21enne transessuale liberata dal racket della prostituzione – picchiata e schiavizzata per un anno

Sempre più all’ordine del giorno una legge contro l’omotransfobia.

E’ il Gay Center a denunciare l’ultima richiesta di supporto al numero verde Gay Help Line 800713713. Un grido d’aiuto arrivato dagli amici di una ragazza transessuale, che chiameremo Paola, di 21 anni.

La ragazza nel suo Paese di origine chiede consigli ad un’altra transessuale, la quale le promette un lavoro stabile in Italia preoccupandosi in prima persona delle spese del viaggio in Italia. Paola arriva così a Roma e incappa in una rete criminale che la costringe a restituire il denaro, poche centinaia di euro per un biglietto di sola andata, che ad un forte tasso di interesse diventeranno in poco tempo decine di migliaia di euro. Come pagare tale debito? Prostituendosi.

Per un anno la ragazza è costretta a vendere il proprio corpo sotto la minaccia di violenze fisiche, arrivando a pagare oltre 14.000 euro ai propri aguzzini. Durante questo periodo Paola viene ripetutamente aggredita, riportando tagli contusioni e bruciature, fino a quando non trova la forza di chiedere aiuto attraverso un amico, che contatta il numero verde Gay Help Line 800713713. Accolta dal Gay Center, Paola denuncia l’esistenza di una rete criminale. L’associazione le offre assistenza psicologica e supporto legale in quanto vittima di tratta e segnala il caso all’OSCAD. Dopo oltre un anno di abusi, Paola è in questi giorni entrata a far parte dei programmi di protezione per le vittime di tratta, come annunciato da Fabrizio Marrazzo, portavoce Gay Center e Responsabile Gay Help Line 800713713.

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La storia di Paola ha avuto un esito positivo, per il quale ringrazio l’OSCAD (osservatorio di polizia e carabinieri contro le discriminazioni) per il rapido sostegno, anche se nessuno le potrà mai cancellare i segni nella mente e sul corpo per le aggressioni ed abusi ricevuti. Purtroppo per le persone trans in Italia non ci sono percorsi di sostegno ed abbattimento dei pregiudizi, quindi il rischio è che finito il programma di protezione che dura alcuni mesi, la ragazza si troverà senza lavoro e nuovamente in pericolo. Pertanto, richiediamo al prossimo Governo di mettere tra le prime azioni l’approvazione di una legge contro l’omotransfobia, che attui percorsi di sostegno per le vittime e azioni di prevenzione, considerando anche le continue aggressioni come quella di Milano contro un ragazzo di 18 anni, quelle di Roma dei giorni scorsi, e le oltre 20.000 richieste di aiuto che riceviamo ogni anno al nostro numero verde Gay Help Line 800713713“.