche dalla Germania.  Il primo ad avere dei sospetti fu un berlinese, Conrad Uhl, proprietario di un Hotel dove Krupp soggiornava che:  “si stupì vedendo che Marga [moglie dell’industriale] quando veniva a Berlino con il marito, alloggiava in un altro albergo. Poi il mistero cominciò a chiarirsi quando Krupp disse all’albergatore che di tanto in tanto gli avrebbe mandato qualche cameriere italiano con una lettera di raccomandazione. Si trattava di suoi protetti, e lo stipendio lo avrebbe pagato lui. Desiderava solo che li lasciasse liberi di fargli compagnia quando veniva a Berlino” [5].
Il “re dei cannoni” lasciò Capri in tutta fretta perché le acque si calmassero. La sue partenza non sortì l’effetto sperato e La propaganda denunciò, con l’articolo del 20 ottobre, il turismo sessuale di Capri e la ‘presunta’ degenerazione dei minorenni che ne conseguiva. I giornali conservatori ripresero la notizia per attaccare i socialisti e difendere un loro finanziatore: Krupp.
La Propaganda alzò il tono della polemica sicura di non aver pubblicato una notizia falsa e i “vizi” di Krupp furono riportati sul giornale tedesco cattolico Augsburger Postzeitung l’8/11/1902 [6] e dopo pochi giorni sul quotidiano socialista tedesco Vorwärts. L’outing era servito.
Krupp in un maldestro tentativo di difesa si rivolse ai suoi potenti amici. L’imperatore Guglielmo secondo fece sequestrare il Vorwärts e Krupp querelò il giornale per diffamazione. Poi la morte dell’imprenditore il 23 novembre 1902 ma non per “crepacuore”: Krupp si suicidò perché era omosessuale.
Su questo basti quello che abbiamo detto e il suo testamento con un lascito agli amici capresi Adolfo Schiano, un barbiere diciottenne, e per un pescatore, Antonino Aracucci. Altro particolare degno di nota è  il ritiro della querela per diffamazione al Vorwärts. Già ai primi di dicembre infatti la polizia italiana sembrava avere le prove, con la denuncia dei genitori di due giovanissimi capresi, di “turpitudini” commesse dall’imprenditore.
Fu suicidio o Krupp morì davvero di dolore? Il sequestro della bara con il divieto dell’autopsia che avrebbe fatto emergere la scandalosa verità offrono una risposta incontrovertibile a questo quesito e lo accennarono anche i giornali dell’epoca che poi furono messi a tacere: “vi fu chi disse subito trattarsi di morte non naturale” [7] Ma ora che abbiamo chiare le circostanze di morte della vittima chi è il colpevole?
I giornali dell’epoca incolparono la stampa socialista della morte di Krupp e Guglielmo II nell’elogio funebre per Krupp ebbe ad affermare addirittura che i socialisti non era degni di essere tedeschi.
È curioso notare che i socialisti tedeschi lottavano per l’abolizione del celebre paragrafo 175, che prevedeva la carcerazione per atti omosessuali, a differenza dei partiti conservatori, che Krupp finanziava, e che costrinsero La Propaganda ad alzare il tono della polemica. Krupp omosessuale fu difeso da omofobi con risultati catastrofici.
Il giallo è così risolto e oggi a Capri si festeggia Krupp (“eccentrico personaggio tedesco”) con una mostra [8]: “A lui Capri deve molto, a cominciare dalla costruzione della strada panoramica a tornanti che porta il suo nome e che fece costruire in tempi da record nel 1902, pochi mesi prima della sua scomparsa avvenuta in circostanze che qualcuno ha definito misteriose”. Nessun mistero ma ancora troppa voglia di nascondere una vittima dell’omofobia e della propria omosessualità.

Note
[1] Citato in Anonimo, Il lutto a Capri per la morte di Federico Krupp, in “Il cittadino di Brescia, 26 novembre 1902, p.1.
[2] Ibidem.
[3] Anonimo, Capri-Sodoma,in “La Propaganda”, 15 ottobre 1902.
[4] Anonimo, Gli scandali di Capri, in “La Propaganda”, 30 ottobre 1902.
[5] William Manchester, I cannoni dei Krupp, Mondadori, Milano 1970, pp. 272.
[6] Ibidem, p. 277.
[7] Anonimo, L’affare Krupp, in “La Propaganda”, 30 novembre 1902.
[8] Anonimo, Capri ricorda Krupp, in “Caprinews periodico di informazione turistica, culturale e sportiva”, anno III N. 201 – 19 settembre 2002, p. 1.

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Ringraziamenti
Ringrazio GiovanBattista Brambilla.

di Stefano Bolognini