Abusi, arrestato il prete dei gruppi gay cristiani

Don Pezzini è accusato di abusi su un tredicenne. Trovato materiale pornografico nella sua abitazione. È il punto di riferimento di importanti gruppi di gay cristiani che lui stesso aveva fondato

Un’amicizia finita in relazione sessuale. È questo che ipotizzano i magistrati riguardo a Don Pezzini, 73 anni, e un ragazzo che all’epoca dei fatti aveva 13 anni. Il sacerdote della diocesi di Lodi è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata dopo le indagini della Squadra Mobile di Milano a seguito della denuncia della presunta vittima.

La vicenda – I due si sarebbero conosciuti in un parco, per caso. Il ragazzino era in difficoltà economiche ed era stato cacciato di casa dai genitori. Secondo la ricostruzione dei magistrati don Pezzini avrebbe preso molto a cuore la sua situazione tanto da offrirgli ospitalità in comunità, regalargli libri, musica e a volte piccole somme di denaro. Poi il ragazzo iniziò a cambiare isolandosi a tal punto da far insospettire gli operatori della comunità. Da lì la confessione ai magistrati e la conseguente denuncia finita con l’accusa e l’arresto avvenuto due giorni fa ma che è stato reso noto solo oggi. Nella casa di Don Pezzini è stato trovato materiale pornografico.

I gruppi gay credenti – Don Pezzini era molto conosciuto nel

mondo delle associazioni gay cristiane. Lo stesso Pezzini aveva fondato la prima in Italia, il "Gruppo del Guado" nel 1980 e poi una altra ancora, "La Fonte" nel 1986. Sul sito del Guado, il portavoce Gianni Geraci (nella foto a sinistra) ha pubblicato un comincato nel quale si dice incredulo davanti all’arresto di Don Pezzini. «Se infatti è vero che le nostre strade si sono separate più di venticinque anni fa è anche vero che la nostra stima nei suoi confronti è ancora grande: di lui apprezziamo il lavoro instancabile che ha fatto con centinaia di omosessuali credenti che ha aiutato a conservare la fede; di lui apprezziamo i ripetuti interventi con cui ha saputo affrontare il tema dell’omosessualità declinando in maniera esemplare la fedeltà al vangelo e il rispetto per le persone che la vivono in prima persona; di lui conosciamo i numerosi libri di spiritualità che l’hanno fatto diventare un conferenziere molto apprezzato non solo nella chiesa italiana, ma anche fuori d’Italia».

Ti suggeriamo anche  Milano, 17enne bullizzato dal professore: «A casa mia i fro*i li cerchiamo e li massacriamo»

«Facciamo fatica a pensare a lui come al responsabile di un reato così odioso e così vigliacco come quello di cui viene accusato – continua la nota – In attesa di conoscere la verità su questa vicenda dolorosa crediamo che la prima cosa che dobbiamo fare è quella di pregare nella speranza che si tratti comunque di un grosso equivoco. Si tratta di una speranza che nasce dalla solidarietà nei confronti del ragazzo che ha sporto la denuncia, perché un male come un abuso sessuale subito da parte di un sacerdote non è mai da augurare a nessuno. Si tratta di una speranza che nasce dalla nostra stima per don Domenico, che ha fatto tante cose buone e che non vorremmo mai vedere coinvolto in una situazione così grave. Si tratta di una speranza che nasce dalla solidarietà che proviamo per tanti omosessuali credenti italiani, che in don Domenico hanno riposto la loro fiducia e che potrebbero sentirsi traditi se gli abusi di cui è accusato risultassero fondati. Si tratta infine di una speranza che nasce dall’amore che portiamo per la chiesa italiana: una chiesa di cui il ragazzo che ha denunciato l’abuso è comunque un figlio; una chiesa di cui don Domenico è comunque un ministro; una chiesa di cui noi tutti ci sentiamo comunque membra ferite da questa notizia. Nel condividere questa speranza non possiamo però non ribadire il nostro rispetto e la nostra simpatia per il lavoro di indagine e di approfondimento che la magistratura e i corpi di polizia stanno portando avanti: a loro spetta il compito delicato di accertare la verità e di ristabilire la giustizia. Quanto a noi intendiamo continuare quello che facevamo prima con un impegno e con un senso di responsabilità ancora maggiori, nel ricordo delle parole con cui Gesù ha congedato i suoi discepoli al termine del Vangelo di Matteo: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". Chiediamo a lui di aiutarci tutti a non dimenticare mai di questa sua promessa.»

Ti suggeriamo anche  Nuovo riconoscimento a Milano: ancora una volta è intervenuto il giudice

Tra le sue opere ricordiamo: Alle porte di Sion. Voci di omosessuali credenti, Le mani del vasaio. Un figlio omosessuale: che fare?, L’acqua e la rosa. Piccola grammatica della vita di relazione