Addio a Margherita Hack, paladina di laicità e libertà

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Si è spenta a 91 anni l'astrofisica toscana. Mente brillante della comunità scientifica mondiale, la Hack si è sempre spesa in favore dei diritti lgbt. Nel 2010 nominata...

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E’ morta la scorsa notte, per complicazioni cardiache, Margherita Hack, la scienziata italiana considerata un’icona e un riferimento dell’astrofisica mondiale. Aveva 91 anni ed era ricoverata da alcuni giorni presso l’ospedale di Cattinara, a Trieste. Nata a Firenze il 12 giugno 1922, la Hack è stata una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, Hack ha svolto un’importante attività di divulgazione e ha dato un considerevole contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle. Ma è anche per il suo spirito laico e libero che è diventata punto di riferimento nelle battaglie per i diritti civili.

Strenua paladina della Costituzione, ex partigiana, animalista convinta, sostenitrice dell’eutanasia e atea, la Hack non ha mai fatto mancare il suo supporto alla comunità lgbt italiana spendendosi in prima persona e schierandosi sempre apertamente a favore dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.

Nel 2008 fu la madrina del Pride nazionale , quell’anno organizzato a Bologna. Due anni dopo aderì al progetto contro il bullismo omofobo voluto da Arcigay Friuli Venezia Giulia. Sempre nel 2010 le venne conferito il Premio Personaggio Gay dell’anno che Gay.it consegna ogni anno a personalità che si sono distinte per il supporto e la vicinanza alle battaglie della comunità lgbt. La motivazione, ancora attuale, recitava: «Alla Margherita Hack straordinaria astrofisica, che ha contribuito così tanto allo sviluppo di questa scienza tanto da far sì che le dedicassero un asteroide, l’8588. Alla Margherita graniticamente e orgogliosamente atea, che non crede in nessun orologiaio che ci ha messo sulla terra e lo dice con un orgoglio che solo i gay e le lesbiche sanno declinare così bene. Alla Margherita monumento di laicità, strenua difensore della totale autonomia dello Stato dalle indebite ingerenze della religione e in specie della Chiesa Cattolica. Alla Margherita piena di voglia di vivere, dagli splendidi occhi celesti, che afferma di voler campare ancora per diecimila anni, fosse solo per vedere cosa accadrà in futuro all’universo. A Marga, amante dei gatti, simpatica toscanaccia nell’accento e nei modi, stella la cui luce propria splende fortissimo e splenderà ancora a lungo. Con l’affetto più grande che la comunità lesbica, gay, bisessuale e transessuale le possa dare: non possiamo dedicarle un asteroide, ma molto più modestamente possiamo consegnarle il premio “Personaggio Gay dell’anno 2010”».

Cordoglio per la morte della scienziata è giunto da tutto il mondo politico, scientifico e culturale. «Con la morte di Margherita Hack, l’Italia perde una grande ricchezza – ha dichiarato la presidente della Camera Laura Boldrini -. Una donna che ha dato tanto non solo alla scienza e alla cultura, ma anche alla causa della democrazia, partecipando giovanissima alla lotta partigiana; e che, già ottantenne, si è impegnata nelle nuove battaglie per la dignità femminile. Contro il modello dominante di donna decorativa e muta, Margherita Hack ci ha insegnato, anche con l’esempio, che si può sempre scegliere un’altra strada, anche se più scomoda».

Vladimir Luxuria, direttrice artistica dell’edizione 2013 del Gay Village di Roma, ha annunciato che questa sera la comunità lgbt romana renderà omaggio a Margherita Hack proprio al Village con un filmato, per ricordare «una donna che con la sola arma dell’intelligenza e del raziocinio e’ sempre stata accanto alle lotte per la piena cittadinanza di gay, lesbiche e trans».

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