22 persone transgender uccise negli Usa in questo 2018

La transfobia uccide quasi 3 volte al mese negli Stati Uniti d’America. I nomi e i cognomi delle vittime di questo 2018.

Mancano ancora due mesi e mezzo alla fine del 2018, eppure il numero di persone transgender uccise in America negli ultimi mesi ha già raggiunto un livello d’allarme.

22, per ora, i casi accertati. Si parla infatti di omicidi ufficialmente documentati negli Stati Uniti, con centinaia di altri casi in arrivo da tutto il mondo. Un dato agghiacciante per rimarcare la piaga della transfobia, ancor più subdola dell’omofobia perché spesso dimenticata, snobbata dai media e dalla stessa comunità gay.

Christa Leigh Steele-Kundslien, 42 anni, è stata trovata morta dopo un vero pestaggio e più di una coltellata in Massachusetts, il 5 gennaio scorso. Suo marito, Mark Steele-Knudslien, è stato riconosciuto colpevole. Christa era ben conosciuta nella comunità locale per il suo attivismo LGBTQ e per essere stata la fondatrice di Miss Trans New England Pageant, evento nato per riunire donne trans provenienti da tutta la regione. Il 10 gennaio Viccky Gutierrez, 33 anni, è stato accoltellata e data alle fiamme nella sua casa di Los Angeles. I suoi amici la descrivono come “una giovane immigrata trans latina il cui sorriso cordiale avrebbe dato conforto a chiunque“. La trentaseienne Celine Walker è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco in una camera d’albergo, il 4 febbraio a Jacksonville, in Florida.

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Tonya Harvey, 35 anni, è stato uccisa a Buffalo, New York, il 6 febbraio, in quello che la polizia ha definito un “crimine d’odio”. Phylicia Mitchell, 45 anni, è stata uccisa il 23 febbraio fuori dalla sua casa di Cleveland. La 29enne Zakaria Fry e la 70enne Eugene Carroll Ray sono state trovate morte in un container della spazzatura il 19 febbraio. Amia Tyrae Berryman, 28 anni, è stata trovata morta con ferite da arma da fuoco il 26 marzo, a Baton Rouge. Sasha Wall, 29 anni, è stata ritrovata accasciata sul volante il 1 aprile a Chesterfield County, nel South Carolina, con diverse ferite da proiettile.

La ventiseienne Carla Patricia Flores-Pavón è stata trovata nel suo appartamento in Texas il 9 maggio. Uccisa per soffocamento. Nino Fortson è stato il primo uomo transgender ad essere ucciso negli Stati Uniti quest’anno. L’omicidio è avvenuto il 13 maggio ad Atlanta. Il 28enne Gigi Pierce è stato colpito a morte a Portland, durante una discussione con Miss Sophia Adler, che da allora è stata accusata del suo omicidio. Antash’a English è morta a causa di una ferita da arma da fuoco il 1 ° giugno a Jacksonville, in Florida. Settimane prima della sua morte, Antash’a aveva postato un selfie in cui dichiarava con orgoglio: “Non sarò più vittima di discriminazione #TransRights“.

La 24enne Cathalina Christina James è stata uccisa al Quality Inn il 24 giugno, a Jacksonville, in Florida. È diventata la terza donna transgender nera ad essere assassinata in città nel corso del 2018. Keisha Wells, 58 anni, è stata colpita e uccisa in un parcheggio a Cleveland, Ohio. La 27enne Sasha Garden è stato trovata senza vita il 19 luglio a Orlando. La 29enne Diamond Stephens stava tornando a casa dal lavoro a Meridan, nel Mississippi, quando è stata uccisa il 18 giugno. La 18enne Vontashia Bell è morta a Shreveport, in Louisiana (30 agosto). Trovata alle 4.30 del mattino è stata subito portata di corsa all’ospedale, ma qui è deceduta. Dejanay Stanton è stata ammazzata poche ore dopo Vontashia Bell, con un colpo di pistola alla testa. La 30enne Shantee Tucker è stata trovata su un’autostrada di Filadelfia con ferite da arma da fuoco alla schiena. La 20enne Londonn Moore è stata colpita più volte in una remota area di North Port, in Florida, l’8 settembre. La 28enne Nikki Enriquez è stata assassinata da un supervisore dell’Intelligence degli Stati Uniti. La 31enne Ciara Minaj Carter Frazier è stata trovata senza vita il 3 ottobre in un edificio abbandonato nel quartiere di West Garfield Park, a Chicago, e si ritiene che sia stata uccisa da un uomo con cui aveva litigato.

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22 omicidi come detto, sperando che questo 2018 non debba ‘presentarcene’ altri. Ma stentiamo a crederci, purtroppo.